Chi era Anna Marchesini, ritratto di un’artista raffinata e divertente

Chi era Anna Marchesini, ritratto di un’artista raffinata e divertente

“In teatro non si finge, si rappresenta, si fa una maratona emozionale e fisica: si passa attraverso il corpo, la storia passa attraverso il tuo corpo, e tu stesso sei la verità di quello dici”. Così, il 23 novembre del 2013, in un’intervista a Che tempo che fa, Anna Marchesini raccontava il suo lavoro e la sua arte.

Lei che il corpo l’ha mostrato fino all’ultimo, con coraggio, senza lasciarsi intimorire dalla forma di artrite reumatoide che la tormentava dal 2005. Sarebbe ritornata in televisione soltanto nel 2008, per festeggiare i 25 anni di attività del Trio, con Tullio Solenghi e Massimo Lopez, per lo spettacolo Non esiste più la mezza stagione, ripercorrendo i successi di uno dei gruppi comici più divertenti e surreali degli ultimi anni.

Le sue ultime apparizioni sono al programma di Fazio, un momento importante per tutti gli italiani che hanno rivisto la loro Anna mostrare con dignità la malattia in uno stato avanzato. Come ha ricordato Antonella Celano, presidente dell’Associazione Nazionale Persone con Malattie Reumatiche: “Anna Marchesini è stato un esempio virtuoso e positivo per tutte le persone affette da patologie reumatiche”.

Raccontare oggi, a chi non ha vissuto quegli anni, chi è stata Anna Marchesini non è semplice, essendo stata un’attrice, una comica, dotata di un’ironia raffinata ed elegante che lei stesso ha raccontato così: “Comico non vuol dire ridere di me, dicendo parolacce, con il cabaret o mostrandomi in situazioni imbarazzanti; comico vuol dire farti ridere attraverso di me, grazie a me”.

Anna nasce a Orvieto il 19 novembre del 1953, anche se sulla carta d’identità c’è scritta un’altra data, il 18: il padre all’anagrafe si era sbagliato. Studentessa diligentissima, salta una classe delle elementari e si laurea in Psicologia all’università di Roma a 22 anni. Il suo destino però è un altro, e l’anno dopo la discussione della tesi entra all’Accademia nazionale d’arte drammatica Silvio D’Amico diplomandosi come attrice di prosa, dopo essere stata bocciata due volte.

Il suo esordio a teatro è con Il borghese gentiluomo di Molière. Poi arrivano le parti nelle opere di Aristofane e Čechov. È nel 1982 che incontra, grazie a un programma svizzero per italiani, Tullio Solenghi. “Una compagna di giochi, una sorella, un’amica… è grazie a lei che abbiamo realizzato cose che sono rimaste nella memoria degli italiani”, ha ricordato dopo la morte di Anna.

L’altro componente del Trio, Massimo Lopez, lo incontrerà negli studi di doppiaggio. Lì, la coppia comprende subito la potenzialità del loro affiatamento: “Non riuscivamo a concludere il film da doppiare perché continuavamo a ridere, anche il direttore di doppiaggio rideva. Per finirlo invece di due giorni ce ne abbiamo messi dieci”, ha detto Massimo Lopez.

Il Trio si forma ufficialmente nel 1982, quando esordisce su Radio 2 con il programma radiofonico Helzapoppin, un successo che gli permette di venire scritturati dalla RAI per 52 puntate.

Il debutto televisivo arriva tre anni dopo, quando affiancano Pippo Franco alla conduzione del varietà Tastomatto, dove mettono in scene gli sketch più famosi che saranno poi ripresi dal Trio nel resto della loro carriera. 

Da qui in poi per il Trio è un successo dopo l’altro, prendendo parte a Domenica In e Fantastico. Diventano proprio in questo periodo un gruppo di fama mondiale grazie a uno sketch sulla madre di Ruhollah Khomeini, politico iraniano. Il Trio viene definitivo “irriverente” e su quello sketch esce un articolo anche su Variety. Sulla scia di quel successo intraprendono anche una tournée in America.

Il ritorno in Italia è una consacrazione: Anna e i suoi due colleghi partecipano a Sanremo per tre edizioni. Ma il picco assoluto viene segnato su Rai 1 nel 1990 quando mettono in scena I promessi sposi. Le cinque puntate della divertentissima parodia segnano ascolti record.

Il punto più alto della loro carriera coincide però con l’inizio della fine. In seguito ad alcune scelte di provare una carriera da soli, i componenti del Trio si sciolgono. 

Anna, tra i tre, è quella che avrà più fortuna, continuando a girare tantissimi teatri italiani, dall’Eliseo di Roma al Piccolo di Milano. Insieme alla Sora Flora, il personaggio più indimenticabile del suo repertorio è quello della sessuologa Merope Generosa che provando a spiegare la sessualità si lascia andare spesso a rivelare le sue disastrose esperienze mescolando doppi sensi irresistibili.

Quando il corpo le impedisce di stare su un palco si concentra sulla letteratura, scrivendo romanzi e una raccolte di racconti (da giovane amava scrivere poesie). Nel 2007 insegna all’Accademia Silvio D’Amico, dove tutto era cominciato.

Il suo desiderio era quello un giorno che le sue ceneri venissero conservate nella sala riunioni dell’Accademia. “Ritengo che la vetrinetta sia ideale. È un’aspirazione che piano piano troverò il coraggio di far uscire alla luce. Che detto di un mucchietto di ceneri non è appropriato. Posso tentare… ma se poi mi ribocciano? E se poi l’Accademia trasloca? E se durante il trasloco il cofanetto si rompe? No eh, essere spazzata via dall’Accademia no, mai più”.

Immagine via Instagram