Quattordici libri che Samuel Beckett teneva sul comodino

Quattordici libri che Samuel Beckett teneva sul comodino

Come si vede nel dittico di fotografie scattategli da Richard Avedon nel 1979, Samuel Beckett e la sua opera sembrano somigliarsi moltissimo. L’ipertensione, il sarcasmo, la riluttanza, l’estenuazione trattenuta del grande scrittore del ‘900 che ci ha mostrato il lato amaramente comico dell’infelicità e del fallimento, e a cui venne assegnato il Nobel nel 1969, sembrano già tutte nel suo corpo: naso aquilino, viso rugoso e scarno, occhi celesti affilati, una magrezza vestita con impeccabile precisione benché con ostentata normalità. E una proverbiale riservatezza.

Molte notizie su questo scrittore icona di stile, fumatore di Gauloises, bevitore di Jameson, tanto riservato quanto prolifico, autore di classici teatrali del Novecento come Aspettando Godot , L’ultimo nastro di Krapp e Finale di Partita, ma anche di poesie, racconti e romanzi oggi poco letti ma molto belli—ricordiamo, oltre alla più nota “trilogia”, lo straordinario romanzo Murphy che contiene la descrizione di un’assurda partita a scacchi—le ricaviamo infatti non dalle interviste ma dalle lettere. Nel secondo volume delle lettere pubblicato da Cambridge University Press, relativo agli anni ’40 e ’50, scopriamo anche quali libri Samuel Beckett teneva sul comodino.

Ne viene fuori una lista di 15 libri. Non si tratta dei libri preferiti di Beckett, degli autori della sua vita, o almeno non solo. Sappiamo bene, sotto quest’aspetto, che il giovane Beckett aveva un’ammirazione sconfinata per Joyce, e che il suo autore preferito della storia della letteratura era Dante. Lesse la Divina Commedia continuamente, proiettandosi in uno dei personaggi più interessanti della seconda cantica, il pigro fiorentino Belacqua. Tanto che il protagonista, autobiografico, della corolla di racconti Più pene che pane—il primo libro di fiction pubblicato da Beckett—si chiama Belacqua Shuah.

La lista insomma è una serie di consigli di lettura di Samuel Beckett, che ci dà anche qualche piccola conferma sui gusti dello scrittore. Come il suo attaccamento a Effi Briest, straordinario romanzo realista di critica del matrimonio con protagonista femminile—come Anna Karenina di Tolstoj e Madame Bovary di Flaubert. E la sua  predilezione per i libri gialli, di cui era ghiotto.

Consigli di lettura di Samuel Beckett: 14 libri che lo scrittore teneva sul comodino

  1. Andromaca di Jean Racine. “Ho letto Andromaca di nuovo, più ammirato che mai, e con più comprensione, almeno con più comprensione di quanta ne renda possibile il teatro d’oggi”.
  2. Il giro del mondo in 80 giorni di Jules Verne. “Brillantissimo”
  3. Il castello di Kafka. “Mi sono sentito a casa, troppo a casa. Forse è per questo che a un certo punto ho dovuto interromperne la lettura. Caso chiuso seduta stante”.
  4. Il giovane Holden di Salinger. “Mi è piaciuto davvero tanto, più di tutto quel che ho letto da parecchio tempo a questa parte”.
  5. È un problema di Agatha Christie. “Un’Agata Christie alle corde”.
  6. Effi Briest di Theodor Fontane. “L’ho letto per la quarta volta l’altro giorno: le stesse  lacrime di un tempo, e negli stessi passi”.
  7. Notre-Dame de Paris di Victor Hugo.
  8. Viaggio al termine della notte di Céline.
  9. Lautremont e Sade di Maurice Blanchot. “Alcune idee eccellenti. O piuttosto, abbozzi di idee. E forse un po’ troppo verboso per essere letto velocemente, non con i tempi di un traduttore. Emerge dal libro un De Sade gigantesco, geloso di Satana e dei suoi tormenti eterni, che fronteggia la natura piuttosto che il genere umano”.
  10. La condizione umana di Andre Malraux.
  11. Zanzare di William Faulkner. “Con una prefazione di Raymond Queneau che farebbe vomitare un’ostrica”.
  12. Lo straniero di Albert Camus. “Prova a leggerlo. Penso che sia un libro importante”.
  13. La tentazione di esistere di E. M. Cioran. “Grandi cose qui e là. Devo rileggere le sue prime cose”.
  14. La 628-E8 di Octave Mirbeau. “Dannatamente bello”.

Qui trovi tutte le opere di Samuel Beckett. In italiano è stato publicato solo il primo volume delle lettere dello scrittore.

Immagine: Copertina di Roger Pic via WikimediaCommons