Antoni Gaudí, guida al più grande esponente del modernismo catalano

Antoni Gaudí, guida al più grande esponente del modernismo catalano

L’architettura è una delle arti tecniche più apprezzate e in continuo sviluppo; grazie ai grandi architetti moderni le nostre città diventano sempre più vivibili e funzionali. Per questo motivo è interessante scoprire come si è evoluta nel tempo e conoscere il lavoro degli artisti più famosi, come Antoni Gaudí.

L’architetto spagnolo è probabilmente uno dei simboli più famosi della città di Barcellona. Dalla Sagrada Familia, al Parco Güell, fino a Casa Batlló, sono moltissimi i progetti di Gaudí che contribuiscono a rendere bellissima la città catalana. Il suo stile è inconfondibile e chiunque abbia mai avuto la fortuna di ammirare dal vivo una delle strutture che ha creato, lo sa bene.

Nato nel 1852, Gaudí è considerato il massimo esponente di quello che fu definito “modernismo catalano“: uno stile che si sviluppò proprio a Barcellona tra la fine del XIX e l’inizio del XX secolo. L’incontro professionale più importante della sua carriera, fu quello con l’industriale Eusebi Güell, che gli commissionò i primi lavori, e che fu per lui una figura di vitale importanza.

Il magnate stimava lo stile simbolico e anticonvenzionale dell’architetto, ed è proprio nel parco che prende il suo nome che si notano maggiormente queste caratteristiche: una grande armonia delle forme, applicata a strutture dal gusto quasi onirico.

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Oltre a questo parco, poi, progettò anche la Casa Batlló e la Casa Milà: due palazzi su cui estremizzò il concetto di linea curva, fino a creare degli esterni che sembravano modellati più che costruiti. Entrambe le strutture sono diventate talmente celebri, da essere nominate patrimoni mondiali dall’UNESCO.

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A soli 31 anni, infine, venne nominato capo-progetto del Tempio Espiatorio della Sagrada Familia: un progetto a cui si dedicò completamente, abbandonando nel 1914 qualsiasi altro progetto a cui stava lavorando. Non riuscì mai a terminare l’opera—che verrà ultimata nel 2026—ma il suo lavoro è ancora oggi una delle mete predilette dai turisti che visitano Barcellona.

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