Una grande mostra a Roma per Andrea Pazienza, a 30 anni dalla morte

Una grande mostra a Roma per Andrea Pazienza, a 30 anni dalla morte

Sul lungomare di San Benedetto del Tronto c’è un “monumento”, non bello ma significativo, che è una grande scritta: Lavorare lavorare lavorare / preferisco il rumore del mare. È una citazione (storpia, l’originale reca: “fabbricare fabbricare fabbricare”), da una poesia di Dino Campana. Sarebbe stato molto d’accordo Andrea Pazienza che a San Benedetto nacque nel 1956. Pazienza, che nel 1986, presentando una mostra, scriveva:

Vorrei evitare il più possibile di lavorare per poter fare il più possibile quello che mi pare. È anche giusto prendere la propria attività come un vero e proprio lavoro, […] ma mi stanca solo l’idea. […] Preferisco essere libero, essere definito inaffidabile.

Libero e inaffidabile, Pazienza sarebbe morto appena due anni dopo, nel giugno 1988, a Montepulciano. A 32 anni. Trent’anni dopo Roma dedica a “Paz” una grande mostra antologica. Si chiama appunto “Trent’anni senza”, e si terrà negli spazi espositivi del Mattatoio di Roma (ex MACRO Testaccio) dal 25 maggio al 15 luglio 2018.

“La pazienza ha un limite, Pazienza no!”: una grande mostra a Roma

La mostra è vastissima: centoventi opere. Dell’attività di Pazienza, che ha anche disegnato abiti, copertine di dischi—per la PFM, Minghi, Vecchioni, Avitabile, Claudio Lolli—scenografie, manifesti cinematografici (“La città delle donne” di Fellini), ci si concentra sui fumetti.

Anzitutto, i classici. Le straordinarie avventure di Pentothal, cronaca onirica del ’77 bolognese. Zanardi, il liceale emblema del “vuoto assoluto” secondo lo stesso Pazienza, di una mente che ha subito l’ablazione del pensiero morale.

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In mostra non solo le storie mitiche di Zanna, Pietra e Colas apparse su Frigidaire dal 1981, come Notte di carnevale o Pacco. O la storia breve “Giorno”, con il personaggio di Enrico Fiabeschi che non riesce a superare l’esame su Apocalypse Now del DAMS.

Ma anche alcune pagine più tarde e meno note. Come quelle, lontane dal realismo metropolitano, di Zanardi medievale,1988. Non manca poi il Pertini di Pazienza, “l’ultimo esemplare di una razza di uomini duri ma puri come bambini“. Pertini partigiano stralunato, che in Val Camonica, a Padova, a Roccaraso, affronta rocambolesche avventure in compagnia dello stesso “Paz”. Pertini che in una famosa copertina del “Male” si dice “addolorato” per il rapimento di Fabrizio De André: “quel bravo canzonettista“. Poi, ovviamente, il tremendo e profetico Gli ultimi giorni di Pompeo.

Oltre alle saghe più note, c’è molto altro. Come gli inizi dell’attività di Pazienza fumettista, con Aficionados. O la conclusione di quell’attività: l’incompiuto Storia di Astarte. Protagonista, un molosso: fedele amico e alleato di Annibale, sullo sfondo della Seconda guerra punica, che si racconta a Paz in sogno. Roberto Saviano ha definito l’opera “un sogno classico, di quelli che quando ti svegli ti senti al centro dell’universo, come se avessi fatto parte della storia e il tuo fosse stato un ruolo attivo”.

Non per nostalgia di te mi sento solo. Mi sento solo, mutilato, eri parte di me stesso tu. Ma gli uomini lo sopportano. Invecchio e il mio amore non c’è più. Posso vivere senza di te, non c’è dubbio, amaramente e bene. Il grido non è questo. Il mio tormento è il ricordo. Il mio mio dolore l'aver visto il vessillo e la bellezza della tua vita coraggiosa trascinati nel polveroso sentiero della morte. L’averti visto sconfitta. Te che mai hai disperato attraverso debolezza e dolore passare al nulla. Penso sia normale. Io assistevo. Non credo di averti trascurata mai Meschino pensiero, se t’ho trascurata o no! non toccava a me non stavo morendo io. È amara la morte tesoro? Non è nulla. È un silenzio. Testo: Robinson Jeffers #andreapazienza #book #books #sunday #read #comics #lovebooks #libro #booklove #booklover #instagood #booklovers #bookstagram #library #existence #epicreads #bookworm #leitura #sad #instabook #igreads #bookishescape #bookaddict #literature #lovebooks #bookoftheday #sun #domenica

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Far scoprire Andrea Pazienza ai più giovani

“Estremamente individualista, libertario e extracodice”: così “Freak” Antoni degli Skiantos definì, con grande precisione, Pazienza. Che, come sanno gli “aficionados”—parafrasando una delle prime uscite del nostro—era un uomo particolare, talvolta considerato un “reazionario” nell’ambito del Movimento. Un uomo pieno, oltre che di illuminazioni, di strane abitudini come quella di indossare guanti, o di passioni particolari come il kendo.

La mostra, tuttavia, non è destinata solo ai fan. Ma anche, soprattutto, dedicata alle giovani generazioni che non lo conoscono, o ne hanno solo sentito parlare. “L’idea è farlo conoscere bene anche ai ragazzi di oggi, quelli cresciuti a manga e videogame. Che adorano Zerocalcare ma che magari ‘quel certo Pazienza’ non sanno davvero chi sia” afferma Stefano Piccoli. Che ha curato la grande mostra antologica insieme a Mauro Uzzeo, con la supervisione della moglie e della sorella del fumettista, Marina Comandini Pazienza e Mariella Pazienza.

Non ci resta che aspettare il 25 maggio 2018 per riscoprire la rockstar del fumetto italiano.

La mostra “Trent’anni senza” è a Roma, Mattatoio, piazza Orazio Giustiniani 4. Dal 25 maggio al 15 luglio. Biglietto intero 12 euro.

Immagine di copertina