António Lobo Antunes: il grande innovatore del romanzo portoghese

António Lobo Antunes: il grande innovatore del romanzo portoghese

Sono molti gli scrittori che ogni anno vengono presi in considerazione per il Nobel, e che alla fine non lo vincono mai. Thomas Pynchon, Don De Lillo, e Martin Amis ad esempio. In questa categoria, fra gli scrittori europei, il più esemplificativo è il romanziere portoghese António Lobo Antunes.

Molto amico di José Saramago, ma non altrettanto famoso, Antunes è sicuramente uno degli scrittori contemporanei che ha contribuito a rinnovare il romanzo portoghese. Grazie soprattutto a uno stile inconfondibile, che ha spinto il flusso di coscienza modernista verso nuove amplificazioni.

La vita

Nato da una famiglia borghese di Lisbona, il 1° settembre 1942 , Antunes cresce con il mito del nonno paterno. Un uomo molto colto e profondo, che a soli sette anni lo porta con sé—loro due soli—in un lungo viaggio in auto in giro per l’Italia. Per fargli conoscere la bellezza architettonica, artistica e gastronomica italiana.

La famiglia Antunes tiene molto all’istruzione dei figli: per questo, nonostante la passione di António per la letteratura—spinge il figlio a iscriversi alla facoltà di Medicina, una volta terminato il liceo. Studi che il giovane compie brillantemente, laureandosi con una specializzazione in Psichiatria.

Dal 1970 al 1973 Antunes viene arruolato nell’esercito portoghese, e inviato in Angola, per combattere nella Guerra coloniale portoghese. Un’esperienza che lo segna in modo profondo, e che tenterà di raccontare in diversi suoi romanzi.

Una volta tornato in Portogallo, comincia a lavorare in un importante ospedale psichiatrico di Lisbona, dove diventa uno psichiatra molto apprezzato. Il suo sogno, però, rimane quello di scrivere. E nel 1979, dopo vari tentativi, pubblica il suo primo romanzo—mai tradotto in Italia—Memória de elefante.

Il progredire della sua carriera come scrittore, negli anni, lo convince ad abbandonare pian piano la carriera di psichiatra. E a dedicarsi totalmente alla letteratura. Oggi vive ancora a Lisbona, dove continua a scrivere e pubblicare romanzi.

Lo stile

Per offrire una panoramica realistica delle opere che un lettore italiano può apprezzare di Antunes, abbiamo deciso di parlare unicamente dei romanzi tradotti nel nostro Paese. Dei 30 romanzi pubblicati dal grande scrittore portoghese, infatti, in Italia ne sono stati tradotti solo 14. I più famosi e importanti.

La prima opera tradotta di Antunes è In culo al mondo, del 1983. Forse il più famoso dei romanzi dello scrittore portoghese. Perché rappresenta la prima opera in cui l’autore affina il suo personalissimo stile di scrittore. Dopo i primi tentativi passati sotto silenzio, Antunes decide di affidarsi totalmente al suo personale modo di vivere la scrittura. Fregandosene delle mode letterarie e dell’apprezzamento degli editori. E riuscì a crearsi una voce totalmente personale. Inconfondibile. In cui si mescolano i suoi più grandi influssi letterari: soprattutto Faulkner e Céline.

Ampliando in modo quasi innaturale—ma calcolato—il flusso di coscienza. In culo al mondo racconta l’esperienza di guerra di un giovane portoghese in Angola—lo stracciamento del pericolo della morte, l’avanzare in un territorio completamente alieno, la mancanza di senso della violenza e dell’imposizione della stessa—e lo fa attraverso dei monologhi interiori che sembrano quasi senza fine. Antunes crea spesso una struttura lessicale in cui lo scrittore sembra come perdersi: cambia i tempi verbali senza marche che lo indichino, proprio come avviene nel pensiero. La sua è una scrittura cerebrale, che vuole affondare nell’animo umano.

Le altre opere

Il libro successivo, Le navi, rappresenta invece l’altro lato della medaglia. Ovvero il ritorno straniante alla vita di tutti i giorni, quando si è vissuta un’esperienza così sconvolgente come la guerra. L’esistenza parallela che vivono i reduci, e come la società voglia ignorare i loro problemi.

Il tema della guerra rimarrà persistente nelle opere di Antunes, ma in seguito a Le navi, comincia a dedicarsi all’analisi dell’intimo umano. Le sue storie cominciano a legarsi al tema del tempo, della famiglia, degli affetti, dell’animo umano. Romanzi come in La morte di Carlos GardelSpiegazione degli uccelli, L’ordine naturale delle cosee Che farò quando tutto brucia sono analisi profonde e sentite della vita umana. Dei rapporti che imbastiamo, dei legami familiari, dei sogni infranti.

E mentre si legge, si ride sempre. Di un riso che magari si fa amaro man a mano che si procede, ma che non manca mai. Una delle caratteristiche della scrittura di Antunes, infatti, è l’ironia. Un’ironia mai banale, o superficiale. Che si mantiene anche nelle sue ultime opere. Come nella saga familiare Arcipelago dell’insonniao nel suo ultimo romanzoNon è mezzanotte chi vuole, uscito quest’anno in Italia.

Consigli per la lettura

Antunes è uno di quegli autori che vanno approfonditi, dedicandogli tempo. Se vuoi veramente fare esperienza della sua scrittura, devi cominciare dal primo romanzo pubblicato in Italia—In culo al mondo—e proseguire in ordine cronologico. Anche per apprezzare come si faccia sempre più elegante il suo stile con il passare dell’età.

Immagini: Copertina