La Centrale Montemartini di Roma: il magico museo dove archeologia industriale e classica si fondono

La Centrale Montemartini di Roma: il magico museo dove archeologia industriale e classica si fondono

Come ti abbiamo già mostrato altre volte, Roma ha tantissimo da offrire anche al di fuori del centro storico. Se, dopo aver visitato una mostra a Palazzo Braschi o esser salito fino ai piani più alti del Colosseo, sei disposto ad allontanarti dal centro, in luoghi insoliti, ti aspettano grandi sorprese: street art, edifici in stile liberty, interessantissime catacombe.

Uno di questi luoghi è senz’altro la straordinaria Centrale Montemartini, intrigante spazio industriale sulla via Ostiense a sud del centro, fra gli ex Mercati Generali e il colossale Gasometro. Come quest’ultimo, anche la Montemartini—il primo impianto pubblico di produzione elettrica a Roma inaugurato nel 1912—è un emblema dell’archeologia industriale della città, ed è stata oggetto di una riqualificazione sorprendente. Scopriamola insieme.

montemartini7

La centrale Montemartini

Grazie alle caldaie a vapore e poi ai giganteschi motori Diesel, ancora visibili nelle enormi sale della struttura (ciascuno, alto oltre 20 metri, pesa più di 80 tonnellate), la Centrale Montemartini fino alla metà del secolo scorso forniva energia elettrica a gran parte della città. Divenuta obsoleta, fu chiusa definitivamente nel 1963. Utilizzata sporadicamente come sala conferenze, nel 1997 divenne deposito temporaneo delle opere dei Musei Capitolini allora in ristrutturazione.

Si comprese in quel momento come proprio gli immani marchingegni in disuso, con le loro scure scocche metalliche fitte di quadranti e manopole da cui si dipartono intrecci di tubi e passerelle, costituissero uno sfondo originale ed evocativo per il candore delle statue romane lì custodite. Talvolta appare vero il contrario: è l’arte romana a fare da sfondo all’archeologia industriale. Da quest’intreccio nacque un museo straordinario che dal 2005 ospita una collezione permanente altrimenti destinata alla polvere dei magazzini.

Centrale Montemartini | Rome #centralemontemartini

A post shared by Pablo Fernandez-Canivell Giner (@pablofcanivell) on

Cosa c’è nel museo della Centrale Montemartini

Il museo ospita soprattutto statuaria romana dall’età repubblicana alla tarda età imperiale. Opere rinvenute al centro di Roma o negli horti delle domus che si trovavano fuori città. È diviso in tre enormi ambienti: la sala colonne al piano terra, la sala caldaie e la sala macchine al primo piano. Nella sala macchine, accanto ai giganteschi motori, troviamo soprattutto busti di una quantità di soggetti diversi dell’antica Roma, dagli imperatori ai pugili, personaggi del mito come Icaro, ma anche matrone e favoriti, come Antinoo, il favorito dell’imperatore Adriano.

#Capolavori: Statua di #Antinoo, #scultura di età adrianea, conservata nella #CentraleMontemartini. La scultura appartiene alla parte superiore di una statua di Antinoo, il giovane originario dalla Bitinia favorito dell’imperatore Adriano, morto in giovane età nel 130 d.C. in #Egitto. In questa replica il volto, dalle superfici morbide e levigate, contrasta con la folta chioma chiaroscurata, formata da ciocche ondulate terminanti in riccioli che discendono sulla nuca dove sono raccolti in un nodo. Gli occhi, stretti e dalla forma allungata, hanno lo sguardo di languida tristezza, caratteristica comune nei ritratti del favorito di Adriano. Pur rimanendo dell’originale statua solo la parte superiore, la copia ritrae il giovane nelle fattezze dell’Apollo del #Tevere, un modello statuario concepito in #Grecia nel V secolo a.C., come prova la somiglianza con una statua di Antinoo di #Delfi, di più facile lettura in quanto meglio conservata.

A post shared by #MiCRoma (@museiincomuneroma) on

In fondo alla sala macchine c’è il frontone, ricostruito, del tempio di Apollo Sosiano: le sculture, originali greci portati a Roma nell’età di Augusto, raffigurano la battaglia tra greci e amazzoni.

I resti del tempio li puoi vedere ancora oggi al centro di Roma, davanti al Teatro di Marcello.

Prima dell’uscita dalla sala, ti imbatterai nei resti di una scultura colossale della dea Fortuna. Era un cosiddetto “acrolito”: solo testa, braccia e piedi erano in marmo, il resto in legno. L’unghia del mignolo della statua è grande come la tua mano.

La sala caldaie misura più di 1000 mq. Vi si trova un bellissimo mosaico con scene di caccia ma soprattutto il capolavoro del museo, la statua (copia di un originale greco di età ellenistica) della sognante musa Polimnia. La figura femminile è a grandezza naturale (1 metro e 56), indossa un peplo e si stringe addosso un pesante mantello, mentre guarda lontano con sguardo disteso e carico di espressività.

Nella sala caldaie si può anche osservare una vera rarità. Una statua romana con la raffinatissima decorazione degli occhi ancora visibile. Rappresenta Marsia, il sileno che osò sfidare Apollo suonando l’aulos, uscendone sconfitto. In uno dei due occhi il bulbo è in pietra calcarea, l’iride in pasta di vetro mentre le ciglia sono realizzate in bronzo.

Per informazioni su orari e biglietti, oltre a una mappa delle tre sale con un resoconto dettagliato del loro contenuto, visita il sito ufficiale della Centrale Montemartini

Immagini: Copertina | 1 |