Insegnare l'arte uccide il genio?

Insegnare l'arte uccide il genio?

Nel 1905, in occasione del Salon d’Automne, un’alternativa annuale al Salone ufficiale di Parigi, è stato presentato al pubblico Il Leone Affamato di Henri Rousseau, uno dei personaggi più curiosi dell’arte moderna. Insieme ai suoi quadri, furono presentate anche le nuove opere di un gruppo di artisti tra cui Matisse e Derain. Un critico era così sconvolto dai loro dipinti che ha definito questi giovani artisti “belve”, probabilmente ispirato dall’intensità e dalla violenza cromatica dei dipinti di Rousseau. 

L’esposizione di Rousseau ha avuto un impatto incredibile creando una grande euforia fra gli artisti che sostenevano l’arte d’avanguardia, come Gauguin e Picasso, che hanno acquistato molti dei suoi quadri.

Rousseau, nato nel 1844, aveva passato la prima metà della sua vita incurante del mondo dell’arte, per poi scoprire la pittura intorno ai 40 anni, probabilmente come semplice passatempo, da autodidatta.

Le sue creazioni però non hanno ottenuto soltanto lodi sperticate, ma anche aspre recensioni da parte di molti critici abituati a valutare le opere d’arte in base ai canoni dell’estetica imperante. Dal loro punto di vista non avevano torto: per la pittura accademica del diciannovesimo secolo le sue opere erano semplicemente rozze, senza nessuna conoscenza della prospettiva e delle tecniche per la distribuzione del colore.

La peculiarità dei suoi dipinti e il suo personalissimo uso dei colori, però, lo hanno reso un artista immortale. Ma il suo esempio è solo una casualità o è veramente possibile che un artista completamente ignaro delle tecniche insegnate nelle accademie possa riuscire ad influenzare il mondo dell’arte?

Secondo Kasper König e Falk Lupo, curatori di una recente mostra al Museo Folkwang che presenta Rousseau insieme ad altri 12 artisti autodidatti che hanno influenzato l’arte moderna, sì.

“Probabilmente Rousseau non avrebbe dipinto i suoi quadri più famosi se fosse stato ‘addestrato’: avrebbe semplicemente seguito le regole classiche. Invece si è fidato del suo istinto e della sua creatività, realizzando lavori che hanno influenzato artisti come Matisse e Picasso”, ha dichiarato König.

Da questo punto di vista, quindi, nasce una riflessione sull’utilità, per un artista, di affidarsi alle accademie per affinare la propria arte. Ovviamente la via accademica ha molti lati positivi: ti rende consapevole delle varie tecniche e dona uno sguardo critico più profondo sui tuoi lavori; ma potrebbe anche strozzare la tua creatività spontanea.

Se tutti gli artisti frequentassero istituti e seguissero pedissequamente le regole formali insegnate dai loro maestri, probabilmente esperienze come quelle di Rousseau non sarebbero più possibili. E il panorama artistico mondiale sarebbe più povero.

Immagini: Il Leone Affamato