V for Vendetta e Watchmen: i capolavori di Alan Moore che dovresti leggere

V for Vendetta e Watchmen: i capolavori di Alan Moore che dovresti leggere

Alan Moore è senza ombra di dubbio uno degli autori di fumetti più apprezzati del mondo. V for Vendetta e Watchmen sono opere che potrebbero far appassionare anche chi non legge abitualmente i fumetti o graphic novel, come le chiamano ultimamente.

Le sue sono opere cult. Trame coinvolgenti, dialoghi scritti con maestria e magnifiche ambientazioni. Tanto che spesso i suoi fumetti sono stati adattati per il cinema. Riscuotendo un enorme successo di pubblico.

L’infanzia e gli inizi

Moore nasce a Northampton, il 18 novembre 1953. E come tutti i bambini della sua epoca, si appassiona fin da piccolo ai fumetti di supereroi. Sono gli anni della Silver Age, con grandi serie in continua uscita.

Questa passione prende tutto il suo tempo. A soli 17 anni viene cacciato da scuola per un problema di droga, e decide di iniziare a lavorare per potersi dedicare—nel tempo libero—totalmente ai fumetti. Appena può, Moore partecipa alle convention di settore, ed entra in contatto con diversi autori di fanzine.

Il suo apprendistato nel mondo delle riviste è però lento. Comincia inviando delle semplici illustrazioni, ma con il tempo riesce a ottenere i primi incarichi seriali per strisce settimanali. Come avviene ad esempio con Roscoe Moscow, pubblicato ogni settimana dalla New Musical Express.

I suoi lavori cominciano a essere apprezzati dalle riviste, ma l’autore ha ambizioni ben più consistenti. Decide di lasciare il disegno, e dedicarsi totalmente alle sceneggiature dei fumetti.

I primi successi e V for Vendetta

Alla fine degli anni Settanta, Moore collabora con molte riviste. Come Star Wars e Dr. WhoLavora molto sul suo stile, e riesce a creare il suo primo, vero, personaggio di successo: Abelard Snazz. Un mutante con un talento grandioso per le invenzioni meccaniche, che però non riesce mai ad affrontare i problemi che gli si parano davanti. Uno scisma, al limite del grottesco, che Moore adotterà in molti suoi personaggi futuri.

La vera svolta avviene nel 1982, quando incontra Dez Skinn. Un giovane editore che ha intenzione di aprire una nuova rivista chiamata Warrior, e che stima molto il suo talento. Su Warrior Moore ha l’opportunità di lavorare soltanto secondo il suo volere: e pubblica due serie diventate cult. Miracleman e V for Vendetta.

Miracleman è un vero e proprio apripista: lavorando sulla base di un vecchio personaggio accantonato dalla DC, Moore sviluppa un tipo di supereroe che non si era mai visto prima. Cupo, turbolento. Dà inizio, insomma, a quello che nel mondo fumettistico viene definito “revisionismo supereroico“. I fumetti di questo genere possiedono ambientazioni molto più cupe e contemporanee. Lontane dal clima ottimistico di fumetti come Superman.

Questo percorso viene consolidato con l’opera successiva: V for Vendetta. Con questo fumetto, che riscuote un grande successo, Moore cesellò il modello che aveva proposto con Miracleman. Personaggi cinici, cattivi, con un’inquietudine di fondo. E uno scenario politicamente apocalittico che si opponeva alla Gran Bretagna asfittica di Margaret Thatcher.

Ed è proprio qui che sta il passo in avanti compiuto da Moore. Il fumetto visto come forma espressiva seria e politicamente rilevante. L’autore britannico è capace di creare grandi invettive narrative contro i mali del suo tempo. Come l’Imperialismo americano, e l’incubo della guerra nucleare.

La DC Comics e la consacrazione negli Stati Uniti

Nel 1983 si chiude il “periodo inglese” di Moore. Len Wein, il creatore della serie Swamp Thing, lo chiama per prendere parte al progetto. E così Moore inizia a lavorare con l’americana DC Comics.

I cinque anni successivi sono una serie di trionfi. Il lavoro su Swamp Thing è magistrale, e l’azienda gli chiede di proporre lavori autonomi. Moore presenta così il progetto di un lavoro complesso, ma secondo lui promettente: il titolo è Watchmen.

In questo monumentale lavoro, pubblicato nel biennio 1986-1987, Moore mette tutto se stesso. In un mondo contemporaneo immaginifico, in piena Guerra Fredda, a salvaguardare l’America ci sono dei supereroi, ma anche il loro ruolo è stato distorto dalla percezione di onnipotenza degli Stati Uniti. “Chi controlla i controllori?” si chiede Moore. In un’epoca in cui la sicurezza e la mania di controllo del governo sono una vera ossessione.

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Il periodo indipendente

Alla fine degli anni Ottanta Moore entra in contrasto con tutte le grandi case editrici per cui lavora. Decide di annunciare il suo ritiro dal mondo del fumetto, ma moltissimi autori indipendenti cercano di convincerlo a cambiare idea.

Inizialmente reticente, Moore si convinse quando Stephen Bissette lo invitò a partecipare alla rivista Taboo. Perché gli promise libertà completa. Inizia così il periodo “indie” di Moore, in cui pubblica opere considerate, relativamente, minori, ma comunque di grande successo. Come From Hell Lost Girls. 

Gli ultimi lavori

Gli anni Novanta passarono un po’ in sordina, in realtà. Tanto che molti fan cominciarono a pensare che l’estro del loro idolo si fosse affievolito. Questa opinione verrà in realtà smentita dai fatti. Anche se Moore non è più riuscito a ripetersi, ha sempre lavorato su serie che si sono contraddistinte per lo stile inimitabile.

Opere come La Lega degli Straordinari GentlemenPromethea, e Tom Strong sono imperdibili per chi ama questo autore. Così come Fashion Beast, uscito nel 2012

Per apprezzarne l’opera, un lettore novizio dovrebbe sicuramente partire dai suoi fumetti più famosi. Come V for Vendetta e Watchmen

Immagini: Copertina