Il bello di leggere un bestseller dopo che

Il bello di leggere un bestseller dopo che "lo hanno letto tutti"

Sul comodino vicino alla testiera del letto abbiamo montagne di libri. Di ogni genere, di ogni lunghezza, poesie, bestseller, fotografici, fumetti, che abbiamo comprato o che ci hanno regalato, tutti in lista per organizzare meglio le future letture. C’è troppo poco tempo e troppi libri da leggere: i lettori forti, quegli “strani esseri” dalle abitudini più strambe, ne sanno qualcosa. Quei libri sui comodini li teniamo lì perché crediamo che ci aiutino a sognare meglio.

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A formare quelle colonne letterarie ci sono anche i romanzi più famosi del momento, o per essere più precisi quelli che in un momento ormai passato lo erano e che con il tempo abbiamo finito per dimenticarcene. Quando si supera quel momento hai due scelte: o fare finta di averli letti per non sentirti da meno rispetto agli altri oppure aprirli “fuori tempo massimo” e leggerli davvero.

Questa seconda opzione è sicuramente più stimolante, non soltanto perché evitiamo di mentire a noi stessi (oltre che agli altri) ma perché ci sono ottimi motivi per farlo, motivi che riguardano soltanto i bestseller.

Il sito Bustle che da sempre si occupa del piacere della lettura da un punto di vista originale e alternativo, ha elencato alcune situazioni che appartengono esclusivamente a questo tipo di letture “fuori tempo massimo”. Vediamone qualcuna, provando a fare qualche riflessione.

Il primo motivo, e sicuramente il più valido, per aprire un bestseller anche a distanza di tempo è quello di poterne discutere praticamente con chiunque. Certo, all’inizio i nostri interlocutori ci guarderanno con uno sguardo strano, non avendo più molto da dire, dopo aver esaurito gli argomenti tempo prima. Ma riaprire il dibattito sopito si rivela utile per noi che possiamo dire la nostra e ascoltare le opinioni altrui; per gli altri che possono riprendere in mano vecchie argomentazioni e magari rivalutarle (spingendo, perché no, anche a una seconda lettura); ma soprattutto fa bene alla lettura in sé che riacquista finalmente dignità estetica.

Un’altra soddisfazione che possiamo trarre è quella di andare a spulciare vecchi post dei nostri amici e vecchi articoli di giornale, che abbiamo evitato per non incappare in spoiler o finalmente capire quelle battute su twitter e Facebook che, per forza di cose, ci erano sfuggite. Gli spoiler poi diventano una bella sfida e danno maggiore importanza alla lettura. Proprio per paura di incappare in uno di questi (e magari rovinarci una cavalcata di pagine e pagine lette di notte) acceleriamo la velocità di lettura, rendendo il libro una priorità nel nostro tempo libero. Un trucco, insomma, per autoalimentare la passione e abituarsi a porre al centro delle nostre giornate la lettura.

Terminare un bestseller ci permette poi di avere a disposizione una serie tv o un film. Chiuse le pagine di carta, ne apriamo di nuove, ancora immersi nell’atmosfera del romanzo. Se avessimo letto il libro appena uscito avremmo dovuto aspettare la trasposizione sul piccolo o grande schermo, con il rischio del calo di interesse. Oltre alle serie tv e ai film, ci sono anche sequel, prequel, spin off letterari. Ad esempio pensa alla saga di Tolkien, a Via col Vento o a Trainspotting.

Gli anglofoni la chiamano FOMO un acronimo che sta per “Fear of missing out”: è la paura di sentirsi tagliati fuori. Questa sindrome, di origine recentissima, riguarda tutti gli eventi annuali, film, romanzi, e uscite musicali di cui non riusciamo a tenere il passo. È impossibile stare appresso a tutti questi appuntamenti culturali e così ci sentiamo spesso inadeguati. Procrastinare la lettura di un bestseller vuol dire allora allentare questa morsa e non pensare più a stare al passo con le uscite, ma godersele appieno con un approccio completamente diverso.

Immagine via Flickr | Antonio Felleca