L'importanza della

L'importanza della "leggerezza": una grande lezione di Italo Calvino

La leggerezza per me si associa con la precisione e la determinazione, non con la vaghezza e l’abbandono al caos.

Nella prima delle Lezioni americane, Italo Calvino proponeva la leggerezza come valore fondamentale, parola-chiave, e forse anche come principale risposta alla crisi di inizio millennio che lui intravedeva, e di cui noi siamo attualmente testimoni.

Era il 1985. Calvino, dopo quarant’anni di carriera da inventore di storie—dal Neorealismo alle imprese comico-fiabesche dei “nostri antenati”, dai giochi combinatori delle Città Invisibili ai racconti affettuosi e ironici in cui Marcovaldo, Qfwfq e Palomar si confrontano con la società e con la vita—era considerato uno dei più grandi scrittori italiani del ‘900. Fu invitato a tenere un ciclo di lezioni nell’ambito delle Poetry Lectures all’Università di Harvard.

Le sei parole chiave di Calvino per il XXI secolo: Leggerezza, rapidità, esattezza, visibilità, molteplicità.

Accettato il prestigioso invito—rivolto in seguito anche a Umberto Eco e a Luciano Berio—preparò le sei lezioni ma non fece in tempo a pronunciarle perché morì nel settembre di quell’anno. Nel 1988, trent’anni fa, le Lezioni americane di Calvino furono pubblicate postume.

La mia fiducia nel futuro […] consiste nel sapere che ci sono cose che solo la letteratura può dare coi suoi mezzi specifici. Vorrei dunque dedicare queste mie conferenze ad alcuni valori o qualità o specificità della letteratura che mi stanno particolarmente a cuore, cercando di situarle nella prospettiva del nuovo millennio.

LeggerezzaRapidità. EsattezzaVisibilitàMolteplicità. Consistenza. Questi strumenti (l’ultima lezione—consistency— fu solo abbozzata), che Calvino prelevava dalla sua personale officina letteraria, ispirata a ideali di armonia ariostesca e di rigore inerente alla prosa saggistica e scientifica—da Galilei a Leopardi—sono, tradotti nella vita, altrettanti valori a cui improntare la nostra esistenza. Altrettanti obiettivi a cui aspirare. Altrettanti metodi da perseguire. Concetti-chiave da valorizzare oggi più che mai: anche nel discorso politico.

Di questi, la leggerezza è forse la più interessante e sfuggente. Poiché Calvino ci parla di una leggerezza complessa e piacevolmente paradossale.

La leggerezza non è frivola. Calvino e la “leggerezza pensosa”

Il mondo è pesante, opaco e inerte: la ricerca della leggerezza, per Calvino, è “reazione al peso del vivere”. Ciò non significa, per lui, estraniarsi dal mondo. Poiché la leggerezza calviniana è, controintuitivamente, un modo di approfondire, di stimolare l’invenzione. Di accedere a un altro luogo, dove trovare però “le forze per modificare la realtà“.

Leggerezza, per Calvino, significa il contrario di quello che spesso ancora oggi, nella lingua corrente, con quella parola si intende: frivolezza, inconsistenza. Queste, invertito il luogo comune, sono in realtà, per Calvino, la pesantezza.

Esiste una leggerezza della pensosità, così come tutti sappiamo che esiste una leggerezza della frivolezza; anzi, la leggerezza pensosa può far apparire la frivolezza come pesante e opaca.

La leggerezza di Calvino è amica dell’intelligenza, della competenza, della bellezza, della mobilità, dell’ansia di sganciarsi dalle opinioni precostituite. Non a caso l’autore individua l’emblema della leggerezza nello stile di Guido Cavalcanti in una novella della sesta giornata del Decameron—dedicata a chi si cava d’impiccio grazie a un motto ingegnoso (vedi Chichibio e la gru). Accerchiato e deriso da una brigata perché invece di andare a una festa preferisce passeggiare in un cimitero meditando, Cavalcanti risponde: Signori, voi mi potete dire a casa vostra ciò che vi piace, e scavalcando una balaustra di porfido appoggiato su una mano sola—”come colui che leggierissimo era”—si libera dei suoi inseguitori.

Se volessi scegliere un simbolo augurale per l’affacciarsi al nuovo millennio, sceglierei questo: l’agile salto improvviso del poeta-filosofo che si solleva sulla pesantezza del mondo, dimostrando che la sua gravità contiene il segreto della leggerezza, mentre quella che molti credono essere la vitalità dei tempi, rumorosa, aggressiva, scalpitante e rombante, appartiene al regno della morte, come un cimitero d’automobili arrugginite.

“La vivacità e la mobilità dell’intelligenza sfuggono alla condanna della pesantezza”.

Il mito di Perseo e Medusa riletto da Ovidio nelle Metamorfosi: Perseo, eroe della leggerezza, realizza un letto di foglie e ramoscelli per non sciupare la testa di Medusa, mentre si lava le mani dopo aver liberato Andromeda. Il De rerum natura di Lucrezio, che ha reso in poesia la “polverizzazione della realtà”. I versi luminosi di Emily Dickinson e di Eugenio Montale. L’insostenibile leggerezza dell’essere di Kundera. Un racconto di Kafka. Il Mercuzio di Shakespeare. Il Leopardi della Sera del dì di festa (“Dolce e chiara è la notte e senza vento”).

Con la stessa leggerezza che prova a focalizzare, Calvino si muove fra le fonti letterarie cercando conferma di una sua convinzione. Questa:

La vivacità e la mobilità dell’intelligenza sfuggono alla condanna della pesantezza.

Montale ci parla di come cercare la salvezza nelle cose più fragili. Emily Dickinson della potenza dell’astrazione. Kundera di quanto è difficile liberarsi da una “rete di costrizioni pubbliche e private”. Lucrezio e Ovidio—in entrambi la leggerezza è un modo di vedere il mondo fondato sulla filosofia e sulla scienza—di come dissolvere la compattezza del mondo attraverso la conoscenza.

E dagli excursus sui vari autori alle riflessioni sul discorso delle scienze alle previsioni sul ruolo dell’informatica, Calvino non manca mai di ribadire che la leggerezza è anche concretezza.

Nei momenti in cui il regno umano mi sembra condannato alla pesantezza, penso che dovrei volare come Perseo in un altro spazio. Non sto parlando di fughe nel sogno o nell’irrazionale. Voglio dire che devo cambiare il mio approccio. Devo guardare il mondo con un’altra ottica, un’altra logica, altri metodi di conoscenza e di verifica. Le immagini di leggerezza che io cerco non devono lasciarsi dissolvere come sogni dalla realtà del presente e del futuro…

Qui Lezioni Americane di Italo Calvino.

Immagine di Copertina di Johan Brun via WikipediaCommons CC BY-SA 4.0