Biancoshock trasforma i tombini in piccole case in miniatura

Biancoshock trasforma i tombini in piccole case in miniatura

Sin dalla sua nascita il fine della street art non è soltanto artistico ma anche di denuncia: segnalare il degrado di alcuni quartieri di una città, dare nuovamente vita a un edificio ormai abbandonato, avvertire l’estinzione di una particolare specie di esseri viventi. Ma alcune volte, dietro a queste nobili forme di contestazione, si celano delle proteste per spezzare il silenzio sulle condizioni in cui versano gli stessi esseri umani. È il caso dell’ultimo progetto dell’artista Biancoshock.

[advertise id=”hello-amazon”]

Ancora in evoluzione, il lavoro di questo street artist italiano si chiama Borderlife, ai confini dell’esistenza, e si basa sulla “riqualificazione” dell’interno di alcuni tombini tra il comune di Lodi e quello di Milano. Questi spazi anonimi sono stati trasformati in vere e proprie stanze, ma in miniatura. Attrezzate di piastrelle, utensili, quadri e mobili rievocano l’atmosfera accogliente di una casa.

biancoshock 1

Il progetto è stato realizzato per sensibilizzare l’attenzione pubblica sul tema delle migliaia di persone costrette a vivere nei sotterranei a Bucarest. Si stima, infatti, che nella capitale romena vivano più di 3mila senzatetto all’interno della rete fognaria e in condizioni disumane.

biancoshock

“Se alcune criticità non si possono evitare, tanto vale renderle confortevoli“, ha scritto Biancoshock sul suo sito, riferendosi alle conseguenze ancora visibili della dittatura di Ceausescu conclusasi nel 1989. L’invito è chiaro: leggere e informarsi al riguardo per capire e non permettere che si ripetano certi errori, le cui conseguenze si protraggono poi per decenni.

biancoshock 3

Lo street artist Biancoshock, che vive in pianta stabile a Milano, ha inoltre realizzato più di 650 opere in diversi paesi del mondo: Lituania, Malesia, Malta, Norvegia, Inghilterra, Ungheria, Polonia, Portogallo, Singapore, Slovacchia, solo per citarne alcuni.

Immagini via Instagram