Calamity Jane: la leggendaria donna del Selvaggio West

Calamity Jane: la leggendaria donna del Selvaggio West

Per gli americani, il “selvaggio West” non rappresentava soltanto una zona di frontiera tra i territori pienamente colonizzati e quelli ancora incontaminati. Era anche un’idea, un sogno. Una terra in cui poter essere liberi in senso stretto, anche vivendo esistenze di stenti. E lo è diventato grazie a figure leggendarie, come quella di Calamity Jane. Personaggi senza regole, senza legge, pronti a tutto.

Calamity Jane è stata la prima donna pistolero della storia, e un’avventuriera di fama internazionale. Aveva un carattere forte, indomito, e rappresentava un unicum anche nel vecchio West. La sua vita fu molto dura fin dall’infanzia, ma grazie alle sue peculiari capacità riuscì a crearsi una fama incredibile, e a unirsi al Wild West Show di Buffalo Bill. Che la rese celebre in tutto il mondo.

Un’infanzia di privazioni

Martha Jane Cannary-Burke, vero nome di Calamity Jane, nacque a Princeton, in Missouri, nel 1852, come primogenita di sei fratelli. Nel 1865, a causa delle condizioni economiche complicate in cui versava il padre, la famiglia decise di abbandonare lo stato per trasferirsi a Virginia City, nel Montana.

All’epoca era normale affrontare questi spostamenti di stato in stato, cercando fortuna in quelle aree ancora remote ma piene di opportunità. Questi viaggi però, intrapresi con piccole carovane e della durata di mesi, erano sempre molto duri.

Durante il viaggio verso Virginia City, la madre di Calamity si ammalò di polmonite, e si spense in poche settimane. Rimasto vedovo, il padre riuscì a portare i figli a destinazione. Ma il viaggio si rivelò un fiasco. Le opportunità lavorative tanto agognate si rivelarono inesistenti, e la famiglia Cannary fu costretta a intraprendere un nuovo trasferimento. Questa volta a Salt Lake City, nello Utah.

A due anni dal loro arrivo, però, anche il padre si ammalò e si spense rapidamente. Lasciando Calamity—non ancora 15enne—con il compito di provvedere ai fratelli.

Un’anticonformista

Doversi far carico di cinque fratelli piccoli fu un compito gravoso per una ragazza che doveva anche confrontarsi con un ambiente ostile come quello del Vecchio West americano. Calamity non poteva limitarsi ai lavori da donna—pochi, e mal pagati—perché doveva provvedere da sola a tutta la famiglia. Aveva provato inizialmente a lavorare come lavapiatti e cameriera, ma i salari erano troppo bassi.

Dopo alcuni tentativi fallimentari riuscì così a ottenere un impiego come capomandria, e pian piano sviluppò un temperamento molto rude e indomito. Per affrontare a testa alta il confronto con altri mandriani, iniziò a seguire pedissequamente il loro stile di vita: grandi bevute, modi austeri, caccia, e vita selvaggia all’aperto.

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E fu proprio grazie alla caccia che Calamity cominciò a distinguersi. La sua mira e la rapidità con cui utilizzava le armi cominciarono a farle guadagnare una certa fama. Si vociferava che nelle terre del West ci fosse questa giovane donna che beveva e imprecava come un uomo, e che era in grado di sparare anche meglio. Una figura femminile, insomma, estremamente anticonformista rispetto ai costumi dell’epoca.

Calamity l’avventuriera

Secondo quello che la stessa Calamity Jane raccontò nella sua autobiografia Life and Adventures of Calamity Jane—che fece scrivere a una stenografa dettando, perché era analfabeta—a questo punto la sua vita era piena di eventi.

Alla fine degli anni Sessanta dell’Ottocento si trasferì nel Wyoming, a Fort Bridger, e cominciò a lavorare come apripista per le spedizioni. Vivendo molte avventure pericolose, confrontandosi spesso con gli indiani, e affinando ancora di più la sua abilità di pistolera e cavallerizza.

Ero considerata il cavaliere più coraggioso e spericolato e uno dei migliori pistoleri del West.

Successivamente—anche se gli storici non hanno trovato prove per confermare i suoi racconti—Calamity Jane si unì alle truppe del generale Custer in qualità di scout, infermiera e staffetta per i dispacci. E sempre stando ai suoi racconti, fu proprio in questo periodo che si guadagnò il soprannome che l’ha resa famosa: era “la donna da chiamare in caso di calamità”.

Quello che è certo è che fra il 1870 e il 1876 Calamity viaggiò per molte delle città minerarie del West, sia a capo di convogli che si spostavano di città in città, sia come cercatrice d’oro.

La campagna delle Black Hills, e la nascita della leggenda

Nel 1876 Calamity si unì alla compagnia del generale Crook, che aveva intrapreso una campagna nelle Black Hills per sconfiggere i Sioux. Stando ai suoi racconti, in qualità di esploratrice si avventurava spesso da sola in territorio nemico. Rischiando continuamente la vita.

Ed è in questo periodo che nacquero i primi dime novel su di lei. Piccoli romanzi che narravano le avventure di personaggi caratteristici del vecchio West. I primi che la vedevano protagonista furono scritti grazie alla sua amicizia con Wild Bill, il pistolero più famoso dell’epoca insieme a Buffalo Bill.

Calamity apparve come personaggio secondario in un’avventura in cui Wild Bill era protagonista. E visto il successo riscosso, gli editori pensarono di dedicarle sempre più spazio. Questi piccoli libri di avventure erano molto in voga all’epoca, con una tiratura che poteva arrivare anche alle 60.000 copie per ristampa. E furono determinanti nel formare l’aura leggendaria intorno a Calamity Jane.

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La gravidanza e il ritorno 

Nel 1882, Calamity decise di fermarsi. Comprò un ranch nella valle di Yellowstone e decise di aprire una locanda nei pressi di Miles City. Dove partorì il suo primo figlio, “Little Calamity“.

Sfortunatamente, però, pochi anni dopo la nascita il piccolo si ammalò e morì. Lasciando Calamity Jane in una grande disperazione. Per diverso tempo fu preda dell’alcol, e si mise in mostra per comportamenti violenti e scurrili a Miles City. Fino a quando, a 12 anni dal suo ritiro, decise di dedicarsi nuovamente all’avventura.

Il Far West però non era più quello che aveva conosciuto da giovane. E quindi Calamity decise di monetizzare la sua fama più che poteva. Vendeva i propri ritratti fotografici viaggiando di città in città, faceva apparizioni pubbliche alle feste e alle inaugurazioni dei musei sulle vecchie glorie del West, e si unì per un anno all’esposizione panamericana Wild West Show di Buffalo Bill.

In questi stessi anni diede alla luce una figlia, avuta da un imprenditore texano di nome Clinton Burke. Ma visti i suoi problemi con l’alcol e la vita errabonda, decise di darla una adozione. Morì al Calloway Hotel di Terry, in South Dakota, nel 1903, vittima di un malore.

Consigli di lettura

Per approfondire la vita di Calamity Jane, ti consigliamo di leggere la sua autobiografia, oppure la raccolta di lettere che fece scrivere per la figlia, da consegnarle dopo la sua morte. Quest’ultima opera rappresenta un sunto toccante e significativo della vita e del personaggio di Calamity: un’ode alla libertà, e alla possibilità—anche per una donna—di vivere una vita piena di avventure.

Immagini: Copertina | 1 | 2 via Wikimedia Commons