Cinque libri brevi da leggere in vacanza

Cinque libri brevi da leggere in vacanza

Una delle caratteristiche solitamente meno esaltate dei romanzi è la rapidità di lettura. Non tutti hanno il tempo—o la pazienza—di potersi dedicare a opere corpose. Per questo motivo i libri brevi di grande qualità sono preziosi. Consentono di godersi la storia in poche sessioni di lettura, talvolta anche una soltanto.

Questi libri brevi sono perfetti da portare in vacanza. Durante un lungo viaggio aereo, mentre si sta in spiaggia a prendere il sole, ci possiamo dedicare interamente alla storia. Esistono libri brevi di diverso tipo: la lunghezza, infatti, non è sempre sinonimo di qualità. Ci sono romanzi complessi e tortuosi, e storie divertenti e leggere. Eccone alcuni.

Il vecchio e il mare – Ernest Hemingway

L’opera forse più celebre di Hemingway—quella che gli fece vincere il Pulitzer nel 1953—è un perfetto esempio di come si possa coniugare brevità e potenza espressiva in un romanzo. Nelle 124 pagine che compongono Il vecchio e il mare il lettore può trovare una storia al tempo stesso  semplice e profonda. Racconta un episodio della vita di Santiago, un anziano pescatore cubano che da 84 giorni non riesce a prendere nemmeno un pesce.

Tutto il villaggio comincia a prenderlo in giro, e perfino il suo giovane aiutante lo abbandona perché crede che sia colpito da una sfortuna impossibile da sconfiggere. Ma Santiago non si arrende, e il libro affronta proprio la sua ultima battuta di pesca. Con un esito estremamente commovente.

È il libro di Hemingway in cui il tema della “grace under pressure“, tipico dello scrittore, trova la sua esplicazione più diretta. Attraverso la dignità del vecchio Santiago di fronte alla sfortuna. Esemplificata dalla celebre frase “l’uomo può essere ucciso, ma non sconfitto.”

La bella estate – Cesare Pavese

Questo breve romanzo—composto da 111 pagine—è il primo dell’omonima trilogia che comprende anche Il diavolo sulle colline e Tra donne sole. La stessa trilogia che nel 1950 fece vincere a Cesare Pavese il Premio Strega. Ognuno di questi brevi romanzi rappresenta un lavoro autonomo, che si lega agli altri soltanto attraverso la tematica principale: il passaggio dall’infanzia all’età adulta attraverso la scoperta del dolore e della sconfitta.

La fine delle illusioni, insomma. Che nel caso de La bella estate, è soprattutto esemplificato dal passaggio fra vita rurale, e vita urbana. Racconta la storia di Ginia, una bella ragazza di campagna che raggiunge il fratello operaio in una grande città per iniziare a lavorare in un atelier. Sprovveduta e piena di entusiasmo, viene sedotta dal fascino di un gruppo di artisti che la introducono a uno stile di vita discolo e senza regole a cui non è abituata. E da questa esperienza la sua visione dell’amore e del mondo uscirà profondamente cambiata.

Sicuramente fra i libri brevi più consigliati: proprio perché la sua lettura può essere centellinata, e riserva continuamente nuove scoperte.

Le piccole virtù – Natalia Ginzburg

Questa piccola raccolta151 pagine che si leggono d’un fiato—di racconti e saggi è un’opera trasversale della Ginzburg. Comprende brevi scritti composti fra il 1944 e il 1960: che raccontano e spiegano in modo evocativo molti “angoli” della società italiana. Dall’esperienza dolorosa della guerra, al ritratto postumo dell’amico scrittore Cesare Pavese, alle condizioni delle donne italiane nel dopoguerra, ad analisi schiette e affilate della struttura familiare italiana.

Un libro che racchiude molti spunti di riflessione sul passato del nostro Paese. E che riesce allo stesso tempo a dare uno spaccato anche del modo in cui si iniziava a guardare all’estero nel dopoguerra, con il saggio sull’Inghilterra laburista, ad esempio. Testimoniando la capacità della Ginzburg di offrire un punto di vista estremamente personale, ma allo stesso tempo sempre obiettivo.

L’Incanto del lotto 49 – Thomas Pynchon

Per chi ama le letture più complesse, invece—ma cerca comunque qualcosa di rapido—un libro perfetto potrebbe essere L’incanto del lotto 49. Difficilmente i libri brevi riescono a rappresentare letture così intense e ostiche come in questo caso. Questo breve romanzo di 174 pagine, infatti, rappresenta un’esperienza di lettura che non va sottovalutata. Come tutti i libri di Pynchon, infatti, è molto complesso. È infatti una delle pietre miliari del post-modernismo: il secondo lavoro del trittico—con V e L’arcobaleno della gravità—che fece conoscere Pynchon in tutto il mondo.

Racconta le avventure di Oedipa Maas. Una normale casalinga laureata in lettere che, dopo essere stata nominata esecutrice testamentaria di un suo ex fidanzato, finisce all’interno di un complotto mondiale di cui è impossibile delineare i contorni. E dietro cui si nasconde una misteriosa associazione massonica. Nota come Tristero.

In realtà l’esperienza del lettore non è mai lineare. Mentre si procede lungo il romanzo, infatti, non si riesce mai realmente a comprendere se la trama è reale, se è casuale, o se rappresenta semplicemente una fantasia.

Colazione da Tiffany – Truman Capote

Questo piccolo romanzo è forse il più famoso fra quelli scritti dal celebre autore americano. Soprattutto perché è stato poi trasformato in un famoso film con Audrey Hepburn. È lungo solo 128 pagine, ma racconta—attraverso l’occhio di uno scrittore-ammiratore—uno spaccato della vita di Holly Golightly. Una giovane ragazza di New York piena di entusiasmo e dalla vita complicata.

Holly conduce un’esistenza molto variegata. Fra relazioni amorose con facoltosi uomini dell’upper east side, rapporti misteriosi con boss mafiosi, uomini politici, e uscite mondane. Una storia piena di colpi di scena, che oltre a raccontare le vicende di Holly mette anche in mostra il lato più nascosto di New York.

Immagini: Copertina