Il cimitero dei pirati: uno dei luoghi più misteriosi del Madagascar

Il cimitero dei pirati: uno dei luoghi più misteriosi del Madagascar

Quella del pirata è sempre stata una figura affascinante dal punto di vista narrativo. I pirati e le piratesse hanno incarnato il mistero e l’avventura della vita in mare, senza regole e padroni. I più famosi sono stati i pirati che hanno solcato i mari dei Caraibi. Ma non molti sanno che il cimitero dei pirati più famoso del mondo è in Madagascar.

Sull’isola Sainte-Marie, infatti—al largo della costa nord orientale del Madagascar—fra il XVII e il XVIII secolo si stabilirono molti famosi pirati, fra cui il grande corsaro scozzese William Kidd. La presenza dei pirati sull’isola si mescolò con quella dei villaggi autoctoni, creando nel tempo una vera e propria etnia. Gli Zana-Malata.

Una nuova base dei pirati

I pirati scelsero come nuova base Île Sainte-Marie perché i mari dei Caraibi erano ormai troppo pericolosi. La marina britannica delle Indie Occidentali, infatti, aveva rafforzato il proprio impegno nello sgominare le navi pirata. E quindi non era più possibile portare avanti le scorribande e gli assalti alle navi mercantili come un tempo.

Così, molti dei pirati che imperversavano nelle Indie Occidentali decisero di trasferirsi sulle coste dell’oceano Indiano per sottrarsi alla pressione della marina britannica. E Île Sainte-Marie rappresentava una base perfetta.

Foto di Sandy Marie. Via.

Foto di Sandy Marie. Via.

Tutte le navi mercantili europee di ritorno dalle rotte dell’oceano Indiano passavano da quelle acque, e molte delle isole che formavano l’arcipelago erano sconosciute e nascoste. In particolare le isolette aux Forbans, vicino al capoluogo di Ambodifotatra, dove appunto oggi si trovano le tombe dei pirati.

Qui i pirati non soltanto trovarono un porto sicuro dove nascondersi dopo le razzie, ma anche un luogo florido pieno di frutti e di viveri, e abitato da una popolazione ospitale. Che tollerava la loro presenza. Tanto che secondo le leggende fu proprio in questo luogo che venne fondata la Repubblica pirata Libertalia.

Ovviamente quest’ultima è soltanto una leggenda, ma è certo che i pirati—inglesi, olandesi, francesi—si integrarono perfettamente nella zona. Tanto che mischiandosi con le popolazioni Betsimisaraka diedero vita a un nuovo gruppo etnico, gli Zana-Malata. Il sovrano Ratsimilaho, infatti, era figlio di un pirata inglese.

Il cimitero dei pirati

I pirati che transitarono o vissero a Île Sainte-Marie sono stati moltissimi. E fra questi c’erano alcuni dei corsari più famosi del mondo: Adam Baldridge, Olivier Levasseur, Henry Every, Robert Culliford, Abraham Samuel e Thomas Tew. Che le autorità locali sostengono siano tutti sepolti sull’isola.

Perfino il celebre pirata scozzese William Kidd si ritiene riposi a Île Sainte-Marie, sepolto verticalmente come punizione per i suoi peccati. Kidd era passato alla storia come colui che aveva accumulato il tesoro pirata più ricco di tutti i tempi. Dopo essere arrivato in Madagascar, infatti, aveva assaltato la nave Quedagh Merchant, trafugando un bottino pari a 400 tonnellate di monete d’oro.

Foto di Antony Stanley. Via.

Foto di Antony Stanley. Via.

In realtà le tombe pirata presenti sull’isola non presentano il nome dei defunti, ma solo il classico teschio con la croce d’ossa. Nel corso del tempo le autorità del Madagascar ne hanno contate circa 1000. L’unica tomba con un’incisione ancora leggibile recita: “Joseph Pierre, 1788. Dal suo amico Hulin. Viandanti, pregate per lui”.

Nelle acque che circondano Île Sainte-Marie, poi, sono stati ritrovati i relitti di diverse navi. Fra cui, si ritiene, vi sia anche il relitto della nave di Kidd.

Visitare il cimitero

Oggi il cimitero dei pirati è una delle attrazioni più famose di questa parte di Madagascar, e arrivando sull’isola si possono prenotare diversi tour che prevedono una visita guidata della zona. L’entrata nel piccolo parco che conserva le tombe costa solo 2000 ariary (circa 50 centesimi di euro).

Per approfondire: ricca è la bibliografia dedicata ai pirati. Noi ti consigliamo il classico (non solo della letteratura per ragazzi) L’isola del tesoro di R.L. Stevenson. La vera storia del pirata Long John Silver scritto dal professore Bjorn Larsson e Storia della pirateria, opera del maggior esperto mondiale di pirateria, David Cordingly.

Immagine di copertina di sandy marie