Carlo Emilio Gadda, guida a uno dei maggiori sperimentatori della letteratura italiana

Carlo Emilio Gadda, guida a uno dei maggiori sperimentatori della letteratura italiana

Gadda è stato uno degli scrittori che più hanno osato nel linguaggio quando parliamo della letteratura del Novecento: un virtuoso della prosa, che a differenza di penne più portate alla raffinatezza come Calvino, decise di portare all’estremo il linguaggio parlato nei suoi lavori.

Nato a Milano il 14 novembre 1893, l’infanzia e l’adolescenza di Gadda sono tormentate dai continui dissesti economici della famiglia, dovuti agli investimenti avventati del padre. Dopo la morte di quest’ultimo, la madre vende la villa familiare di Longoni, e si sacrifica per mantenere la famiglia. Seguendo questo clima familiare di sacrificio e dovere, il giovane Gadda decide di ignorare i suoi sogni letterari, e finito il liceo si iscrive alla facoltà di Ingegneria.

Partecipa alla Prima guerra mondiale come volontario, ma non è tanto l’esperienza bellica personale a segnarlo, quanto la morte dell’amato fratello, morto durante un combattimento aereo nel 1919. La depressione per il profondo lutto lo spinge a buttarsi a testa bassa nel lavoro: dopo la laurea in ingegneria elettrotecnica, si trasferisce prima in Sardegna e poi—tra il 1922 e il 1924—in Argentina.

Una volta tornato in Italia, capisce che la sua vita così com’è impostata non lo rende felice, e decide di affiancare all’attività di ingegnere e insegnante di matematica e fisica, anche le sue passioni. Inizialmente decide di iscriversi alla facoltà di filosofia, ma poi abbandona e si cimenta nel suo vero amore: la scrittura.

Inizia a collaborare con la rivista fiorentina Solaria, su cui pubblica saggi e racconti, e produce moltissimo materiale che rimane per molto tempo inedito. Nel 1931, però, riesce finalmente a pubblicare il suo primo romanzo, La Madonna dei filosofi.

Quello stesso anno, poi, inizia a lavorare su una novella che trasformerà in un romanzo: il lavoro che ne risulta non verrà mai pubblicato in vita, ma dopo la morte dell’autore la casa editrice Garzanti decide di riesumare questo libro e pubblicarlo con il titolo L’Adalgisa. Disegni milanesi.

All’inizio degli anni Trenta Gadda tenta di affrancarsi dal suo normale lavoro, volendo vivere solo di scrittura, ma non ci riesce. Pur costretto a scrivere solo nei ritagli di tempo, comunque, nel 1934 riesce comunque a pubblicare il suo secondo romanzo, Il castello di Udine, che vince il premio Bagutta.

Finalmente convinto dei suoi mezzi, continua a scrivere con grande passione, e fra il 1938 e il 1941 pubblica La cognizione del dolore, che esce a puntate sulla rivista Letteratura.

Si decide finalmente ad abbandonare l’attività di ingegnere, e dopo essersi trasferito a Firenze trascorre gli anni della guerra cimentandosi con lavori minori e frequentando alcune delle personalità più note dell’ambiente culturale italiano.

Le sue condizioni economiche si fanno nuovamente complicate, ma nel 1950 viene nominato redattore dei programmi culturali della Rai, riuscendo finalmente a coniugare la sua attività artistica con una stabilità economica. Nel 1953 ottiene il premio Viareggio grazie a Le novelle dal Ducato in fiamme; e negli anni seguenti il suo editore lo convince a portare a termine un libro su cui Gadda stava lavorando fin dagli anni della Seconda guerra mondialeQuer pasticciaccio brutto de via Merulana. Pubblicato nel 1957, il romanzo ottiene un vasto successo di pubblico e critica, e rappresenta forse il lavoro più rappresentativo dell’opera di Gadda.

Divenuto ormai uno degli scrittori italiani più famosi e apprezzati, gli anni Sessanta e Settanta segnano il completamento della sua produzione, ormai improntata a una ricerca linguistica e a una sperimentazione che ispirano gli scrittori della Neoavanguardia. Lavori come Accoppiamenti giudiziosi (1963), Eros e Priapo (1967), La meccanica (1970), e Novella seconda (1971) testimoniano la maturità ormai senescente di uno scrittore che ha letteralmente trainato l’avanguardia letteraria italiana per due decenni.

Durante gli ultimi anni Gadda si ritira a vita privata, sempre più isolato, fino alla morte, avvenuta a Roma il 21 maggio 1973.

Immagini: Copertina