Carlo Verdone, il regista che ha rinnovato la commedia italiana

Carlo Verdone, il regista che ha rinnovato la commedia italiana

La commedia cinematografica italiana ha avuto grandi maestri, da Vittorio De Sica a Luciano Salce, e grandissimi interpreti, come ad esempio Alberto Sordi Ugo Tognazzi. E all’inizio degli anni Ottanta fu un giovane attore e regista romano a rinnovarla: Carlo Verdone.

Grande caratterista e osservatore, Verdone ha avuto il merito di raccontare l’Italia del tempo, seguendo i costumi e le abitudini degli italiani. Una commedia continuamente contemporanea, che è valsa al regista romano grandi successi di pubblico e di critica.

Nato il 17 novembre 1950, Verdone cresce in una famiglia che ha il cinema nel sangue: il padre Mario è infatti docente di Storia e Critica del Cinema. Terminato il liceo classico, Verdone si iscrive al Centro sperimentale di cinematografia di Roma, cominciando al contempo a recitare in spettacoli teatrali universitari.

Il suo talento viene presto notato da Sergio Leone, che decide di mettere la sua verve comica e caratterista in un film corale. Nel 1980, Verdone ha l’opportunità di girare il suo primo lungometraggio, Un Sacco Bello. Il film strappa risate a ogni minuto, e il pubblico apprezza tantissimo il nuovo regista-attore capace di calarsi in più ruoli nello stesso film.

Il secondo film, Bianco Rosso e Verdone, uscito l’anno successivo, sancisce questo successo: il regista ancora una volta si cala nei panni di diversi personaggi, riuscendo a creare una narrazione rapida e divertente.

Ma a questo punto il giovane regista deve scontrarsi con l’assenza di Sergio Leone, il suo mentore, che è impegnato con progetti propri. Verdone viene così contattato da Mario Cecchi Gori che gli propone di fare un film senza i suoi famosi personaggi: il produttore vuole una storia univoca, diversa dai lavori precedenti. Nasce così il progetto di Borotalco, uscito nel 1982.

Dopo aver superato la perdita della figura paterna cinematografica, Verdone è ormai diventato un talento stabile del cinema italiano. Tutti i film prodotti negli anni Ottanta—Acqua e sapone (1983), I due carabinieri (1984), Troppo forte (1986), Io e mia sorella (1987), Compagni di scuola (1988), Il bambino e il poliziotto (1989)—sono grandi successi: il regista ha un pubblico a mano a mano sempre più affezionato, che aspetta con trepidazione l’uscita delle sue nuove commedie.

Con Maledetto il giorno che t’ho incontrato (1992), invece, si apre un periodo diverso rispetto al passato: anche stavolta il film è un successo, ma questa commedia assume un tono più amaro e profondo che dimostra come Verdone sappia dirigere e recitare anche commedie di stampo diverso.

Tutte le sue commedie successive—da Sono pazzo di Iris Blond (1996) a Il mio miglior nemico (2006), fino all’ultimo L’abbiamo fatta grossa (2016)—seguono diversi filoni, ma sempre con una caratteristica: la contemporaneità. Come ha detto la critica e saggista Rita Cirio: “Verdone fa ridere senza battute, senza giochi di parole, senza smorfie ma per la precisione sociologica dei suoi rimandi alla realtà di tutti i giorni”.

Immagini: Copertina