Curiosità e miti da sfatare su Cleopatra, l’ultima regina d’Egitto

Curiosità e miti da sfatare su Cleopatra, l’ultima regina d’Egitto

Come viene riportato nei libri di storia, Cleopatra (69 a.C., 30 a.C.) è stata l’ultima regina d’Egitto. Anche se, per la precisione, dovremmo dire Cleopatra VII—visto che ci furono prima ben sei regine col suo nome. Soltanto che, a differenza delle altre regnanti egizie, la sua breve vita è diventata così famosa da essere entrata nel mito. Tanto da essere più volte romanzata: basti pensare, per dirne una, al Colossal del 1963 in cui la regina egizia è interpretata dalla bellissima Liz Taylor.

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Nello specifico, le distorsioni riguardanti la biografia di Cleopatra sono da rintracciarsi nei quadri degli artisti dal Rinascimento in poi. I casi più eclatanti, in tal senso, sono i dipinti del Settecento di Giambattista Tiepolo, il quale realizzò tele in cui Cleopatra è rappresentata con lunghi capelli biondi e tratti nordici. Insomma, un po’ quello che successe dopo con le rappresentazioni della regina di Francia, Maria Antonietta.

Come narrato invece dal pensatore Plutarco (48 d.C. – 125 d.C.), Cleopatra non era esattamente eterea: aveva lunghi capelli corvini, un naso aquilino ed era solita vestirsi con abiti maschili—usanza molto comune per le donne faraone dell’epoca. L’immenso fascino di Cleopatra derivava piuttosto da altre qualità: abilità oratoria, simpatia e spiccato acume.

La regnante, infatti, era di grande cultura: era una grande appassionata di letteratura greca, astronomia e aritmetica. Oltretutto, aveva anche una naturale predisposizione per le lingue: si narra che ne conoscesse almeno otto. Tra cui proprio l’egizio, considerato volgare dialetto dai suoi predecessori.

cleopatra

Questo perché Cleopatra non era in realtà egizia, ma macedone come tutta la sua famiglia. Era una diretta discendente di Alessandro Magno, suo padre era il faraone Tolomeo XII, sua madre probabilmente una concubina di quest’ultimo. Ma a differenza dei suoi parenti—per la sua predisposizione all’ars politica—Cleopatra aveva intuito l’importanza del vernacolo parlato dal popolo. Padroneggiarlo le permise infatti di far credere ai suoi sudditi d’essere la reincarnazione di Iside, dea di maternità, fertilità e magia. Anche se, a dirla tutta, il declino del regno di Cleopatra parte proprio da queste ultime tre parole.

La caduta del Regno Tolemaico d’Egitto a opera della Repubblica Romana iniziò proprio dagli intrecci che Cleopatra instaurò con due dei suoi maggiori esponenti. Il primo fu sicuramente il console e dittatore Giulio Cesare, grazie al quale la faraona poté riconquistare Alessandria usurpata dal fratello Tolomeo XIII. Il secondo—ed è storia nota—fu invece col console Marco Antonio dal quale ebbe tre figli. Sebbene agli storici sorga qualche dubbio sull’autenticità della prima relazione, è indubbio che Cleopatra fosse gelosissima di Antonio: quando questi sposò la moglie dell’avversario Ottaviano per questioni politiche, la regnante volle comunque sposarlo con rito egizio subito dopo.

Iniziarono così le prime campagne diffamatorie su Cleopatra: proprio Ottaviano iniziò a dire che la regnante avesse sedotto con la magia Marco Antonio. Così, per rispondere alle offese, la faraona mise insieme un esercito e una flotta per iniziare una guerra—che poi perse.

Arrivati a questo punto, la cosa da sottolineare è che Cleopatra non si uccise per amore: preferì morire da regnante, piuttosto che per mano dei romani. Tra l’altro, non è sicura la specie di serpente che scelse per il morso fatale (probabilmente un echide carenato, vipera comune in Medio Oriente).

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Un’ultima postilla: sembra proprio vero che Cleopatra si facesse il bagno nel latte di asina, perché considerato nell’antichità elisir di bellezza.

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