La biblioteca di Celso: uno dei simboli culturali dell’Impero romano

La biblioteca di Celso: uno dei simboli culturali dell’Impero romano

L’Impero Romano, prima di entrare in contatto con la cultura greca, aveva una forte impronta conquistatrice e dominante. A partire dal III secolo a.C, i romani cominciarono ad ampliare la loro cultura, costruendo grandi strutture in grado di contenere i testi filosofici che raccoglievano: e una delle più famose è la biblioteca di Celso.

Era la terza biblioteca dell’Impero per dimensione, e fu costruita ad Efeso, in Turchia, durante l’epoca traianea. Venne eretta per il volere di Gaio Giulio Aquila, figlio di Tiberio Giulio Celso Polemeano—un noto senatore romano di origine greca—che desiderava rendere omaggio al padre. La biblioteca è infatti anche il monumento sepolcrale del senatore.

All’apice del suo splendore, la biblioteca conteneva più di 12000 rotoli di pergamena: c’erano testi filosofici e letterari di tutti i tipi, sia di origine greca che latina. La costruzione dell’edificio risale al periodo che va dal 114 d.C. al 117 d.C., e visitandola si possono ammirare tutti i dettagli tipici dell’architettura traianea.

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La gigantesca facciata ospitava quattro magnifiche statue decorative che rappresentavano le qualità possedute dal senatore Celso: saggezza, conoscenza, benevolenza e virtù.

Il resto dell’edificio era strutturato secondo uno stile piuttosto elaborato. Al centro dell’edificio c’era una gigantesca sala, l’unica in cui erano custoditi i libri, affacciata verso il sole nascente secondo le regole dell’architettura vitruviana. Su tre lati del salone erano scavate finemente delle nicchie nella pietra, dove venivano custoditi i rotoli di pergamena.

Sulla parete di fondo, invece, era costruito un arco che sovrastava un’abside: probabilmente conteneva la statua di Atena, ma è possibile anche che qui fosse stato eretto un monumento commemorativo dedicato a Celso. La tomba del senatore, infatti, si trovava proprio sotto il grande salone centrale.

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La biblioteca fu distrutta una prima volta nel 262, a causa di un terremoto, e in questa occasione vennero persi molti testi inestimabili. Ricostruita, la biblioteca continuò a essere operativa fino al IV secolo. Nel 400 d.C. fu definitivamente trasformata in un ninfeo, ma il monumento venne distrutto definitivamente nel tardo periodo bizantino.

La grande biblioteca di Celso fu ricostruita solo a partire dagli anni Sessanta del Novecento, per anastilosi (attraverso cioè la ricomposizione con i pezzi originali), e ancora oggi rappresenta uno dei monumenti principali in cui si possono osservare le testimonianze dell’architettura romana del periodo traianeo.

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