L'archivio online che mostra la trasformazione urbanistica di Roma

L'archivio online che mostra la trasformazione urbanistica di Roma

Sono stato presente, nella mia lunga carriera nell’attivo campo dell’archeologia, a molte scoperte; ho sperimentato una sorpresa dopo l’altra; ho talvolta e per lo più inaspettatamente, incontrato reali capolavori ma non ho mai provato un’impressione straordinaria simile a quella creata dalla vista di questo magnifico esemplare di un atleta semi-barbaro, uscente lentamente dal terreno come se si svegliasse da un lungo sonno dopo i suoi valorosi combattimenti”.

Queste sono le parole scritte da Rodolfo Lanciani, dopo aver ritrovato, nel 1885, la statua greca del “Pugile in riposo” (oggi conservata al Museo nazionale di Roma) agli scavi del Colle Quirinale .

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Per chi non ne avesse mai sentito parlare, Lanciani è stato un eclettico studioso italiano—vissuto a cavallo tra il XIX e il XX secolo—ossessionato dalla storia e dai cambiamenti urbanistici di Roma. Era professore di Topografia romana all’università di Roma, divenne nel 1872 segretario della Commissione archeologica della città e, per i suoi meriti nell’ambito della ricerca, senatore del Regno d’Italia nel 1911. In più, era solito documentare fotograficamente scavi, scoperte e scorci di rilevanza storica nella capitale e reperire materiale sul tema.

Grazie a un progetto portato avanti da tre università (Stanford University, l’università dell’Oregon e il Dartmouth College) con l’aiuto delle istituzioni italiane, oggi è possibile vedere online più di quattromila documenti provenienti dall’archivio dello studioso italiano. I documenti sono di grande interesse, perché testimoniano quanto Roma si fosse trasformata nei secoli e quanto si stesse evolvendo negli anni successivi all’unificazione d’Italia grazie a continui restauri e ristrutturazioni.

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Quando Lanciani è scomparso nel 1929, la sua biblioteca contenente più di 21.000 articoli è stata venduta all’Istituto Nazionale di Archeologia e Storia dell’Arte. Mentre questo diede ai ricercatori che hanno viaggiato a Roma l’opportunità di studiare la raccolta, l’accesso per il grande pubblico è stato sempre abbastanza limitato. Almeno fino a oggi.

“La collezione Lanciani è una straordinaria e rara raccolta personale di uno dei più grandi archeologi di Roma”, ha affermato Nicola Camerlenghi, docente di Storia dell’Arte presso il Dartmouth College. “Questa è una collezione accumulata da un uomo che aveva bisogno di molto materiale per condurre le sue ricerche, mirate a capire le trasformazioni della città nel corso di migliaia di anni. Per lui erano immagini ricche di informazioni e, di conseguenza, anche per gli studiosi di oggi”.

Così adesso gli studiosi e amanti di Roma di tutto il mondo possono studiare le immagini ad alta risoluzione di acquerelli, disegni, stampe e lettere che mostrano le trasformazioni di Roma. La raccolta è suddivisa in raggruppamenti per quartiere, tema e monumenti che seguono il sistema organizzativo preferito di Lanciani, che consente di sfruttare facilmente il materiale. Sono stati inclusi anche saggi curati su temi specifici, come quelli sulle cupole di Roma e l’archeologia attraverso la fotografia.

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