La fragile bellezza delle megattere in questi ritratti fotografici

La fragile bellezza delle megattere in questi ritratti fotografici

Prima di guardare in alto, organizzarsi per le missioni spaziali più fantascientifiche, colonizzare altri pianeti, perché non abbassiamo lo sguardo ed esploriamo quello che nascondono le nostre acque? Là sotto c’è un “pianeta” ricco di meraviglie ancora da scoprire.

[advertise id=”hello-amazon”]

Nelle acque dei mari e degli oceani ci sono creature che sembrano realmente venire da altri pianeti, dalle forme antiche, che hanno suggestionato i grandi artisti di ogni secolo: le balene.

Nella famiglia delle balenottere, troviamo la megattera, il cui nome deriva dal greco (méga pterón) che significa “grande ala”. Sono proprio le sue grandi pinne pettorali, che possono arrivare fino a un terzo della lunghezza di tutto il corpo, a rendere unici questi splendidi mammiferi.

La loro bellezza però, come si può facilmente intuire, è una bellezza fragile. Sono infatti oggetti di caccia da parte dell’industria baleniera e si stima che la popolazione attuale si sia ridotta del 90%. Non è soltanto la caccia a uccidere questi splendidi esemplari, ma anche le collisioni con le navi e l’inquinamento del mare (anche quello acustico).

Giants è un progetto artistico del fotografo australiano Jem Cresswell che celebra questi animali e pone l’attenzione sulla loro salvaguardia. Per il suo lavoro Jem ha impiegato 3 anni, lavorando nel sud dell’oceano Pacifico e scattando foto durante le migrazioni verso Tonga, in Polinesia. Le migrazioni delle megattere sono tra le più lunghe per quanto riguarda i mammiferi, 5mila chilometri di media.

Jem è un maestro della fotografia subacquea e ha lavorato su più di 10mila scatti, accuratamente selezionati. La scelta cromatica non è casuale, il bianco e nero da una parte concentra l’attenzione dello spettatore sul soggetto e dall’altra sottolinea la loro antichità.

An incredible mother & calf I encountered last year whilst finishing off the series… link in bio #humpbackwhale

A post shared by Jem Cresswell (@jemcresswell) on

La passione per il mare nasce in Jem molti anni fa, quando ancora ragazzo andava a surfare e fotografare la costa di York ed Eyre nel sud dell’Australia. A 17 anni compra la sua prima macchina fotografica subacquea e si immerge, con un “pizzico di paura”. Così ha raccontato in un’intervista a proposito del suo progetto “Giants”.

Another surreal moment whilst working on 'Giants' …link in bio #humpbackwhale #whale

A post shared by Jem Cresswell (@jemcresswell) on

È lo shock di scoprire una vastità a cui non siamo abituati. Ma la curiosità prende presto il posto della paura. Davanti si trova animali mansueti, dotati anche di una speciale forma di empatia, come spiega il giornalista e scienziato Carl Safina portando come esempio l’episodio di una megattera che ha salvato una foca attaccata da un’orca assassina.

#humpbackwhale #calf #snooze

A post shared by Jem Cresswell (@jemcresswell) on

Ma come ha realizzato questi incredibili ritratti? Jem si è trasferito a Tonga e ogni mattina, intorno alle sette, girava intorno all’isola con una barca per osservarle a distanza. L’imbarcazione era guidata da un capitano d’eccezione che aveva nuotato con le megattere e che ne conosceva e rispettava le abitudini.

Another moment whilst working on the project. Interview on the series via link in my bio… #humpbackwhale

A post shared by Jem Cresswell (@jemcresswell) on

Con il capitano Sione, Jem si immerge per immortalarle da vicino, ma lo fa con discrezione, senza l’attrezzatura da sub. Era importante entrare nell’acqua nel modo più dolce e naturale possibile.

Another interactive moment whilst working on the series… link in bio #humpbackwhale

A post shared by Jem Cresswell (@jemcresswell) on

L’interazione con le megattere ha un effetto incredibile su Jem che una volta tornato a riva per lavorare sugli scatti si rende conto della lezione che ha imparato: “un’inestimabile consapevolezza della fragilità di questi giganti gentili, e l’importanza di proteggere non soltanto questi animali ma tutta la vita che c’è su questo pianeta”. Qui sotto puoi vedere un video su come Jem ha realizzato il suo progetto.

Per “Giants” Jem ha usato una Canon EOS 5DSR , con due obbiettivi (Canon EF 24-70mm 2.8 L e Canon EF 16-35mm f/4L) e una custodia subacquea AquaTech. Sul sito ufficiale di Michael Reid Art Shop puoi acquistare alcuni dei suoi scatti.

Immagine via Instagram