La casa di riposo per chef voluta da Gualtiero Marchesi

La casa di riposo per chef voluta da Gualtiero Marchesi

Gualtiero Marchesi è uno degli chef italiani più famosi e apprezzati: primo nel nostro Paese a ottenere le tre stelle Michelin. Il suo lavoro ha funzionato da vero e proprio apripista per la rivoluzione gastronomica in Italia, rendendo molto più forte la grande ristorazione in un Paese fortemente ancorato alla tradizione delle trattorie.

Gli chef celebri che hanno lavorato con lui sono tantissimi—fra cui Carlo Cracco, Enrico Crippa e Andrea Berton—ma il contributo di Marchesi alla cucina italiana non si ferma soltanto ai suoi meravigliosi piatti. Grazie a lui, infatti, sta per essere aperta una struttura molto particolare: la casa di riposo degli chef.

Situata a Varese, questa iniziativa verrà appunto portata avanti dalla Fondazione Gualtiero Marchesi e dalla Fondazione Molina. “Nella mia immaginazione questa casa nasce da un esempio”, spiega: “Quello di mia suocera, soprano di valore, e di una zia di mia moglie. Entrambe musiciste, hanno vissuto i loro ultimi anni alla Casa di Riposo Giuseppe Verdi di Milano, riservata a ex-musicisti. E io vorrei fare una cosa analoga per gli ex-cuochi”.

A dire la verità la prima idea della Fondazione Gualtiero Marchesi dopo la sua nascita—in occasione degli 80 anni dello chef—era stata quella di creare una scuola di perfezionamento gastronomico con il comune di Varese, ma non è mai stato possibile reperire i fondi necessari.

“La Fondazione Molina invece è privata, ha i fondi necessari ed è contenta di investirli per un progetto come questo”, ha precisato Enrico Dandolo, vicepresidente della Fondazione. “Perciò i tempi si accorciano di molto e si potrà cominciare entro fine anno”. I lavori durerebbero alcuni mesi e si potrebbe avviare l’attività nell’autunno del 2018.

La Fondazione ha individuato in Villa Tosti—un edificio comunale che da tempo è inutilizzato—la sede giusta per la residenza di cuochi anziani. “Sarebbe possibile realizzare 12 o 14 stanze”, ha continuato Dandolo. “Poi c’è l’ex centrale termica, una costruzione tutta vetri, che diventerebbe una scuola per giovani aspiranti cuochi, con un laboratorio di cucina attrezzatissimo”.

Secondo Marchesi, infatti, la residenza diventerebbe anche un polo italiano importante per trasmettere il sapere tecnico e gastronomico dei cuochi più anziani ai più giovani, che non sempre riescono ad apprendere i segreti del mestiere nelle scuole professionali.

Questo istituto potrebbe organizzare corsi atti a completare la formazione degli studenti usciti dalle scuole. “I cuochi che hanno fatto questo mestiere per una vita”, ha continuato Marchesi: “hanno un patrimonio di ricette e di tradizioni da trasmettere ai giovani, e solo loro possono farlo”.

La Fondazione non ha scopo di lucro, e quindi ci potrà essere una politica di grande accoglienza nei confronti di cuochi anziani che magari non hanno grandi mezzi ma che verranno ugualmente ospitati.

Immagini: Copertina