Alla riscoperta del canale Cavour, la più grande opera di ingegneria idraulica italiana

Alla riscoperta del canale Cavour, la più grande opera di ingegneria idraulica italiana

Ci sono opere artistiche e opere ingegneristiche, e poi ci sono quelle che lo sono entrambe, in egual misura: opere in cui l’ingegno diventa universale. Una di queste è il canale Cavour, e ripercorrere la sua storia è ripercorrere la storia di un intero paese.

Il canale Cavour è un canale artificiale che nasce da Chivasso e termina vicino Novara, e percorre circa 85 chilometri di pianura.

Il suo nome ricorda Camillo Benso di Cavour, uno dei suoi promotori, anche se a idearlo però è stato Francesco Rossi negli anni ’40 dell’ottocento. Questo agrimensore di Vercelli impiegò cinque anni a misurare la campagna tra il Po e la Sesia intuendo la possibilità di costruire un canale. Il progetto, poi ridimensionato e preso in mano da Cavour, aveva come obiettivo quello di creare un bacino idrico delimitato dal Po, Dora Baltea e Sesia, che svolgesse la sua funzione su un comprensorio di oltre 100mila ettari.

Venne realizzato soltanto nel 1866, dopo la proclamazione del Regno d’Italia, quando sia Cavour che Rossi erano morti, e costò 45 milioni di lire.

Quello che rende il canale incredibile ancora oggi è la sua modalità di costruzione: 14 mila operai che soltanto con la forza delle braccia e il badile hanno tirato su il canale fatto di pietre e mattoni. Il tutto in pochissimo tempo, appena tre anni. Oggi, per costruire i 101 ponti, i 210 sifoni e i 62 ponti-canale servirebbe molto, ma molto più tempo.

Nel 1866 e per gli anni successivi questo è stato la massima espressione dell’ingegneria idraulica dell’Italia e dell’Europa, e rimane ancora oggi la più grande opera del genere mai costruita nel nostro paese.

In questi giorni il canale compie 150 anni, continuando a svolgere il proprio lavoro e portando l’acqua ai terreni che ne hanno bisogno, grazie al lavoro quotidiano di 100 acquaioli. Un motivo in più per visitare la zona e questo patrimonio che appartiene al nostro passato recente.

Immagine via Wikipedia