Le 10 colonne sonore più belle composte da Morricone per i film di Sergio Leone

Le 10 colonne sonore più belle composte da Morricone per i film di Sergio Leone

Dopo i 50 film più belli di sempre, oggi ti vogliamo parlare delle più belle colonne sonore dei film di Sergio Leone. Se citiamo il regista romano e i suoi magnifici western, non possiamo non menzionare anche il maestro Ennio Morricone che ha creato le musiche più famose del cinema. Qui sotto troverai la lista dei 10 brani più belli tratti dalle migliori colonne sonore, composte da Ennio Morricone per i film di Sergio Leone.

Colonne sonore e scienza: quando la musica smuove il cervello

Chi ascolta musica, riceve delle emozioni intense. Lo diamo per scontato ma in realtà lo dicono anche gli studi scientifici: “Sappiamo che la musica attiva parti del cervello che regolano l’emozione. La musica può aiutarci a concentrarci, a innescare ricordi, a farci desiderare di ballare”, come racconta Evan Puschak, scrittore ed editore molto famoso in America.

Uno studio apparso su Nature Neuroscience dimostra per la prima volta che una sequenza di note sapientemente arrangiata non si limita a toccare l’animo, ma anche il cervello. Ascoltare musica infatti libera dopamina, il neurotrasmettitore legato alla sensazione di piacere e appagamento, come quando mangiamo il piatto preferito.

Per questo motivo, la musica influenza il nostro stato d’animo e ci fa stare bene. La musica, inoltre, induce cambiamenti fisiologici come qualsiasi altro stimolo emotivo. A chi non è mai capitato di avere la pelle d’oca ascoltando una determinata canzone? Visto che la musica ha un legame così stretto con le emozioni, può stimolarci ad avere belle emozioni e aiutarci a ricordare più facilmente.

Nessuno regista meglio di Sergio Leone ha capito il legame simbiotico tra emozioni e musica, le colonne sonore possono diventare il successo del film. Il regista che ha inventato gli spaghetti western, è famoso per aver fatto conoscere il cinema italiano oltre i nostri confini e per aver dato l’impulso a creare colonne sonore indimenticabili, scritte da Ennio Morricone.

Curioso l’incontro tra i due maestri. Possiamo considerare quello tra Leone e Morricone uno dei sodalizi più lunghi e fruttuosi della storia del cinema. Morricone e il regista erano compagni di classe alle scuole elementari e nel 1964 più o meno trentenni, cominciarono a collaborare. La prima colonna sonora che il musicista scrisse per Leone fu per il film Per un pugno di dollari nel 1964, proseguendo per altri 4 film di genere western.

Un’unione artistica che durò fino all’ultimo film di Leone, il gangster-movie C’era una volta in America, sodalizio che gli permise di comporre alcune tra le sue musiche più apprezzate, contribuendo notevolmente al successo dei film di Leone.

La musica protagonista del film: il caso emblematico di C’era una volta in America

Morricone e Leone erano due personalità molto forti e fumantine (famose le scenate del regista a Carlo Verdone, raccontate dallo stesso Verdone) ed ebbero molti screzi per motivi di lavoro, come ricorda Dario Argentoche scrisse con Bernardo Bertolucci la sceneggiatura di C’era una volta il west.

Nonostante la sua personalità ispida, Leone nutriva un profondo rispetto per il lavoro di Morricone, e molto del suo successo lo si deve alla perizia con cui utilizzava la musica nel film. Infatti il regista romano, a differenza della maggior parte dei cineasti, che commissionano la colonna sonora solo dopo aver completato le riprese e persino il montaggio, Leone faceva scrivere prima la colonna sonora a Morricone, e poi progettava le scene intorno a quelle composizioni.

La musica per Leone era davvero una specie di sceneggiatura. Ma non solo. La musica era anche un’attrice, nel senso che Leone la portò sul set in modo che i suoi attori potessero reagire durante le riprese e recitare con un sottofondo d’ispirazione che Leone usava per orchestrare le loro azioni ed espressioni. La musica nei film di Leone è una perfetta armonia tra suono e immagine, sia durante le inquadrature in campo lunghissimo con il paesaggio ampio, sia nei primi piani che prediligono il volto.

Tra i cineasti viventi, Quentin Tarantino ha chiaramente seguito le orme di Leone, al punto che ha incorporato la musica di Morricone in diversi film prima di commissionargli una colonna sonora originale per il suo western The Hateful Eight.

Solitamente invece la pratica standard ad Hollywood è quella di riempire la colonna sonora di un film in produzione con musica esistente e poi chiedere a un compositore di scrivere una musica sostitutiva che possa essere simile all’originale. Insomma una delle principali cause di tutto le colonne sonore senza mordente che ascoltiamo oggi. Tornare ai western di Leone è capire ancora una volta quale ruolo fondamentale può avere la musica nei film.

