Cinque tra i libri più belli di Stephen King che sono diventati dei film

Cinque tra i libri più belli di Stephen King che sono diventati dei film

È soprannominato il “Maestro dell’horror“, lo scrittore che ha spaventato più lettori negli ultimi 40 anni, ha venduto 500 milioni di copie, ha ricevuto tantissimi premi, le sue opere sono diventate quasi sempre film e serie tv: stiamo parlando di Stephen Edwin King.

La parabola di King però è stata imprevedibile. Per molti anni, nonostante i successi di vendite (o forse si potrebbe dire “proprio per questo”), King veniva definito, in maniera dispregiativa, un “maestro della prosa post-alfabetizzata”. Soltanto negli ultimi 20 anni la figura e la dignità letteraria sono state rivalutate. Oggi nessuno si sognerebbe mai di mettere in discussione il suo lavoro. È un modello soprattutto per gli scrittori emergenti: come abbiamo visto nel caso dei suoi “Dieci consigli su come scrivere il primo romanzo”.

Autore di quasi 60 romanzi, e più di dieci raccolte di racconti (per non citare gli articoli e gli studi), King è uno scrittore impressionante, dotato di un immaginario dal quale, spesso e volentieri, il cinema e la tv hanno attinto.

Soprattutto per il genere dell’horror. Il 19 ottobre uscirà in Italia It e per l’occasione abbiamo deciso di riproporti cinque tra i suoi libri più belli che hanno dato vita a splendide trasposizioni cinematografiche e televisive. Rivediamole insieme.

Carrie

La gente non migliora, diventa solo più furba. Quando diventi più furbo, non smetti di strappare le ali alle mosche, cerchi solo di trovare dei motivi migliori per farlo.

Non si poteva non iniziare dall’opera prima di King, datata 1974. Se questo primo libro è stato pubblicato è merito anche della moglie, Tabitha Spruce (alla quale King dedica il libro), che non ha mai smesso di incoraggiarlo (raccogliendo anche le bozze buttate nel cestino). La trama racconta di un’adolescente bullizzata dai compagni e che in uno dei momenti di rabbia scopre di avere un dono, quello della telecinesi. Ma presto questo dono si trasforma in un incubo.

Da Carrie il regista Brian de Palma realizzò un grande film, due anni dopo, una delle poche trasposizioni che King apprezzava. È stato il primo horror a essere nominato agli Oscar. Nel film appare per la prima volta sugli schermi anche John Travolta.

Shining

Le lacrime che guariscono sono anche le lacrime che scottano e feriscono.

Il nome di King comincia a girare anche fuori dai circoli letterari. Questa prima parentesi è contraddistinta da alcuni libri fortunatissimi e molto belli, tra cui quello del 1977: Shining. Le inquietanti vicende dell’Overlook Hotel, messe in scena da quel genio di Stanley Kubrick (nel 1980), sono il pretesto artistico per approfondire temi molto seri, attuali e profondi: la dipendenza da alcol e le relazioni personali tra genitori e figli.

La prima edizione di questo splendido libro ha venduto 47 mila copie, mentre la seconda ha superato i quattro milioni. In Italia ha circolato un’edizione, oggi introvabile e rarissima, con un titolo à la Tiziano Sclavi: “Una splendida festa di morte”.

L’ombra dello scorpione

Ma nessuno sa quanto durano cinque minuti nel buio; si potrebbe dire che, nel buio, cinque minuti non esistono.

Altro romanzo, tra i più amati dello scrittore, è un’opera post-apocalittica la cui trama narra di un morbo letale che scatena la fine del mondo. Il 99% della popolazione non sopravvive all’epidemia, tranne Mother Abagail, una veggente ultracentenaria, e Randall, il “signore delle tenebre”, che metteranno in scena l’ultima lotta tra il Bene e il Male.

È uno dei romanzi che ha richiesto a King più tempo, un anno e quattro mesi di scrittura. Verso la fine della stesura voleva abbandonare l’impresa ma guardando le oltre 500 pagine scritte pensò al rimpianto che ne sarebbe seguito. Negli anni Novanta uscì anche una versione integrale ancora più lunga. Forse proprio per la sua lunghezza nessuno è mai riuscito a tirarne fuori un film, neanche Romero, ma venne prodotta una miniserie tv, divisa in quattro puntate, nel 1994.

Stagioni diverse

L’amore ha i denti; i denti mordono; i morsi non guariscono mai. Nessuna parola, nessuna combinazione di parole, può chiudere le ferite d’amore. È tutto il contrario, questo è il bello. Se quelle ferite si asciugano, le parole muoiono con loro.

Tra i libri più rappresentativi del “Maestro del brivido” non poteva certo mancare un libro di racconti. In particolare questa seconda raccolta, del 1982, intitolata “Stagioni diverse”. Tre dei quattro racconti contenuti nel libro sono diventati film. Il primo, “Rita Hayworth e la redenzione di Shawshank“, nel 1994 è diventato “Le ali della libertà”; il secondo, “Un ragazzo sveglio” sarà nel 1998 “L’allievo” e il terzo, “Il corpo (stand by me)” l’omonimo film del 1986. Il quarto racconto altrettanto bello come gli altri tre è intitolato “Il metodo di respirazione”. I racconti sono stati pensati da King la sera, prima di addormentarsi: era il suo modo di allentare la tensione dopo la stesura giornaliera dei romanzi.

It

Il terrore che sarebbe durato per ventotto anni, ma forse anche di più, ebbe inizio, per quel che mi è dato sapere e narrare, con una barchetta di carta di giornale che scendeva lungo un marciapiede in un rivolo gonfio di pioggia.

Un libro capolavoro e un film spaventoso: It del 1986. Il clown Pennywise è ancora in grado di spaventare i ragazzi delle nuove generazioni. Affrontato da Bill e il suo gruppo di amici (del Club dei Perdenti), It è un romanzo horror che sa raccontare benissimo la paura di diventare grandi e il trauma che si può nascondere dietro questo passaggio. È un inno all’amicizia. È uno dei libri più amati dello scrittore. Qui si nasconde il suo stile nella forma più alta: nonostante la lunghezza si divora in poche ore di lettura. Il film esce in Italia il 19 ottobre, diretto da Andrés Muschietti (lo stesso de La madre). Oltreoceano il film ha già battuto il record di incassi per un film horror.

Immagine via Wikipedia