Blaise Pascal, guida al filosofo dei

Blaise Pascal, guida al filosofo dei "Pensieri"

“È molto più bello sapere qualcosa di tutto, che tutto di una cosa”. “Quando si legge troppo in fretta si rischia di non capire nulla. Lo stesso capita quando si legge troppo lentamente”. “Se si è troppo giovani non si giudica bene. Se si è troppo vecchi, nemmeno. Lo stesso accade per i quadri, a seconda che uno li veda troppo da vicino o troppo da lontano”.

Questi sono solo una piccolissima parte dei 948 Pensieribasati soprattutto sull’ammirazione per l’uomo—che ci ha lasciato in eredità Blaise Pascal, studioso, filosofo e matematico francese entrato a pieno titolo tanto nelle pagine dei libri di scienza quanto nei volumi di filosofia moderna.

Pascal nacque nel 1623 a Clermont-Ferrand. Sua madre morì quando lui aveva appena tre anni, e la sua educazione passò al padre. Era un bambino curioso, e tramite i carteggi di sua sorella Gilberte sappiamo che in quel periodo era solito ripetere soltanto una parola seguita da un punto di domanda: Perché?

Grazie a un amico del padre, poi, Pascal nel periodo adolescenziale si iscrisse all’Accademia di Padre Mersenne—non una scuola qualsiasi, bensì quella da cui uscì qualche anno prima Cartesio, passato alla storia per aver dato avvio al filone della filosofia moderna.

Così, Pascal si appassionò ancor di più alla matematica e alla geometria: ricostruì le proporzioni di Euclide e scrisse un primo saggio sulle coniche. E, precocemente, all’età di diciannove anni creò quello che oggi viene ricordato come “il primo computer della storia”, la Pascalina:  una prima e rudimentale calcolatrice che permetteva di effettuare le operazioni matematiche di somma e sottrazione.

Qualche anno dopo, poi, all’età di 23 anni, Pascal fece una scoperta che rivoluzionò la fisica: si accorse che in montagna, più si ci avvicinava alla cima, più la pressione dell’aria diminuiva. Per dirla meglio: scoprì che l’aria pesava più del vuoto. L’intuizione fu possibile grazie all’amore di Pascal per il sapere che lo aveva portato a studiare le teorie di Torricelli. Da questa scoperta, ne uscì alla fine un saggio: Trattato sul vuoto.

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Poco dopo, però, Pascal ebbe una sorta di crisi mistica. Iniziò così a dedicarsi alla vita mondana e a trascurare studi e scoperte. Ritornò sui suoi passi qualche anno dopo, in seguito all’amicizia stretta con il vescovo di Ypres.

Tramite questo incontro, Pascal passò da un eccesso all’altro: se prima si dedicava solo a feste e pranzi, da questo momento in poi divenne inavvicinabile. Si rinchiuse nel convento di Port-Royal, e soltanto Jacqueline, la sorella minore, che aveva preso i voti nella medesima struttura, poteva parlargli.

Pascal morì il 19 agosto 1662, a soli trentanove anni a causa della sua salute, da sempre cagionevole. Nel vestito che indossava quel giorno, erano state cucite alcune frasi che si ritrovano oggi nel suo Memoriale: tra cui “Certezza. Certezza. Sentimento. Gioia. Pace“.

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