Colonne sonore di Sergio Leone: i brani più belli

1 Pastures of Plenty (tratto dal film Per un pugno di dollari, 1964)
Il motivo Pastures of Plenty, il celebre brano fischiato dal maestro Alessandro Alessandroni, è entrato nella storia del cinema. Lo squillo di tromba resta l’icona della resa dei conti: quelle note dolenti, di un’intensità drammatica, hanno raggiunto il cuore e le orecchie di chiunque. Tanto da diventare uno dei pezzi italiani più famosi al mondo. Il film insieme a Per qualche dollaro in più (1965) e Il buono, il brutto, il cattivo (1966), forma la cosiddetta Trilogia del Dollaro interpretata da Clint Eastwood.

2 Tema principale di Per qualche dollaro in più, 1965
Oltre a Eastwood e a Gian Maria Volonté, compare nel film anche un attore di culto degli anni ’70 e ’80: Mario Brega. Il tema principale della colonna sonora si avvale sempre della collaborazione del maestro Alessandro Alessandroni che con il suo indimenticabile fischio rende la musica sognante e sofferta.

3 L’estasi dell’oro (tratto da Il buono, il brutto il cattivo, 1966)

Il motivo è ricordato per essere il sottofondo musicale della scena in cui Tuco (Eli Wallach) cerca freneticamente, nel cimitero, la tomba dove si trovano 200.000 dollari in oro. Una curiosità: i Ramones erano soliti utilizzare il brano come introduzione ai loro concerti. Memorabile la voce della soprano Edda dell’Orso.

4 Tema principale de Il buono, il brutto il cattivo, 1966
Il film completa la trilogia western cominciata con Per un pugno di dollari e proseguita con Per qualche dollaro in più. Il motivo principale assomiglia a un ululato e viene utilizzato per i tre personaggi del film, ognuno caratterizzato da uno strumento diverso. Anche questo brano è entrato nella storia e ha contribuito ad accrescere la fama di Morricone.

5 L’uomo dell’armonica (tratto dal film C’era una volta il West, 1968)
Nel brano, l’armonica viene suonata seguendo l’esempio dei musicisti blues però con un’accezione intimidatoria, quasi a voler far presagire qualcosa di terribile. Nel film compaiono Henry Fonda e Claudia Cardinale. Anche le musiche di questo film sono ormai entrate a far parte della storia del cinema.

6 Tema principale di C’era una volta il West, 1968
Nel brano Morricone sceglie le note raffinate del clavicembalo, il cui scopo è quello di introdurre i vocalizzi sensuali della soprano Edda dell’Orso. L’ elegante fraseggio della cantante si sovrappone all’apparizione sullo schermo di Jill, il personaggio femminile interpretato da Claudia Cardinale. La voce senza parole della soprano conferisce alla traccia C’era una volta il West un tono epico che rievoca le distese infinite dell’Ovest, ostili e piene personaggi malvagi.

7 Sean Sean (tratto da Giù la testa, 1971)
Sean Sean (il cui titolo originale è in realtà “Giù la testa”), anche noto come “scion scion“, è un brano musicale composto da Ennio Morricone nel 1971 per la colonna sonora del film Giù la testa. Il ripetersi incalzante del tema vocale “Sean Sean” con l’aggiunta della vocalizzazione melodica di Edda Dell’Orso rendono il brano inconfondibile, con un Morricone che miscela fischi, strumenti insoliti, eteree voci femminili, oggetti e rumori per arricchire la musica.

8 Deborah’s Theme (tratto da C’era una volta in America, 1984)
Questo brano è una sinfonia di archi in cui la malinconia e la tristezza per l’amore perduto di Deborah, la donna del protagonista (Robert De Niro) riecheggia grazie alle note dolenti dei violini.

9 Cockeye’s Song (tratto da C’era una volta in America, 1984)
Indimenticabile nel brano il flauto di pan suonato da Gheorghe Zamfir che dà vita ad una sinfonia di grande intensità emotiva. Il motivo è riconoscibile fin dalle prime note grazie al particolare strumento usato.

10 Watch Chimes – Carillon’s Theme (tratto dal film Per qualche dollaro in più, 1964)
Nel brano un carillon fa da collante sonoro per questa musica che si intreccia delicata nel film. Perché è proprio un orologio carillon, con una foto di donna all’interno, che segna il confine tra la vita e la morte, una sinfonia malinconica contro il fuoco delle pistole violente.


Fonte: Openculture
Foto cover: GettyImages