Come l'arte giapponese influenzò gli impressionisti

Come l'arte giapponese influenzò gli impressionisti

L’impressionismo è stato uno dei movimenti artistici che più ha influenzato l’arte occidentale dalla seconda metà dell’Ottocento. Gli impressionisti imposero dei soggetti, delle prospettive, e dei concetti che rivoluzionarono l’immaginario europeo.

Ma sebbene tutti più o meno conoscano i principali artisti di questo movimento, in pochi sanno che alla base dell’impressionismo c’è l’influsso dell’arte giapponese. Le stampe dei grandi artisti del Sol Levante, infatti, ispirarono Degas, Monet, e tanti altri. Vediamo insieme quali sono i punti di contatto di questi due movimenti.

Primo fra tutti, l’Esposizione di Parigi del 1867. Vennero esposte alcune stampe dei maestri Hiroshige e Sadahide. Ma in realtà l’interesse per l’arte giapponese era una cifra distintiva degli artisti impressionisti già da diverso tempo.

Scelta dei soggetti

In Europa i primi impressionisti si distinsero subito rispetto agli altri artisti per la scelta dei loro soggetti. Individuavano luoghi, situazioni, e oggetti di interesse che in precedenza non erano mai stati presi seriamente in considerazione. Un’iconografia quotidiana fatta di situazioni normali, che venivano mostrate nella loro reale essenza.

Questa è esattamente una cifra stilistica che l’impressionismo mutua dai pittori di stampe giapponesi. Prendiamo ad esempio il famoso dipinto Il Ponte Giapponese, di Claude Monet.

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Il ponte giapponese – Claude Monet 1899

Realizzato nel 1899, questo quadro prendeva ispirazione dalle stampe ukiyo-e, un genere di stampa fiorita nel periodo Edo, nel quale si potevano ammirare spesso scorci di ponti e fiumi. Come ad esempio: Sotto il Ponte di Fukagawa, del 1823.

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Sotto il Ponte di Fukagawa – Hokusai 1823

Composizione e prospettiva

Oltre alle scene e ai soggetti, molti impressionisti rimasero folgorati dalla prospettiva utilizzata nelle stampe e nelle xilografie giapponesi. I maestri nipponici, infatti, spesso utilizzavano punti di vista rialzati rispetto ai soggetti, e angolazioni leggermente defilate per dipingerli.

Oltre a questo, poi, gli artisti come Monet si ispirarono molto anche alla composizione delle immagini delle stampe giapponesi. “Ciò che maggiormente abbiamo apprezzato in Occidente degli artisti giapponesi,” dichiarò una volta Monet: “è l’audace modo di scorciare i soggetti. Ci hanno insegnato a comporre le immagini in modo molto diverso”.

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Boulevard Montmartre – Camille Pissarro 1897

Queste caratteristiche di prospettiva e composizione sono facilmente osservabili confrontando il dipinto Boulevard Montmartre, realizzato da Camille Pissarro nel 1897—che puoi vedere qui sopra—con la stampa Strada di Suruga, realizzata nel 1836 dal maestro Hiroshige.

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Strada di Suruga – Hiroshige 1836

Dimensione piatta

Un altro tratto distintivo delle stampe giapponesi era la piattezza delle immagini. Una scelta stilistica che prevedeva delle stesure solide e compatte dei colori, e linee marcate che non mutuano da un approccio realista.

In realtà non furono poi molti gli impressionisti che seguirono questa tendenza. Molti optarono per profondità e linee che seguivano logiche realiste nei loro dipinti. Ma altri esponenti del movimento in alcuni loro lavori vollero sperimentare anche questa caratteristica.

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Donna al bagno – Mary Cassatt 1892

Lo si può notare bene raffrontando il dipinto Donna al bagno (1892) di Mary Cassatt—che puoi osservare qui sopra—con la xilografia Dopo il bagno: donna dell’era Kensei (1890) di Toshikata Mizuno. L’utilizzo delle linee e la stesura del colore sembrano proprio mutuare perfettamente da questi canoni.

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Dopo il bagno: donna dell’era Kensei – Toshikata Mizuno 1890

Come possiamo vedere, i canoni estetici che siamo abituati a considerare come originali e distintivi dei movimenti che più hanno influenzato la nostra cultura, spesso mutuano da culture e stili che non ci aspetteremmo.

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