Adesso puoi consultare gratuitamente la storia dell’opera italiana

Adesso puoi consultare gratuitamente la storia dell’opera italiana

Il termine italiano “opera” è utilizzato in tutto il mondo per indicare un genere teatrale in cui musica, canto e balletto si fondono per creare uno spettacolo coeso in tutte le sue parti. La medesima denominazione non è certamente un caso: il melodramma è nato alla fine del XVI secolo proprio nel nostro paese, per poi essere poco a poco apprezzato ovunque.

La diretta testimonianza di questa tradizione ormai secolare è ancora tangibile grazie ai copiosi teatri d’opera presenti in Italia: il Teatro alla Scala di Milano, il Teatro dell’Opera di Roma, il Teatro Araldo di Torino, il Teatro Massimo Bellini di Catania, il Teatro Dante Alighieri di Ravenna…

Se sei già un appassionato di lirica o vuoi saperne di più, potrebbe interessarti “visitare” il portale Archivio Storico Ricordi in cui sono stati caricati, dopo essere stati accuratamente digitalizzati, migliaia di antichi e preziosi documenti che testimoniano la genesi delle produzioni delle opere italiane passate alla storia.

Tra i materiali digitalizzati—gli originali sono custoditi a Palazzo Brera di Milano—potrai osservare la documentazione scenica per “Aida” di Giuseppe Verdi dal 1872 fino al 1904, i disegni di Adolf Hohenstein per la prima assoluta della “Bohème” di Giacomo Puccini del 1896, gli abbozzi di Giuseppe Palanti per “Romeo e Giulietta” di Charles Gounod e oltre 400 ritratti di cantanti, compositori e librettisti.

A voler essere esatti, in realtà, tutto questo è solo il primo step di un progetto più ambizioso del gruppo media Bertelsmann che, in collaborazione con il Mibact, ha l’intenzione di catalogare, restaurare e digitalizzare nel tempo anche lettere, fotografie, manifesti, libretti e partiture originali ancora consultabili solo a Palazzo Brera.

Il Presidente e CEO di Bertelsmann Thomas Rabe ha spiegato che il vero obiettivo di tutto il progetto è “rendere gradualmente disponibile online tutto il patrimonio custodito dall’Archivio Storico Ricordi” per “raggiungere un pubblico al di fuori della comunità di musicologi, e di avvicinare le nuove generazioni al mondo dell’opera e della musica classica.”

Immagine via Wikipedia