Come superare le nostre cattive abitudini con la curiosità

Come superare le nostre cattive abitudini con la curiosità

Il nostro comportamento e le nostre abitudini, anche quando ci sembrano frutto della nostra volontà, sono spesso dettati da schemi. Schemi che spesso ci conducono a piccole dipendenze dannose, come mangiare troppo o fumare.

In una conferenza Ted, lo psichiatra Judson Brewer ha cercato di spiegare come funzionano questi schemi. E soprattutto qual è il segreto per romperli.

Stimolo e ricompensa

Lo psichiatra parte da un aspetto del nostro comportamento che spesso non consideriamo quando tentiamo di trovare un modo per interrompere le cattive abitudini. Lo scarso livello di attenzione.

Brewer spiega che il nostro cervello, per dinamiche adattive, è strutturato in modo da spingerci a spegnere l’attenzione riguardo a qualcosa se non ne vediamo una ricompensa immediata. Mentre al contrario ci fa adottare dei comportamenti o venire dei desideri involontari se la ricompensa è immediata.

E questo non perché il nostro cervello cerca di confonderci, ma perché alcune dinamiche biologiche non si sono ancora adattate al mondo in cui viviamo. Un mondo pieno di stimoli e risorse.

Prendiamo ad esempio il consumo smodato di cibo. Il nostro istinto biologico è quello di ottimizzare l’assunzione di calorie, perché questo ci garantisce la sopravvivenza. Quando ingeriamo un cibo molto calorico il cervello memorizza questa informazione: “questo alimento è un’ottima fonte di energia. Desideralo, e assumilo quando puoi”. Questa dinamica esclude l’attenzione: il cervello memorizza, e ci spinge a comportamenti e desideri ripetitivi.

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Cervello creativo

Ma il meccanismo di stimolo e ricompensa non si esaurisce qui. Il nostro cervello è programmato anche per cercare soluzioni alternative a situazioni che non sappiamo risolvere, cercando risposte nei feedback positivi che possiede.

Ed è questo meccanismo, che ci spinge a mangiare o a fumare quando siamo nervosi o ci sentiamo frustrati. Viviamo una situazione che non riusciamo a risolvere, e mettiamo in atto delle abitudini che il nostro cervello conosce come positive e lenitive. Creiamo quindi delle risposte simili per stimoli diversi. E anche in questo caso, è la mancanza del processo di attenzione che dà vita a un circolo vizioso.

Imitazione

E lo stesso processo è creato anche quando vediamo che sono gli altri ad adottare un certo comportamento. Associamo certe azioni che le persone che stimiamo compiono, al modo in cui vorremmo diventare. E quindi adottiamo le loro stesse abitudini. Sempre in maniera sistematica.

E questo fa sì che si creino dei comportamenti che non mutuano dalla nostra diretta volontà, ma da una serie di ripetizioni che mettiamo in atto quasi meccanicamente.

Curiosità

Ma qual è allora la soluzione per riuscire a venire fuori dalle cattive abitudini quando i meccanismi che le generano sono così immediati e involontari? Per Brewer, la risposta è la curiosità.

In un ambiente come quello in cui viviamo, così pieno sollecitazioni passive, che ottunde la nostra capacità di focalizzarci su qualcosa se è troppo complicato o noioso, l’unico modo per rompere gli schemi è cambiare il nostro livello di attenzione.

Tramite un allenamento che Brewer definisce “addestramento consapevole” un fumatore si può concentrare sui vari aspetti della propria esperienza con le sigarette, analizzare in modo attento i propri comportamenti e i propri pensieri quando desidera fumare. E attraverso questa focalizzazione riuscire a dominare le abitudini sistematiche.

Ma per riuscire a mantenere un così alto livello di attenzione, il fumatore deve essere innanzitutto curioso. Allenare la propria curiosità di vedere degli stimoli anche quando questi sono faticosi da ottenere.

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