Le battute che hanno fatto la storia del cinema americano

Le battute che hanno fatto la storia del cinema americano

Gli farò un’offerta che non potrà rifiutare.

Sentendo pronunciare questa frase, a tutti viene subito in mente Marlon Brando in Il padrino. Una battuta di dialogo talmente famosa, da essere entrata di diritto a far parte della storia del cinema e della cultura popolare. Perché i grandi film si reggono su fattori principali a cui non si può rinunciare. Un’ottima trama, una buona regia, degli attori di talento, e dei grandi dialoghi.

I dialoghi hanno fatto la storia del cinema americano. La maggior parte delle scene iconiche dei film più famosi, ruota attorno alla battuta ad effetto di un attore o di un attrice. Che spesso rimangono legati strettamente a quelle frasi, e a qui personaggi. Nel 2005 l’American Film Institute ha realizzato una lista delle cento battute che hanno reso celebre il cinema americano. Nota come AFI’s 100 Years… 100 Movie Quotes. Vediamone insieme alcune.

“Francamente me ne infischio”

Questa è una delle battute più famose del film Via col vento. La frase lapidaria che rese celebre il personaggio di Rhett Butler (interpretato da Clark Gable).

Via col vento, presentato nelle sale nel 1939, racconta la storia di Rossella O’Hara. La figlia volitiva e determinata di un ricco proprietario terriero della Georgia. È ambientato al tempo della Guerra di Secessione americana, e narra le vicende amorose della giovane, che si divide fra i due amori della sua vita: Ashley Wilkes e Rhett Butler. Dopo averle detto definitivamente addio, Rhett sta per lasciare la casa di Rossella, quando lei lo ferma e gli chiede “cosa ne sarà di me?”. La risposta lapidaria, e ad effetto, comunica al meglio la rottura del loro travagliato amore.

La vita è uguale a una scatola di cioccolatini, non sai mai quello che ti capita”

Forrest Gump è probabilmente il film più famoso di Robert Zemeckis, ed è valso il premio Oscar come miglior attore a Tom Hanks nel 1995. Racconta la storia di un giovane ragazzo dell’Alabama, con un lieve ritardo mentale, che attraversa 40 anni di storia americana. Dal segregazionismo nero nel sud degli Stati Uniti, alla guerra del Vietnam, fino allo scandalo Watergate. Il tutto sempre rincorrendo l’amore della sua infanzia, Jenny, e tenendo sempre a mente gli insegnamenti della madre.

La frase che ha reso celebre il personaggio di Forrest, appunto, è una “massima” che la madre gli ripete fin da piccolo. E che rappresenta bene il suo personaggio per tutto il film: un uomo buono, ingenuo, che accetta il proprio destino anche se è trasportato dal caso.

“Ma dici a me? Ma dici a me?”

La scena più famosa di Taxi Driver—film capolavoro del 1976 di Martin Scorsese, che lanciò Robert De Niro nel cinema mondiale—è sicuramente quella in cui Travis Bickle, il protagonista, parla da solo in tono minaccioso, puntando la pistola contro un avversario immaginario.

Travis è un emarginato sociale, reduce del Vietnam, che odia la malversazione e il degrado in cui si trova la società americana. Inadatto alle relazioni, e senza amici, di notte fa il tassista, perché soffre di insonnia. Deluso dai pochi tentativi di integrarsi e trovare una compagna, decide di comprare una pistola per uccidere il candidato democratico alla presidenza, che ritiene l’incarnazione di tutti i mali che affliggono la società. Fallirà nel tentativo, ma riuscirà a compiere una buona azione che lo redime. La scena in cui Travis fa le prove per impugnare la pistola e darsi coraggio, fu completamente improvvisata da De Niro. E rimane un pezzo di recitazione unico.

“Mi piace l’odore del napalm al mattino”

Apocalypse Now è il celebre film di Francis Ford Coppola sulla guerra del Vietnam. Che nel 1979 fece scalpore, testimoniando la violenza della natura umana durante la guerra. Un film che attraverso una serie di contrapposizioni di personaggi—appartamenti allo stesso schieramento—mette in scena lo scisma morale umano: da una parte il male, la devianza, la violenza, dall’altra quello che rimane della morale, dell’etica e della pietà.

E questa battuta, pronunciata dal personaggio di William “Bill” Kilgore (interpretato da Robert Duvall), rappresenta bene l’anima del film.

“L’avidità, non trovo una parola migliore, è valida. L’avidità è giusta”

Wall Street è stato il primo, vero, film che ha smascherato l’anima corrotta e mercenaria della finanza americana. Un film coinvolgente, che metteva a nudo le dinamiche che stanno dietro alle fortune degli investitori in borsa, attraverso speculazioni senza scrupoli, e coltellate alle spalle degli alleati.

Il personaggio più iconico di questo film è quello di Gordon Gekko, interpretato da Michael Douglas. Che in uno dei suoi celebri monologhi, rivela a tutti la verità: quando si tratta di affari, è l’avidità l’unico motore possibile. Almeno nel corrotto mondo di Wall Street.

Immagini: Copertina