Come ha fatto Billy Wilder a girare tutti quei capolavori?

Come ha fatto Billy Wilder a girare tutti quei capolavori?

I critici scrissero sull’Asso nella manica: ‘come si può credere che un giornalista si comporterebbe così? Come si può essere un regista cinico come Wilder?’ Ero sul Wilshire Boulevard, molto depresso da questa lettura, e proprio davanti a me un uomo fu investito da un’auto. Un fotografo arrivò di corsa. Io dissi: ‘soccorriamolo’. E lui rispose: ‘non io, grazie. Debbo fare le foto.’

A Billy Wilder (1906-2002), uno dei più grandi sceneggiatori e registi del cinema classico insieme a Orson Welles, scocciava vedersi definito “cinico”. Il che accadeva di frequente.

Certo i film di Wilder, dai meno noti agli illustri—La fiamma del peccato, archetipo del noir; L’asso nella manica, riflessione sul giornalismo senza scrupoli aggiornata recentemente dal film Nightcrawler; e Viale del tramonto, iniziatore del filone “incubi satirici a Hollywood”, che da Baby Jane è arrivato fino a Lynch (Mulholland Drive) e a Cronenberg—i suoi film sono tutti legati da una certa disposizione del racconto: il disincanto.

La gente non ama sentirsi dire che puzza.

Una lucidità che però non si riduce alla smorfia del cinico. Mentre sottolinea i rapporti di potere anche nelle più brillanti commedie, mentre esamina il rapporto fra ambizione, simulazione e dignità, fa anche larga parte alla compassione e ai buoni sentimenti. È possibile, come mostra il più agrodolce dei film romantici—L’appartamento—che un uomo qualunque si dimostri infine “bello perché buono”, pur fra molti impacci e debolezze.

Billy Wilder: i capolavori

Quando Samuel Wilder nel 1933 decise di espatriare (il resto della famiglia sarebbe morta a Auschwitz) a 26 anni, aveva già girato un film in Francia. Era nato in una città della più grande provincia dell’Austria-Ungheria, Sucha (oggi in Polonia). Nel 1912 viveva a Vienna. Nel 1914 iniziava a fare il reporter. Impiegato dal primo tabloid austriaco, “Die Stunde”, per lo speciale natalizio del 1925 dové intervistare in un solo giorno Richard Strauss, Arthur Schnitzler, Alfred Adler e Sigmund Freud: quest’ultimo, si tramanda, mise “Herr Wilder” alla porta.

All’inizio del 1934 l’emigrante “semi qualificato” Wilder, ignorando l’inglese, arrivò a Hollywood. Ingaggiato dalla Paramount Pictures, divenne brevemente un apprezzatissimo sceneggiatore. Autore di dialoghi brillantissimi, insieme al collega Charles Brackett, per tutto il decennio. Dal ’42 iniziò la carriera di regista. Vincerà 6 Oscar in quarant’anni di carriera.

"Sabrina" (1954) director Billy Wilder. With Audrey Hepburn, Humphrey Bogart, William Holden… Linus and David Larrabee are the two sons of a very wealthy family. Linus is all work-busily running the family corporate empire with no time for a wife and a family. David is all play-technically employed in the family business but never showing up for work, spending all his time entertaining, and having married and divorced three times. Sabrina Fairchild is the young, shy, and awkward daughter of the household chauffeur, who has been infatuated with David all her life, but whom David hardly notices till she goes away to Paris for two years and returns an elegant, sophisticated, beautiful woman. Suddenly, she finds she's captured David's attention, but just as she does so, she finds herself falling in love with Linus… If you love old hollywood movies, Audrey Hepburn and you are a hopefull romantic, this is your movie!. #billywilder #audreyhepburn #humphreybogart #williamholden #sabrinafilm #filmphotography #photographyinspiration #filminspiration #fashioninspiration #cinephile #hollywood #oldhollywood #classichollywood #classicmovie #cultmovie #film #movie #actor #actress #filmdirector #fairytale #blogger #lifestyleblogger #fashionblogger #lifestyleblog #fashionblog #personalblog Also, the wardrobe of Audrey Hepburn in this movie is as always wonderful.

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I due capolavori degli anni ’40 sono il noir La fiamma del peccato (1944) e Giorni perduti (1945), dramma espressionista sull’alcolismo ambientato a New York. Gli anni ’50, inaugurati da Viale del tramonto (1950), proseguono con L’asso nella manica (1951), e con una serie di commedie straordinarie, Quando la moglie è in vacanza (1955) e A qualcuno piace caldo (1959)—entrambi con Marilyn Monroe—più Sabrina (1954) e Arianna (1957), entrambi con Audrey Hepburn.

Wilder significa soprattutto commedia sofisticata anche negli anni ’60: L’appartamento (1960) e Irma la dolce (1963), entrambi con Shirley MacLaine e Jack Lemmon—l’everyman perfetto per Wilder. La caustica commedia degli equivoci Baciami, stupido (1964), che condivide il soggetto col film di Mario Camerini Moglie per una notte. E Non per soldi… ma per denaro (1966). In quest’ultimo compare per la prima volta accanto a Lemmon l’altro membro della Strana coppiaWalter Matthau.

Viale del Tramonto, il film imperdibile

Allo stesso tempo celeberrimo e di culto. Studiatissimo e misterioso. In grande stile e weird. Tragico e pieno di umorismo (nero). Graffiante e pietoso. Sunset Boulevard, la storia del rapporto “malato” tra lo sceneggiatore in bolletta Joe Gillis (William Holden) e la delirante diva del cinema muto a riposo forzato Norma Desmond (Gloria Swanson)—sensale il maggiordomo/ex regista/primo marito di lei, l’allarmante Max interpretato da Erich von Stroheim (una delle poche “influenze” dichiarate di Wilder)—è un film inossidabile.

Se non hai mai visto nulla di Wilder puoi sicuramente iniziare da qui. Da una delle sequenze iniziali più belle di sempre: scopriamo subito che a raccontarci la storia, la sua “verità”, è il cadavere in piscina che abbiamo appena visto: Viale del tramonto è il flashback di un morto che avvince anche se dopo un minuto sai già “come finisce”.

“Avanti!”, il film ‘italiano’ di Billy Wilder

Naturalmente, con Billy Wilder puoi iniziare da una qualsiasi delle opere citate. Tra i film un po’ meno famosi, non sottovalutare Avanti! (da noi: Cos’è successo fra mio padre e tua madre?) girato nel 1972 fra Ischia, Sorrento e Amalfi.

Wendell Armbruster Jr., serioso erede di un ricco industriale americano, e Pamela Piggott, una ragazza esuberante, figlia di una manicure, ossessionata dall’essere sovrappeso, si innamorano a Ischia dove sono andati a recuperare le salme del padre (lui) e della madre (lei), che, amanti, si erano incontrati per dieci anni a Ischia, un mese all’anno, a insaputa del figlio di lui. Ovviamente, il soggiorno sarà pieno di equivoci.

Il film è davvero bello da vedere, anche perché c’è la mano di Luigi Kuveiller, grande direttore della fotografia: un collaboratore stretto di Elio Petri, responsabile della tavolozza e delle inquadrature di film che sono veri cult all’estero, come Indagine su un cittadino al di sopra di ogni sospetto con Gian Maria Volonté e Profondo rosso.

Interessante il libro, pubblicato da Adelphi, Conversazioni con Billy Wilder. La citazione iniziale è tratta da un castoro dedicato al regista. Su YouTube si trovano spezzoni di Billy, ma come hai fatto?, conversazione-fiume del regista ottantenne con Volker Schlöndorff.

Immagini: Copertina