Sfoglia il Codex Seraphinianus, uno dei libri più strani della storia

Sfoglia il Codex Seraphinianus, uno dei libri più strani della storia

Il Codex Seraphinianus, volume che contiene un migliaio di straordinarie illustrazioni corredate da testi indecifrabili scritti in un alfabeto inesistente, è uno dei libri più strani e misteriosi mai pubblicati. Benché, a differenza di antecedenti celebri e più o meno affini, come il Manoscritto Voynich, non risalga a tempi relativamente antichi. L’autore infatti è ancora in vita.

Il versatile Luigi Serafini (nato nel 1949), che è disegnatore, architetto, pittore e scrittore, lo creò prima di compiere i trent’anni fra il 1976 e il 1978, in una casa di Sant’Andrea delle Fratte, nella Roma barocca.

Riuscì a farlo pubblicare (senza nome dell’autore in copertina) per la prima volta nel 1981 da un colto editore, Franco Maria Ricci: responsabile della più elegante rivista italiana d’arte, FMR, e del più grande labirinto del mondo, realizzato in vari tipi di bambù, il Labirinto della Masone a Fontanellato (Parma).

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In una nota introduttiva alla prima edizione, l’editore suggeriva al lettore come leggere il Codex. Come “qualche Unno penetrato sino alla Biblioteca” di un convento espugnato. O come “un bimbo che ancora non ha appreso la lettura, ma che gioisce dei sogni e delle fantasie che le immagini gli suggeriscono”.

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Serafini stesso, in una glossa all’edizione più recente, racconta di aver accostato alle immagini fantastiche una lingua inventata pensando alle sensazioni del bambino che “guarda le figure” di un libro che non può ancora leggere. Ma cos’è il Codex Seraphinianus? Cerchiamo di scoprirlo insieme.

Cosa c’è nel Codex Seraphinianus

Il libro sembra un assemblaggio di enciclopedici dispacci inviati da un altroquando. “Come, vedendo due quartine e due terzine, non si fatica a riconoscere il sonetto, così il lettore non faticherà a riconoscere nel Codex Seraphinianus una metrica di enciclopedia”. Così ne scriveva l’editore. Un’enciclopedia in cui “si rispecchiano una scienza e un mondo insieme simili e dissimili dai nostri”.

Fra le pagine vediamo coccinelle che come in un processo di divisione cellulare si formano da una ciambella fluida al bordo. Varietà di pesci che somigliano a bulbi oculari (almeno per noi: per gli abitanti del mondo fantastico che il Codex rispecchia, chissà?). Descrizioni minute di assurde discipline sportive. Musi di cervi interrati in vasi di coccio: le corna diventano rami fogliati. La comunicazione, nel Codex Seraphinianus, passa tutta attraverso le immagini, “chiarite” da testi, paradossalmente, non intellegibili. Qualcuno ha anche provato a decifrarli, ma invano: la scrittura è asemica. L’esperimento di Luigi Serafini è dunque all’incrocio fra il libro d’arte e il libro-gioco. Lo sostiene Serafini stesso.

“In fondo il Codex è come le macchie di Rorschach: ciascuno ci vede quel che vuole (…) sei tu che lo fai parlare vedendoci dentro delle cose”. Ma cosa ci ha visto l’autore?

“Il mistero della nostra natura, da dove veniamo, dove andiamo. L’immaginazione e la vita sono quasi la stessa cosa”

Sfogliando il Codex, un riflesso condizionato porta subito alla mente le opere paradossali di Borges. Ma le influenze e i rimandi sono molteplici, e partono almeno dal gusto di Arcimboldo per gli assemblaggi arrivando fino al surrealismo. L’opera è stata amata da moltissimi critici, scrittori e artisti proprio per la sua feconda astrusità. Da Roland Barthes, che la lesse in anteprima, a Italo Calvino, che la commentò in un articolo poi stampato come prefazione. Da Federico Fellini a Leonardo Sciascia.

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Le edizioni del Codex Seraphinianus

La fortuna del libro è particolare, anche perché il Codex non ha bisogno di traduzioni. Al tempo della sua uscita in Italia fu poco notato, ma alcuni lettori dall’estero ne restarono affascinati. Nel 1983 uscirono quindi le edizioni americana, tedesca e olandese. Una delle immagini più singolari del Codex Seraphinianus deve forse la sua fama al fatto di trovarsi nella copertina dell’edizione americana: è quella della metamorfosi di due amanti che, nell’accoppiamento, si trasformano in un coccodrillo.

Dopo una nuova edizione Franco Maria Ricci nel 1993, in Italia il libro è stato stampato altre due volte da Rizzoli. La più recente edizione è del 2013. Negli anni il Codex Seraphinianus è diventato inaspettatamente di culto soprattutto negli Stati Uniti e su internet: la condivisione di una scansione del libro ha nutrito una vera e propria comunità di appassionati. Basta fare un giro su Instagram per notare che molte persone oggi se ne tatuano i disegni sulla pelle.

Here is the final version and the page with the drawings of Luigi serafini #tattoo #luigiserafini #codexseraphinianus #codex #tenkutattoo #? #?

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L’edizione più recente dell’opera si trova poco al di sotto dei 100 euro. Dando un’occhiata su AbeBooks scopri che un esemplare dell’edizione americana in buone condizioni non costa molto di più. La situazione cambia se si cerca l’edizione Franco Maria Ricci del 1993 o la prima edizione 1981

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