Caterina de' Medici: la donna che insegnò a cucinare ai francesi

Caterina de' Medici: la donna che insegnò a cucinare ai francesi

Siamo abituati a pensare che la grande gastronomia abbia una fonte d’ispirazione principale, la Francia. La cucina francese, e soprattutto le sue tecniche e i suoi piatti storici, hanno ispirato la rivoluzione dell’alta cucina in tutto il mondo. Ma in realtà fu una donna fiorentina a dar vita alla cultura gastronomica francese così come la conosciamo. Caterina de’ Medici.

La nobildonna fiorentina, che divenne regina di Francia e consorte di Enrico II, introdusse infatti nel suo nuovo Paese alcune usanze culinarie che poi resero celebre la cucina francese nel tempo. Portando alla corte del regno di Francia i suoi fidati cuochi fiorentini.

Chi era Caterina de’ Medici

Caterina Maria Romula de’ Medici nacque a Firenze il 13 aprile 1519. Dall’unione della storica famiglia fiorentina con la principessa francese Maddalena de La Tour d’Auvergne. Sua madre, infatti, aveva sposato Lorenzo de’ Medici duca di Urbino. Dopo le disastrose vicissitudini successive al Sacco di Roma, e all’assedio fiorentino di Carlo V, Papa Clemente VII—cugino di Caterina—cercò di organizzarle un matrimonio vantaggioso.

Alla fine Carlo V propose al Papa di far sposare a Caterina il suo secondogenito: Enricoduca d’Orléans. Che poi diventerà re di Francia. Donna di estrema cultura—la sua biblioteca personale contava più di 2000 libri—con il tempo e la maturità Caterina imparò tutto sulle dinamiche della corte regale francese. Fino a diventare una delle figure più influenti dal punto di vista culturale. Ed è appunto così che nasce la commistione fra la cucina italiana e la cucina francese.

Insoddisfatta dei cuochi di corte, infatti, Caterina pretese di poter portare a Parigi i fidati cuochi che l’avevano sempre affiancata quando si trovava in Italia.

L’influenza gastronomica di Caterina

Ma veniamo appunto al modo in cui Caterina de’ Medici influenzò la cultura culinaria francese. Innanzitutto ci fu proprio una rivoluzione sistematica. La nobildonna fiorentina portò in dote in Francia l’uso della forchetta, ad esempio. I nobili francesi, infatti, mangiavano ancora con le mani. Dando vita, quindi, non soltanto a innovazioni culinarie, ma anche di bon-ton.

Una delle rivoluzioni gastronomiche sistematiche più incisive, invece, fu la differenziazione fra piatti salati e piatti dolci. Non esisteva questa differenza così marcata nella cultura gastronomica francese dell’epoca. Ma la sovrana fiorentina aveva fra i suoi cuochi anche abilissimi pasticceri, che si dedicavano esclusivamente alla creazione di dolci. E alcuni di essi, sono proprio quei dolci che consideriamo “tipici” della Francia.

Un’altra influenza importante, invece, è legata all’utilizzo di certi ingredienti. Soprattutto per quanto riguarda l’utilizzo e la cottura di certe carni—come l’anatra—e di certi ortaggi, come il carciofo. Caterina de’ Medici adorava i carciofi che presto divennero un ingrediente ambitissimo in tutte le corti nobili francesi.

I piatti importati dai cuochi fiorentini

Vediamo dunque quali sono, infine, le ricette fiorentine che Caterina de’ Medici affermò in Francia. E che divennero la base della rivoluzione gastronomica dell’alta cucina francese. Fino a rendere celebri cuochi come il grande Escoffier.

Partiamo dai piatti salati. I cuochi dei nobili fiorentini, nel corso del tempo, avevano scoperto che miscelando delle uova sbattute con altri ingredienti—principalmente di origine vegetale— e portando l’uovo ad alta temperatura, si poteva ottenere un piatto delizioso. Portarono questa tradizione fiorentina in Francia, e ben presto si diffuse in ogni corte. Con il nome di omelette. Una loro variante arricchita con grassi animali, invece, erano le crepes.

Caterina, poi, adorava le zuppe e le creme di verdura. E pretendeva che i suoi cuochi almeno un paio di volte a settimana ne cucinassero una con le cipolle. Che poi diventerà celebre nel tempo come soupe d’oignonsFin da piccola, poi, amava uno stufato di carne famoso nella Firenze medicea con il nome di “stiracchio“. L’antenato del boeuf miroton, un piatto che i grandi ristoranti francesi hanno sempre nel menù.

E infine passiamo ai dolci. Vera passione della regina francese. Durante il ricevimento per il matrimonio con Enrico, erano stati serviti dei particolari dolcetti formati da due scaglie di farina di mandorle a cupola, che racchiudevano fra loro una crema addolcita. Piccoli, ma irresistibili. E che poi nel corso del tempo diventarono famosi con il nome di macaron.

I pasticceri fidati della regina, poi, inventarono un tipo di impasto molto particolare. La pasta choux. Che veniva utilizzata per creare piccoli pasticcini ripieni chiamati bignè. Alla fine dei grandi banchetti, poi, il grande gelatiere fiorentino Ruggeri faceva servire un dolce freddo arricchito con acqua zuccherata e spezie o agrumi. Il sorbetto.

Immagini: Copertina