Anna Maria Luisa de' Medici: la donna che salvò il patrimonio artistico di Firenze

Anna Maria Luisa de' Medici: la donna che salvò il patrimonio artistico di Firenze

Firenze è conosciuta in tutto il mondo per il suo straordinario patrimonio artistico: culla del Rinascimento italiano, sotto la famiglia Medici prosperò incredibilmente e divenne una delle città più affascinanti d’Italia. Turisti provenienti da tutto il mondo la raggiungono per visitare le sue strade storiche, ammirare le opere esposte agli Uffizi e passeggiare sul Ponte Vecchio.

In pochi, però, sanno che al termine della dinastia dei Medici il patrimonio artistico della città era in grande pericolo, e fu una donna a salvarlo: Anna Maria Luisa de’ Medici.

Fu infatti lei a stipulare il famoso “patto di famiglia” che impedì agli eredi della famiglia Asburgo-Lorena di trafugare gran parte delle opere che appartenevano a Firenze .

Nata l’11 agosto del 1667, Anna Maria Luisa—insieme ai due fratelli—era l’ultima esponente della nobile famiglia fiorentina: i tre fratelli non ebbero mai figli, e la linea di successione era destinata a morire con loro. La nobildonna aveva sposato Giovanni Guglielmo,  il principe elettore Palatino—era infatti chiamata Elettrice Palatina—e per lungo tempo visse in Germania al suo fianco.

Nel 1717, però, fece ritorno a Firenze: scoprendo che la mancanza di una linea di successione—lei era sterile, a causa di una malattia—stava per compromettere il patrimonio artistico della sua famiglia e di tutta la città. Il concilio dei governi europei, infatti, aveva stabilito che in mancanza di eredi l’intero patrimonio della famiglia sarebbe andato in dote a un ramo secondario della famiglia Asburgo, i Lorena. E decise che il suo più grande compito era quello di salvaguardare la sua città.

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Attraverso una fitta serie di trattative e strategie, l’Elettrice Palatina costrinse Francesco Stefano di Lorena—l’erede legittimo—a firmare un patto, secondo il quale quest’ultimo si impegnava a non spostare mai le opere d’arte da Firenze. In calce al trattato, Anna Maria Luisa aveva scritto che l’arte fiorentina doveva rimanere in città “per utilità del pubblico e per attirare la curiosità dei forestieri“.

È grazie all’abilità diplomatica di questa straordinaria donna, quindi, se Firenze non subì la sorte di città come Mantova, Ferrara o Urbino: i cui patrimoni erano stati quasi completamente trasferiti una volta estinte le famiglie nobili che le governavano.

Ogni 18 febbraio il comune di Firenze rende omaggio all’Elettrice Palatina: un corteo storico della Repubblica Fiorentina parte dal Palagio di Parte Guelfa, e attraversa le vie cittadine per portare degli splendidi fiori gialli— il colore preferito da Anna Maria Luisa—alle Cappelle Medicee, dove riposa la nobildonna.

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