Cinque copertine censurate degli album più importanti della storia

Cinque copertine censurate degli album più importanti della storia

Le copertine degli album non hanno sempre accompagnato il disco, ma sono state un’invenzione successiva. Nel momento in cui però si è intuito che avrebbero potuto sostituire le custodie in cartone anonime con immagini artistiche di alto livello (e che queste potessero direttamente aumentare le vendite), le case di produzione e gli stessi artisti hanno compreso l’importanza di realizzarne di magnifiche.

Tuttavia in alcuni casi, non si è trattato semplicemente di copertine più o meno belle, ma di copertine estreme. Copertine che venivano censurate sia in fase di stampa che dopo la messa in commercio. Oggi alcune delle ragioni delle passate censure ci fanno sorridere ma in un certo senso, nel bene e nel male, anche queste hanno contributo alla leggenda dei loro artisti. Abbiamo quindi deciso di raccogliere cinque speciali copertine, tra le più apprezzate dai collezionisti.

Beatles

La copertina di “Yesterday and Today“, del 1966, è passata alla storia come la Butcher cover (La copertina del macellaio). I componenti della band sono vestiti con un camice bianco, mentre macabre bambolepezzi di carne sono sparsi un po’ dappertutto.

 Un risultato non propriamente delizioso (McCartney aveva detto che si trattava del loro “commento sulla guerra in Vietnam”), tanto che le copertine vennero censurate subito dalla Capitol Records, anche nel caso di quelle già in commercio: l’ordine era di applicare una seconda copertina su quella censurata. Oggi chi possiede quell’originale ha in mano un tesoro.

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Frank Zappa

Il geniale chitarrista, compositore e cantante di Baltimora, una delle menti musicali più dissacranti del Novecento, non poteva non far parte di questa classifica. La copertina di “We’re only it for the money“, del 1968, scimmiotta la celeberrima cover dei Beatles, quella di “Sgt.Pepper’s Lonely Hearts Club Band“, uscita l’anno precedente, ripresa in chiave ironica.

Quello che si prende in giro è la controcultura di quegli anni (quella dei figli dei fiori per intendersi) in contrasto con il titolo “We’re only it for the money” (“Siamo qui solo per i soldi”).

Zappa, molto correttamente, all’iniziò chiamò Paul McCartney per chiedergli se poteva parodiare la copertina. Paul non era entusiasta e disse che non dipendeva da lui ma dall’etichetta musicale. La casa discografica di Zappa però, per paura di ritorsioni economiche, pensò bene di metterla all’interno del disco, e non in bella vista come copertina, inserendo in questa posizione l’immagine della band su uno sfondo giallo (guarda caso come quella che i Beatles avevano messo all’interno del loro album…).

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David Bowie

Nell’album del 1974, uno dei più belli della discografia del Duca Bianco, David Bowie viene ritratto in copertina dall’artista belga Guy Peellaert con due cani alle spalle dalle fattezze umane. Lo stesso Bowie (se si apre tutto il libretto del disco) viene mostrato in parte umano e in parte cane.

Il risultato è a dir poco inquietante. La copertina suscitò molte polemiche perché il cane aveva in bella mostra i genitali, tanto che il disegno (per le successive ristampe) venne corretto dallo stesso artista Peellaert che scurì la parte incriminata.

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John Lennon e Yoko Ono

Anche qui si tratta di nudi (ma decisamente meno inquietanti), coperti allo stesso modo in fase successiva. La copertina dell’album “Unfinished Music No.1: Two Virgins di Lennon e Ono mostrava la coppia completamente nuda. Per andare in stampa gli artisti accettarono il compromesso di farsi coprire da una busta marrone lasciando scoperti i visi e il titolo dell’album. A scagliarsi contro l’album e la copertina osé ci furono anche gli altri Beatles.

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Nirvana

Terminiamo la classifica con loro, il gruppo più importante degli anni Novanta: i Nirvana. Nella loro esigua (ma straordinaria) discografia, ben due sono state le copertine censurate: sia quella di Nevermind che quella di In Utero.

La prima perché “era inaccettabile mostrare un bambino nudo”, la seconda perché l’angelo trasparente era troppo inquietante. Per ovviare allo shock che avrebbero causato queste due copertine, alcuni negozi decisero spontaneamente di aggiungere dei pezzi di carta su ogni copia per coprire le parti incriminate.

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