Perché Pieter Bruegel il Vecchio è un gigante dell'arte

Perché Pieter Bruegel il Vecchio è un gigante dell'arte

Nessuno dimenticherà il primo incontro con Bruegel

scriveva Arnold Hauser nella Storia sociale dell’arte. Includendo, in quel “nessuno”, proprio tutti: Bruegel è indimenticabile, diceva, e inconfondibile, anche per chi, come la maggior parte di noi, “capisce poco” di arte. Insieme alle opere di Shakespeare e di Cervantes, proseguiva, quelle del pittore fiammingo sono un vistoso segnale della nascita dell’arte moderna: dal Manierismo in avanti, l’artista, artefice di una separazione fra idea e esistenza, lontano dallo sguardo ingenuo, offre la sua interpretazione della realtà—il mondo come lui lo vede—suscettibile a sua volta di interpretazioni sempre nuove.

Cacciatori nella neve, 1565 - Kunsthinstorisches Museum, Vienna. Via

Cacciatori nella neve, 1565 – Kunsthistorisches Museum, Vienna. Via

A proposito di interpretazioni. Dallo sguardo di Bruegel, sospeso fra sacro e ironico—e paragonato da qualcuno, per via dello “spazio totale” dei dipinti, riflesso microcosmico di uno spazio universale, a quello di un’aquila che “vede svolgersi sotto le ali il film dell’universo” e ogni tanto si getta a terra per strappare una preda—il Novecento è stato attratto perché ha scorto, lungo il periodare ampio e scandito delle scene, il colore opaco e senza smalti, il comporre per “dissolvenze” in cui ogni immagine sembra distaccarsi dall’altra e prenderne il posto nell’attenzione di chi guarda (parole di Argan), allusioni pessimistiche all’assurdità del “teatro del mondo”. Alle debolezze della natura umana.

A un’esistenza di forme che tradiscono la realtà, e, in una flessione quasi decadente del mito della caverna, iniettano una nostalgia impossibile per l’età dell’oro in cui l’uomo non c’era—come scrisse Giovanni Arpino in un’ombrosa introduzione di un catalogo su Bruegel.

Grande Torre di Babele, 1563 - Kunsthistorisches Museum, Vienna. Via

Grande Torre di Babele, 1563 – Kunsthistorisches Museum, Vienna. Via

Il contrasto fra la natura e l’uomo negli occhi di Bruegel

Del resto, la pittura di Bruegel offre moltissimi spunti di riflessione. Uno dei più ribattuti è che in Bruegel, come dice ancora Hauser, l’individuo, “con le sue gioie, i suoi dolori, diviene subordinato alla tragicommedia umana, elemento di per sé insignificante nel vasto assieme“, e nell’immensità della natura.  Negli episodi sacri ciò è molto evidente. Ci vuole un po’ a rintracciare l’uomo costretto a trascinare la croce carponi, seguendo il movimento della folla paesana e e dei gendarmi in casacca rossa, tra le più di 500 figure umane della Salita al Calvario, attualizzata ai tempi delle guerre di religione.

Salita al Calvario, 1564 - Kunsthinstorisches Museum, Vienna. Via

Salita al Calvario, 1564 – Kunsthistorisches Museum, Vienna. Via

È anche meno semplice rintracciare il protagonista, se così possiamo definirlo, della Conversione di San Paolo,  anche questa ambientata—in un passo alpino—a metà del XVI secolo, secondo alcuni nel 1566, quando le truppe del Duca D’Alba furono condotte dalla Lombardia verso i Paesi Bassi a sedare il movimento protestante popolare iconoclasta conosciuto come rivolta dei pezzenti. Seguendo le armature che risalgono dal burrone a sinistra, si raggruppano a destra, e proseguono lungo il passo, a un certo punto, prima di altra gente che cammina, vediamo un tizio caduto da cavallo. Tutto qui. L’atmosfera sacra è indotta semmai da altri elementi, i dirupi, gli alti pini montani, la nube grigia a destra, il distantissimo paesaggio sfumato a sinistra.

Conversione di San Paolo, 1567 - Kunsthistorisches Museum, Vienna. Via

Conversione di San Paolo, 1567 – Kunsthistorisches Museum, Vienna. Via

La bellissima poesia di Auden sulla Caduta di Icaro

Auden ha dedicato al dipinto di Bruegel che vedi qui sotto—la cui attribuzione oggi è in forte dubbio—una bellissima poesia, centrata proprio sull’indifferenza del “vasto assieme” nei confronti dell’individuo:

Non sbagliavano mai i vecchi Maestri
Quando si trattava di sofferenza. Come capivano bene
La sua condizione umana: come essa càpiti
Mentre qualcun altro sta mangiando o aprendo una finestra
O anche solo passeggiando indifferente.

