Arriva a Reggio Emilia la mostra che ripercorre la storia del Liberty italiano

Arriva a Reggio Emilia la mostra che ripercorre la storia del Liberty italiano

Questo è stato un mese molto inteso per le nuove mostre artistiche in Italia. Lo scorso 7 novembre è stata infatti inaugurata a Bologna una mostra molto importante su Frida Kahlo, e da pochi giorni a Reggio Emilia si è aperta un’imperdibile retrospettiva sul Liberty italiano.

Fino al 14 febbraio 2017, la Fondazione Palazzo Magnani di Reggio Emilia accoglierà oltre 300 opere in grado di raccontare il peculiare stile artistico che ha caratterizzato la Belle Époque italiana: quell’epoca di transizione fra gli ultimi decenni dell’Ottocento e il primo conflitto mondiale, in cui nel nostro paese si formava un vero e proprio spirito nazionale.

L’Art Nouveau, nota in Italia come Stile Liberty, è stata la corrente che appunto ha segnato questo periodo— contaminando non solo la pittura e la scultura, ma anche l’architettura— ed è caratterizzata da un approccio leggiadro, etereoarioso e decorativo: indicativo di un tempo in cui l’ottimismo e il benessere non erano ancora stati messi in pericolo dai conflitti mondiali e dalle crisi nazionali del Novecento.

La mostra sarà ospitata fra le mura cinquecentesche di Palazzo Becchi-Magnani, sede della fondazione, e sarà composta dalle opere più disparate di grandi artisti come Giovanni Boldini, Felice Casorati e Plinio Nomellini. Non solo quadri e sculture, quindi, ma anche grafiche, disegni, ceramiche e manifesti pubblicitari.

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È infatti in questo periodo storico che si è formata l’idea di “design“—i concetti di logo o di marchio sono nati in questi anni—e la mostra mira proprio alla necessità di dare uno sguardo più ampio e profondo alle implicazioni che questo movimento ha avuto sulle correnti artistiche che l’hanno succeduto.

I curatori della mostra, Francesco Parisi e Anna Villari ci hanno tenuto a far osservare come il Liberty nel nostro paese non abbia incarnato soltanto un epigone delle tendenze che arrivavano dalla Francia—paese originario di questa corrente—ma contenesse al suo interno tutte quei sentimenti che ben presto sarebbero sbocciati nel Futurismo e in altre tendenze successive.

“Abbiamo voluto porre a confronto le diverse tendenze; cercando di assecondare in questo modo il dibattito storico artistico dell’epoca che individuava, come vera essenza del Liberty, la linea fluente, floreale e decorativa e, d’altra parte, recuperando il modello critico della letteratura coeva che identificava nel Liberty tutto ciò che era considerato moderno e di rottura, includendo quindi anche quelle esperienze non propriamente classificabili in Italia come floreali ma piuttosto moderniste o secessioniste,” hanno dichiarato.

Già prima dell’apertura sono stati venduti oltre cinquemila biglietti, e i curatori della mostra si aspettano un flusso di visitatori piuttosto ampio nei prossimi mesi. D’altra parte stiamo parlando di una retrospettiva che per ampiezza e scopo divulgativo non era mai stata proposta nel nostro paese.

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