Cinque leggende a cui i nostri antenati hanno creduto

Cinque leggende a cui i nostri antenati hanno creduto

I miti e le leggende fanno parte della nostra storia culturale: creature magiche, città e luoghi mai esistiti, uomini dotati di una forza sovrumana. La letteratura—ma anche la cultura pop—è piena di storie del genere.

Ormai grazie a internet siamo in grado di smascherare velocemente le notizie false, ma un tempo non era così semplice, e i nostri antenati spesso hanno preso come autentiche alcune leggende che non avevano fondamento.  Alberi carnivori, giganti, uomini pietrificati: abbiamo deciso di raccogliere cinque dei più famosi falsi miti della storia.

Le sirene delle Fiji

Per motivi religiosi i pescatori delle Fiji, fino al diciannovesimo secolo, erano abituati a creare delle piccole statue di buon augurio che raffiguravano delle creature col busto di una scimmia e le pinne di un pesce. Alcuni viaggiatori americani, arrivati nelle Fiji nel 1822, si accorsero della strana usanza, e presto nacque il mito delle “sirene delle Fiji“, esportato in tutto il mondo da racconti ingigantiti.

La collezione del conte di Fortsas

Nel 1840 in Belgio venne messa in giro la voce, falsa, che un facoltoso conte, residente nella cittadina di Binche, fosse deceduto, lasciando in eredità ai propri figli una collezione inestimabile di 11 libri in edizione unica. Per l’intero paese si sparse la notizia che i figli del conte, ignari del valore delle opere lasciate dal padre, avessero l’intenzione di metterli all’asta. Nella cittadina quindi si presentarono bibliofili e librai provenienti da tutto il paese per acquistare dei libri che non esistevano.

L’uomo pietrificato

Nel 1862 su un noto quotidiano del Nevada, negli Stati Uniti, venne pubblicata la notizia del ritrovamento di un uomo pietrificato. Secondo l’immaginaria ricostruzione, l’uomo era vissuto un secolo prima, e il suo corpo, per qualche strana ragione, era diventato di granito. All’epoca le leggende sulla pietrificazione erano molto diffuse nel paese, e gli abitanti del Nevada tramandarono per anni quella storia nonostante poco dopo la pubblicazione dell’articolo venne appurata la sua falsità.

L’albero mangia uomini

Nel 1874 un presunto esploratore tedesco di nome Karl Liche, rilasciò un’intervista al quotidiano americano New York World in cui sosteneva di aver visto, durante un viaggio in Madagascar, un albero che si nutriva di uomini. La storia si diffuse in maniera incontrollata, e soltanto nel 1955 lo storico della scienza Willy Ley dimostrò che non era mai esistita sul pianeta, in nessuna epoca, una pianta del genere.

I giganti della Patagonia

A causa dei racconti del navigatore vicentino Antonio Pigafetta, nella prima metà del 1500 si diffuse la convinzione che la Patagonia fosse abitata da giganti. La diceria si diffuse per parecchio tempo, alimentata via via dai racconti che—forse per non destare delusione in chi ascoltava—i viaggiatori che visitavano questa regione amavano tramandare. Solo nel 1773 il generale inglese John Hawkesworth, in uno dei suoi diari, testimoniò in modo chiaro come le persone incontrate da lui in Patagonia, anche quelli più alti, non avevano niente di diverso rispetto agli inglesi.

Immagini: Copertina