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Riviviamo la "Belle Époque", tra Can-can e bohémien

Medioevo, Rinascimento, Illuminismo: nel corso dei secoli alcuni eventi hanno segnato così tanto alcuni momenti storici da averne connotato la memoria. È il caso per esempio di ciò che accade nell’Europa a cavallo tra l’Ottocento e il Novecento, un arco temporale che oggi ricordiamo col nome di Belle Époque.

Con questo termine si indica una sorta di periodo rilassato e “bello”, successivo ai ritmi frenetici imposti dalle rivoluzioni industriali precedenti. Ovviamente, Parigi era il fulcro da cui si dipanavano sensazioni e voglia di rinnovamento, che si traducevano in feste, donne che ballavano il Can-can, uomini con cilindro e doppio petto.

Belle Époque 1

Oltre agli aspetti più goliardici, ciò che resta a noi di quel periodo è un’eredità artistica incommensurabile, tanto letteraria quanto pittorica. Mentre per esempio in Italia Gabriele D’Annunzio pubblicava opere ardite come Il Piacere e Marinetti proclamava la nascita del Futurismo, nei sobborghi parigini di Montmartre si sviluppavano nuove correnti, come l’impressionismo e il cubismo.

All’epoca, la fucina delle idee per antonomasia coincideva, in un certo senso, con un locale parigino di cabaret, “Le Chat Noir”, in cui artisti del calibro di Modigliani, Picasso o Renoir trascorrevano le giornate in chiacchiere e bicchieri di troppo, secondo i dettami bohémien di cui ancora non erano del tutto consapevoli.

Belle Époque 1

Come ogni periodo storico, però, anche la Belle Époque fu un periodo di contrasti. Se da un lato l’alta borghesia viveva nel lusso e trascorreva le serate al Moulin Rouge, dall’altro artisti e classi più povere non potevano permettersi una quotidianità scontata—anche se ogni tanto, come insegna il film di Baz Luhrmann, riuscivano a entrare lo stesso al Moulin Rouge.

Ma al di là delle differenze di classi—da sempre esistite—la Belle Époque si è contraddistinta per aver lasciato qualcosa in più: tutto ciò che diamo per scontato oggi. Il cinema, l’auto, l’aereo o l’illuminazione elettrica sono solo alcuni degli esempi dell’eredità di questo periodo storico impresso, tra l’altro, nei primi cartelloni pubblicitari in stile liberty (nati sempre nel medesimo periodo).

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