Gli splendori di Venezia in una grande mostra dedicata a Canaletto

Gli splendori di Venezia in una grande mostra dedicata a Canaletto

Scriveva debitamente ironico Giuseppe Berto, che Canaletto—nomignolo con cui è meglio conosciuto Giovanni Antonio Canal, 1697-1768—”facendo un altro piccolo sforzo avrebbe potuto inventare il surrealismo o la pittura metafisica“.

Ricordando un suo dipinto che rappresenta Campo Santi Giovanni e Paolo a Venezia, invece, Aldo Palazzeschi vedeva paradossalmente Canaletto “sulla via di Manet“, anzi su quella che da Manet “conduce a Cézanne“. I critici di professione, poi, hanno magnificato del Canaletto le splendide fotografie dei “pomeriggi inutili in una Venezia che si sbriciola e screpola” sotto una “luce dorata”, rigata da “traversoni d’ombra” (Longhi).

Insomma, tutto ruota intorno alla luce. Canaletto, nella sua vita, era stato nient’altro che un virtuoso “pittor di vedute”. Allineato alle richieste di mercato della sua epoca. Anche, stando ai testimoni, avido parecchio. Ma che “pittor di vedute” fosse, lo annotava già nel 1733 il biografo veneziano Anton Maria Zanetti:

Nella intelligenza e nel gusto e nella verità, pochi tra gli scorsi e nessuno tra i presenti si può trovar che si accostino [a Canaletto].

Canaletto - Piazza San Marco verso la Basilica, 1723 ca. Via

Canaletto – Piazza San Marco verso la Basilica, 1723 ca. Via

Tutto Canaletto: a Roma una mostra unica al mondo

Verificare queste prime considerazioni sul più grande vedutista della storia dell’arte sarà agevole grazie a una splendida mostra in occasione del 250° anniversario della morte del pittore. Canaletto 1697-1768, a Roma, Palazzo Braschi, fino al 19 agosto 2018. A cura di Bożena Anna Kowalczyk.

Le vedute più celebri di Canaletto sono quelle di Venezia, Londra (era molto apprezzato dai collezionisti inglesi), e Roma. Proprio in questa città, intorno al 1719, il giovane Antonio si reca col padre, scenografo che ha introdotto il figlio allo stesso mestiere, per provvedere alla messa in scena di due opere di Scarlatti durante il Carnevale del 1720. È questa l’occasione della “abiura” di Canaletto. Della sua rivolta al padre. Come riferisce il biografo Zanetti, il ventiduenne Antonio, a Roma, “annojato dalla indiscretezza de’ poeti drammatici, scomunicò solennemente il teatro [e si diede] a dipingere vedute al naturale”.

È questa ribellione sia generazionale che artistica, forse, l’unico gesto eclatante di un’esistenza priva di picchi, sia positivi che negativi. Che nondimeno ci ha regalato una miriade di straordinari dipinti. Tra i quali, 68 capolavori, provenienti da tutto il mondo, saranno visibili nell’ambito della mostra allestita a Roma.

Canaletto - Venezia, Campo Santi Giovanni e Paolo, 1736-40. Via

Canaletto – Venezia, Campo Santi Giovanni e Paolo, 1736-40. Via

Canaletto fra esattezza e poesia

Osservando dal vivo un quadro di Canaletto, si può restare a percorrerlo con gli occhi per lunghi minuti, grazie all’ipnotica profusione di particolari realistici. Nonostante quelli, però, all’immagine resta qualcosa di capriccioso e sognante.

Il realismo “fotografico” deriva senz’altro dall’impiego della camera ottica che Canaletto utilizzava nelle ricognizioni dei luoghi che gli interessavano. Tuttavia ciò che vediamo nel quadro è una “sintesi” di punti di osservazione diversi: Canaletto, col suo strumento, si spostava infatti davanti al soggetto, realizzando diversi schizzi che poi “ricomponeva” in una prospettiva di fatto illusoria. Irreale. Sia nelle proporzioni di esseri umani ed edifici, sia nelle distanze fra essi.

Canaletto - Canal Grande, 1738. Via

Canaletto – Canal Grande, 1738. Via

Ciò è stato rilevato nel 1959 dallo studioso della prospettiva Decio Gioseffi. Se aggiungiamo, a questo fatto, il virtuosismo e la poesia di Canaletto nel “giocare con la luce” e nel dipingere cieli rosei o lattescenti (soprattutto quelli lagunari), si comprendono meglio, e sottoscrivono, le opinioni dello stesso studioso:

È da credere che Antonio Canal avrebbe saputo ‘far parlare’ la Leica (o una cinepresa), così come ha saputo far parlare […] quelle immagini della realtà ‘meccanicamente’ desunte.  Il Canaletto […] scopre una nuova concezione della realtà. La scelta del soggetto. Dell’ora. Della temperie meteorologica. La predisposta ‘inquadratura’. Il non fortuito ricorso al ‘fotomontaggio’. Sono […] l’originalità del fotografo di genio. Onde gli spetta altresì il titolo di iniziatore, poiché è solo con il Canaletto che il paradigma della verità fotografica entra veramente nella storia della pittura.

Canaletto - Londra, da un arco del Ponte di Westminster, 1747. Via

Canaletto – Londra, da un arco del Ponte di Westminster, 1747. Via

Per tutte le info sulla mostra visita il sito ufficiale. Qui trovi il catalogo

Immagini: Copertina