In questi autoritratti di Picasso è riassunto tutto il percorso di un genio

In questi autoritratti di Picasso è riassunto tutto il percorso di un genio

“I diversi stili che ho usato nei miei quadri non sono stati un’evoluzione, o un gradino in più verso un ideale di pittura finale… Per me i diversi stili sono collegati a diversi modi di espressione. Non significa né evoluzione né progresso, ma avere un’idea di pittura e trovare il modo giusto per rappresentarla”. Queste sono le parole di Pablo Picasso, uno dei più importanti artisti del XX secolo.

In genere, quando ci troviamo di fronte a un pittore, meglio che con altri artisti, tendiamo a vedere nel suo percorso personale, anno dopo anno, un’evoluzione artistica.

Nel caso di Picasso invece è diverso: il suo cammino procede all’inverso. Talento precocissimo (“a dodici anni disegnavo come Raffaello”) col passare del tempo e l’acquisizione di sempre nuovi strumenti artistici i suoi quadri non si sono evoluti come si potrebbe immaginare. L’evoluzione c’è stata, ma è stata un allontanamento progressivo dai canoni estetici accademici.

Qualche giorno fa ti abbiamo mostrato i progressi di un giovane pittore attraverso i suoi disegni dai 3 anni fino ad oggi. Una volta raggiunta la maturità pittorica, in quel caso, i quadri si sono fatti più raffinati e profondi. Nel caso di Picasso invece è diverso. Come lui stesso ha detto: “Ci ho messo tutta una vita per imparare a disegnare come un bambino”. Questo anomalo percorso pittorico si può vedere chiaramente nei suoi autoritratti.

A 15 anni, quando nel 1896 ha realizzato il suo primo ritratto, il tratto di Picasso è incredibilmente fermo e sicuro. Tecnicamente possiede tutti gli strumenti per realizzare opere classiche (e la citazione sopra in cui si paragona a Raffaello non sembra poi tanto eccessiva).

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A 18, nel 1900 comincia a lasciarsi alle spalle il rigore accademico delle primissime opere. Lo stile diventa modernista.

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Dell’anno successivo, questa tela lo raffigura nel suo “periodo blu“: i colori freddi vanno dal blu al turchese e i soggetti appaiono cupi e malinconici.

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Qualche anno dopo, al blu si sostituisce il rosa, nel suo periodo più allegro. I toni sono chiari, dominante anche il colore arancione.

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Superati i vent’anni, Picasso si avvicina al cubismo analitico. In questi anni raffigura se stesso guardandosi da diversi punti di vista e le forme vengono scomposte e ricomposte su tela.

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In questo autoritratto di età matura, alla soglia dei novanta, Picasso si rappresenta attraverso il cubismo sintetico, oltre a un’ulteriore semplificazione delle forme scomposte inserisce anche piani colorati, come in un collage.

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Fino all’ultimo, straordinario, disegno, realizzato il 3 luglio 1972, in cui Picasso, vecchio, si ritrae in maniera semplice. Il suo tratto finalmente assomiglia a quello di un bambino, una ricerca che finalmente trova il suo epilogo, ma al cui interno conserva tutta la profondità di un genio maturo.

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Immagini via Flickr