[…]
No, non se lo scordavano mai
che persino il martirio più tremendo doveva avvenire
in qualche modo in un angolo, in un brutto posto
dove i cani continuano la loro vita da cani
e il cavallo del torturatore si gratta il culo contro un albero.

Nell’Icaro di Bruegel, per esempio: come tutto pigramente tende
a ignorare il disastro. L’aratore
può anche aver sentito il tonfo, il grido disperato,
ma per lui quella sconfitta non contava: il sole splendeva
proprio come doveva su quelle gambe bianche che sparivano
nell’acqua verde. E la bella e ricca nave
che qualcosa doveva pure avere visto – un ragazzo
cadere giù dal cielo – aveva qualche parte dove andare
e fece vela, quietamente, lì.

Paesaggio con caduta di Icaro, ca. 1560 - Museo Reale delle Belle Arti del Belgio. Via

Paesaggio con caduta di Icaro, ca. 1560 – Museo Reale delle Belle Arti del Belgio. Via

Chi era Pieter Bruegel il Vecchio

Pieter Bruegel il Vecchio nacque nel terzo decennio del ‘500 e visse poco più di quarant’anni. Capostipite di una famiglia di artisti, fu molto celebre nel suo tempo, ed è noto come il Vecchio per distinguerlo dal figlio omonimo, anche lui pittore. Grazie a un amico stampatore conobbe e riprodusse opere del genio della generazione precedente, Hieronymus Bosch. Iniziò la propria carriera ad Anversa, poi nel 1551, dopo l’ingresso in una corporazione di artisti, intraprese il viaggio in Italia, vistando anche Napoli, la Sicilia e Roma (la sua Torre di Babele ricorda il Colosseo). Nel 1563, sposato, si trasferì a Bruxelles.

Negli ultimi anni prima della morte dipinse quadri in cui la figura umana ha maggiore importanza e le forme di vita umana non appaiono più un meccanico brulicare di insetti. Sono sopravvissuti circa 40 dipinti e circa 60 stampe da disegni di Bruegel.

Il paese della cuccagna, 1567 - Alter Pinakothek, Monaco. Via

Il paese della cuccagna, 1567 – Alter Pinakothek, Monaco. Via

Ci sarebbero molte cose da dire, anche a un livello molto superficiale, su Bruegel. Ad esempio sul Bruegel pittore moraleggiante di proverbi come Il pesce grande mangia il pesce piccolo, e di fantasie popolari (come quella qui sopra: c’è anche un uovo à la coque che se ne va passeggiando). Il pittore in grado di rappresentare in una grande tela 80 giochi d’infanziain un’altra 120 proverbi fiamminghi, in un’altro l’affollato combattimento simbolico tra il Carnevale e la Quaresima. Una pittura, nonostante il soggetto, non popolare. Ritrarre la quotidianità e i riti dei rustici e della povera gente—come nella celebre “coppia” Banchetto nuziale e Danza di contadini—non significava dipingere per essi, anzi, il contrario.  

Verso quel ceto—e fra ceti, nella Caduta di Icaro, c’è reciproca estraneità—Bruegel non mostra nessuna cortesia, ma, allo stesso tempo, nessun dispregio.

Nozze paesane, 1568 - Kunsthistoriches Museum, Vienna. Via

Nozze paesane, 1568 – Kunsthistoriches Museum, Vienna. Via

Qualche libro e una mostra imperdibile su Bruegel

Molte parole che potremmo spendere ulteriormente su questo pittore che è un mondo a sé, ma sarebbero una bruttissima copia di parole già scritte, a cui ti rimandiamo se sei interessato. Ti consigliamo per iniziare, tra le cose in italiano, questa breve guida introduttiva su Bruegel. Una monografia a cura di Pietro Allegretti. La raccolta di scritti di Argan sul Rinascimento, Classico Anticlassico. Il Rinascimento da Brunelleschi a Bruegel. Bello anche il vecchio volume dei Classici dell’arte Rizzoli. Qui puoi vedere tutti i dipinti di Bruegel. Qui trovi invece Catalogo completo dei disegni e delle stampe di Bruegel scaricabile in pdf sul sito del Metropolitan Muesum.

In occasione del 450° anniversario della morte del pittore, a Vienna, presso il Kunsthistorisches Museum fino al 13 gennaio potrai vedere una mostra più unica che rara dedicata a Bruegel: ci sono circa 90 opere, i tre quarti dei dipinti e la metà delle stampe e dei disegni. Considera comunque, aldilà di questa specifica mostra, che presso il museo di Vienna è depositata la maggiore collezione di dipinti di Bruegel al mondo, e puoi visitarla in qualsiasi momento dell’anno.

Fienagione, 1565 - Palazzo Lobkowitz, Praga. Via

Fienagione, 1565 – Palazzo Lobkowitz, Praga. Via

Immagini: Copertina