Abbacinante: la trilogia che ha sconvolto il panorama letterario degli ultimi anni

Abbacinante: la trilogia che ha sconvolto il panorama letterario degli ultimi anni

Nella storia delle letteratura ci sono sicuramente alcune aree privilegiate. L’Europa occidentale, gli Stati Uniti, la Russia e l’America Latina rappresentano dei cardini importanti per i lettori occidentali. La maggior parte dei grandi romanzieri classici, che stimiamo e mettiamo in risalto, proviene quasi sempre da queste aree. Ma ultimamente alcuni degli innovatori della forma romanzo vengono anche da paesi le cui letterature sono pressoché sconosciute. Come Mircea Cărtărescu, lo scrittore rumeno che con la trilogia Abbacinante ha sconvolto il panorama letterario.

Questa trilogia—influenzata nella scrittura da autori come Kafka, James JoyceThomas Pynchon—rappresenta un ideale che negli ultimi anni si è un po’ perso in letteratura. È una serie di romanzi complessi, elaborati e molto ambiziosi. Carichi di simbolismo, sfumature narrative, e legami fra storia e identità.

Mircea Cărtărescu

Rappresentante di spicco della Blue jeans generation, una corrente letteraria nata in Romania durante gli anni Ottanta, che comprendeva molti scrittori interessanti, Cărtărescu è un autore dallo straordinario talento nella prosa.

Ha esordito con la prima raccolta di racconti—Nostalgia—nel 1993, ma è solo con la trilogia Abbacinante che il suo successo letterario e la sua fama hanno travalicato i confini della Romania. Il suo stile è fortemente influenzato dalla narrativa fantastico-mitologica romena, dal postmodernismo, e dalla cultura psichedelica.

Da alcuni anni è spesso nella lista dei candidati al premio Nobel.

Abbacinante

Come abbiamo detto, la sua opera più ambiziosa è la trilogia Abbacinante. Un romanzo con cui Cărtărescu destruttura la forma romanzo. È formato da tre diversi parti, che richiamano il corpo di un lepidottero: L’ala sinistra, Il corpo e L’ala destra.

È una commistione di ricordi, sensazioni, digressioni narrative estemporanee che ci riportano ora nella Bucarest della Seconda guerra mondiale, ora a New Orleans. Attraverso cui lo scrittore tenta di creare una serie di storie e frammenti che si legano nella speranza di comunicare la realtà e il mondo.

Ma non sono soltanto i temi ad affastellarsi: anche il linguaggio muta con la storia. Ora semplice e chiaro, ora onirico e sincopato, ora mutuato dall’ambito gelido della scienza. Cărtărescu riesce a confezionare una serie di commistioni che si influenzano a vicenda, e che trasportano il lettore in un’atmosfera unica e densa.

L’ala sinistra

Il primo romanzo della trilogia è stato pubblicato in Romania nel 1996, e tradotto in Italia nel 2003. In questa prima parte lo scrittore tenta di dare amalgama al suo passato, alla sua genesi e ai suoi ricordi. Ne esce un quadro crudo, di una Bucarest ferma al limbo del regime di Nicolae Ceaușescu.

In questo amalgama si distingue la storia della madre dell’autore. È il grande tema dominante della prima parte della trilogia: la fonte della vita, e dell’identità acquisita per natura. Riverberata anche dall’incontro con il proprio gemello perduto: Victor. E questo si riversa anche in una scrittura ovattata, e uterina.

Il corpo

Nella seconda parte della trilogia, il giovane Mircea riesce a evadere dalla “placenta” della giovinezza. Esce nel proprio quartiere, esplora il suo ambiante natale, è protratto verso il mondo esterno. È la parte “fallica” della storia. Il protagonista conosce la competizione, la durezza della strada e della vita sociale.

È un forte richiamo non soltanto alla propria storia, e al contesto storico in cui il giovane cresce, ma anche alle durezze esistenziali di uno dei secoli più bui e complessi dell’umanità: il Novecento.

L’ala destra

La terza parte della trilogia è forse la più complessa e sfumata. Cărtărescu mette i suoi personaggi nelle condizioni di scontrarsi l’uno con l’altro. Di cozzare in una specie di scontro cosmico che dà nuovamente inizio a tutto: Mircea e Victor arrivano ad “annullarsi a vicenda”, e tramite il loro scontro sublimano le loro identità riflesse.

Immagini: Copertina