Anish Kapoor, una guida alle sue opere più importanti

Anish Kapoor, una guida alle sue opere più importanti

Architetto e scultore di fama internazionale, Anish Kapoor, indiano ma naturalizzato inglese, è uno degli artisti più interessanti della scena contemporanea. Le sue opere sono esposte al MoMA di New York, alla Tate Gallery, alla Fondazione Prada di Milano, al Guggenheim di Bilbao e in molti altri musei sparsi per il mondo.

In Italia, l’artista è tornato dopo una lunga assenza con una mostra al Macro di Roma, curata da Mario Codognato, esposta fino al 17 aprile.

Quella di Kapoor è una carriera artistica travolgente, iniziata fin da quando ragazzo decide di trasferirsi a Londra per frequentare la scuola d’arte. A neanche trent’anni ottiene proprio nella capitale inglese la sua prima mostra personale. Negli anni che seguono arriva la sua consacrazione, vincendo premi prestigiosi come quello della biennale di Venezia, e alcune onorificenze tra cui il “Commendatore dell’Ordine dell’Impero Britannico”, una delle più importanti di tutto il Regno Unito.

Nella sua arte scultorea Kapoor usa diversi materiali (granito, acciaio, legno, gesso, calcare) per generare oggetti tanto geometrici quanto enigmatici. Al di là di qualunque spiegazione da manuale di estetica, per comprendere a fondo le opere di Kapoor bisogna prima di tutto lasciarsi affidare ai sensi: la percezione fisica è la chiave di lettura. Lo spunto per l’interpretazione viene anche dal titolo (lezione che Kapoor ha imparato dal suo maestro Marcel Duchamp): è nel titolo che si trova un senso e un chiarimento dell’opera.

Sky Mirror

Tra le sue opere più famose c’è Sky Mirror. Si tratta di una grande scultura circolare in acciaio posta su una piattaforma a livello stradale a New York. La scultura riflette come un vetro due panorami ben distinti: sul lato concavo il cielo e su quello convesso i passanti. L’artista ha definito l’opera un “non oggetto”: nonostante la sua grandezza, la scultura è una finestra sul niente che si mimetizza quasi completamente con l’ambiente circostante.

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Cloud Gate

L’opera più conosciuta di Kapoor è il Cloud Gate di Chicago, inaugurata nel 2006. Composta da 168 piastre di acciaio, il suo esterno è completamente lucido e, anche in questo caso, riflette lo skyline della città. Lo spettatore può posizionarsi sotto l’opera, in una specie di “ombelico”, dove può ammirare l’esterno riflesso in altri e più punti.

The Cloud Gate

Madonna

Tra le opere più “sconvolgenti”, impossibile non citare Madonna. Al centro dell’opera si trova una forma, presentata in posizione frontale rispetto allo spettatore, appesa a mezz’aria. Da una certa distanza è impossibile stabilire con precisione che forma geometrica sia. Se concava, convessa o piatta. Per farlo bisogna avvicinarsi. Una volta raggiunto il limite si possono scegliere due strade: fermarsi davanti al mistero dell’opera o allungare una mano per svelare la forma geometrica. Ed ecco il significato del titolo: l’opera rappresenta l’uomo che vuole provare a sfidare tutto, per cercare di entrare in contatto e comprendere il mistero del sacro.

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Earth Cinema

All’interno del parco del Pollino, qualche anno fa, Kapoor ha realizzato l’opera “Earth Cinema”: una frattura lunga 45 metri scavata nella terra che permette ai visitatori di entrare ancora più “in contatto” con la natura circostante.

Immagine via Flickr | 1 | 2 | 3