Alice Munro: guida alla più grande scrittrice di racconti vivente

Alice Munro: guida alla più grande scrittrice di racconti vivente

La motivazione in calce al premio Nobel per la Letteratura che Alice Munro ha vinto nel 2013, era la seguente: “maestra del racconto breve contemporaneo”. Come pochi altri autori, infatti, la scrittrice canadese ha saputo sfruttare al meglio le caratteristiche narrative di un formato così sottovalutato come il racconto.

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Le storie di Alice Munro, infatti, sono piccole gemme che non si legano a un filone tematico o a una produzione romanzesca di cornice: ma sono la testimonianza, per usare le sue parole, di come la scrittura sia in grado di “fermare e raccogliere ogni cosa”. Sono lenti di ingrandimento su storie di tutti i giorni.

Nata nel 1931 a Wingham, in Ontario, la scrittrice crebbe in una famiglia di campagna, che allevava bestie e coltivava la terra in una piccola fattoria. Con una forte spinta a conoscere e imparare, Alice vinse nel 1949 una borsa di studio che le consentì di frequentare la University of Western Ontario. Sulle rivista studentesca dell’università, ebbe finalmente l’opportunità di pubblicare i primi racconti, dando sfogo a quella che era sempre stata la sua grande passione: la scrittura.

Ben presto, però, lasciò l’università per sposarsi, e si trasferì a Victoria con il marito, aprendo una libreria, la Munro’s Books. Nel frattempo continuò a scrivere, e nel 1968 pubblicò la sua prima raccolta di racconti: La Danza delle Ombre Felici. Pur essendo una raccolta d’esordio, il libro ottenne un buon riscontro di pubblico e di critica, vincendo il prestigioso Governor General’s Award.

Fin da subito i critici apprezzarono il talento cristallino di questa scrittrice, in grado di far risultare leggera e veloce una prosa raffinata ma allo stesso tempo potente. I suoi racconti si contraddistinsero da subito per la capacità di evocare la profondità della vita nel tessuto del quotidiano.

Vinse nuovamente il Governor General’s Award, con la raccolta Chi Ti Credi Di Essere?, in cui si cominciò a notare il vero intento della scrittura di Alice Munro: riuscire a comunicare quanto gli esseri umani siano schegge di un tutto che li circonda e li assimila continuamente, tentando al contempo di dar spazio alla singolarità di ognuno. Nei suoi racconti, insomma, si occupa di quello che conta davvero: la fallacia e il dolore dei nostri ricordi, l’imprevedibilità e lo spreco delle emozioni, i blocchi rappresentati dai pudori della mente e dall’egoismo.

Collaboratrice fedele delle più importanti riviste americane—come il New Yorker, l’Atlantic Monthly, e la Paris Review—Alice Munro nel corso della sua carriera ha pubblicato 15 raccolte di raccolti, alcune delle quali rappresentano delle vere e proprie pietre miliari della letteratura, come Segreti SvelatiIl Sogno di Mia Madre, e In Fuga.

Nel 2013, dopo aver ricevuto il premio Nobel, annunciò pubblicamente il suo ritiro dalla scrittura, lasciando un vuoto incolmabile nella letteratura contemporanea.

Immagini: Copertina