Rodin, il padre della scultura moderna a cent'anni dalla scomparsa

Rodin, il padre della scultura moderna a cent'anni dalla scomparsa

Grazie alla sua personale visione della scultura come “oggetto autonomo” tanto sul piano formale quanto su quello tematico, François-Auguste-René Rodin (Parigi 1840 – Meudon 1917) è considerato unanimemente dagli storici dell’arte il padre della scultura moderna. Questa grande attribuzione deriva dall’inconsapevole voglia dello scultore parigino di liberarsi dalle imposizioni dei committenti e di iniziare un percorso che gli permette di creare opere scultoree legate da un lato alla concezione nobile della scultura classica, dall’altro all’enfatizzazione del movimento.

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La nuova visione di Rodin ispirerà nei decenni successivi alcuni dei più grandi artisti del Novecento: l’amante Camille Claudel, Picasso, Matisse Giacometti. Questi sono solo alcuni dei nomi che fanno parte della mostra al Grand Palais—una delle esposizioni allestite dalla città di Parigi per il centenario della morte di Rodin, fino al prossimo 31 luglio 2017. La seconda mostra da non perdere, nel caso in cui ti dovessi trovare nella capitale francese, è ovviamente al Musée Rodin che per l’occasione ha modificato e arricchito lo spazio espositivo con alcuni prestiti di musei internazionali.

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Per capire meglio come lo scultore francese sia diventato un punto di riferimento nel mondo dell’arte e in particolare della scultura, bisogna partire da una sua citazione: “Ho sempre tentato di cogliere i sentimenti interiori attraverso la mobilità dei muscoli”. Concezione che in un certo senso Rodin ritrova negli scritti di Dante Alighieri che considera non solo “un grande scrittore visionario”, ma anche “scultore”, in quanto “quando descrive un personaggio, lo rappresenta tramite gesti e pose”.

Da queste riflessioni maturate da Rodin durante la lettura della “Commedia”, nasce così la “Porta dell’Inferno”—scultura incompiuta sulla quale lo scultore lavora per più di trent’anni fino alla morte. Custodita per l’appunto al Musée Rodin di Parigi, l’opera mostra alcuni tra i più noti personaggi dell’Inferno dantesco, dal Conte Ugolino a Paolo e Francesca, ed è da considerarsi un “monumento alla scultura stessa”.

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Al centro del timpano de “La Porta dell’Inferno”, però, ritroviamo anche una versione di un’altra famosa opera di Rodin: “Il pensatore”. Si tratta di una scultura bronzea realizzata tra il 1880 al 1902, che rappresenta un uomo in profonda meditazione. Inoltre, l’opera sembrerebbe ispirata allo stile di uno dei grandi punti di riferimento dello scultore: Michelangelo Buonarroti.

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Tramite l’ispirazione tratta da Michelangelo, Rodin inizia così ad appassionarsi ai frammenti di scultura. Un esempio è proprio “L’uomo che cammina”, una figura acefala e senza arti che trasmette un senso di dinamicità. L’opera del 1887 ispirerà in seguito Giacometti per la sua versione scarnificata dell’omonima opera e Boccioni per la creazione di “Forme uniche della continuità nello spazio”.

Nonostante fosse molto apprezzato, però, Rodin preferiva uscire poco e dedicarsi alla creazione delle sue opere nel suo atelier dell’Hôtel Biron. Qui sotto ti riproponiamo un raro documento registrato due anni prima della morte dell’artista. Se ne vuoi vedere altri su Degas e Monet, ti consigliamo di leggere questo articolo.

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