L’Angelo del Dolore, una delle sculture funebri più famose del mondo

L’Angelo del Dolore, una delle sculture funebri più famose del mondo

I monumenti e le sculture hanno il dono di saper incarnare non soltanto delle opere dal valore artistico, ma anche di tramandare la storia di un determinato popolo e di un’epoca. Altre sculture, invece, come quelle funebri hanno il compito di onorare la memoria dei defunti, ma non per questo perdono la loro capacità di legarsi all’epoca in cui sono state realizzate: e l’Angelo del Dolore è sicuramente una di queste.

Si trova nel cimitero acattolico di Roma, e a realizzarla—nel 1894—è stato un personaggio estremamente eclettico: William Wetmore Story. Nato nel 1813 a Salem—la cittadina divenuta nota per il famoso Processo alle Streghe—nel Massachusetts, Story fu un noto scrittore, giornalista e scultore americano. Nel 1950 decise di trasferirsi in Italia, terra che amava immensamente e divenne noto per aver realizzato alcuni degli articoli più famosi dell’epoca sulla Guerra di secessione americana. Articoli che riuscirono a far conoscere le dinamiche del conflitto anche in Italia.

Come già detto, però, Story non si limitò all’attività di scrittore e giornalista: durante il suo soggiorno in Italia—che durò fino alla morte, avvenuta nel 1895—si dedicò anche alla scultura. Le sue opere erano molto richieste e spesso lavorava su commissione.

La più celebre delle sue sculture, l’Angelo del Dolore, la scolpì per onorare la scomparsa dell’amato figlioletto, Joseph, morto prematuramente nel 1853. Oggi la tomba ospita anche le spoglie della moglie Emelyn, e dello stesso Story.

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L’opera si distingueva fra i vari monumenti funebri dell’epoca perché la sua incredibile bellezza più che suggerire magnificenza sottende a un sentimento di grande sconforto e dolore: l’angelo scolpito da Story è accasciato su un piedistallo, come se fosse esausto dopo un difficile percorso, con le ali appena dispiegate e non erette verso il cielo—come solitamente venivano scolpiti gli angeli—ma socchiuse malinconicamente. Le braccia sono lasse, e ai piedi del piedistallo si può vedere un ramoscello di ulivo—simbolo di pace e di vita—che probabilmente è caduto dalle mani dell’Angelo.

Questa composizione così triste e malinconica fu di grande impatto, proprio perché diversa da molti altri monumenti funebri dell’epoca, e segnò anche l‘inizio di un filone.

L’Angelo del Dolore fu infatti replicato svariate volte da altri scultori: già nel 1901 fu realizzata una scultura molto simile per commemorare la scomparsa del fratello di Jane Stanford, la cofondatrice della celebre università americana.

Questa replica, posta in uno dei campus più famosi del mondo, rese l’opera di Story molto famosa: per tutto il Novecento negli Stati Uniti e in Canada diversi artisti continuarono a realizzare statue che si rifacevano a questo modello. Si contano oltre 40 epigoni in tutto il mondo.

Immagini: Copertina | 1