Come adottare un bambino: l'iter nazionale e quello internazionale

Come adottare un bambino: l'iter nazionale e quello internazionale

Decidere di adottare un bambino è una scelta intima, faticosa, ma che rende felici ogni anno migliaia di coppie. Da dove iniziare a districarsi, però, considerando la giungla burocratica che avvolge le adozioni? La fonte più affidabile consultabile online è quella della Commissioni per le adozioni internazionali, promossa dalla Presidenza del Consiglio dei Ministri e quella del Ministero della Giustizia, riguardante quelle nazionali. Ecco alcuni punti fondamentali da seguire nell’iter di adozione, dalla domanda fino all’atto vero e proprio.

REQUISITI – “L’adozione è permessa ai coniugi uniti in matrimonio da almeno tre anni, o che raggiungano tale periodo sommando, alla durata del matrimonio, il periodo di convivenza prematrimoniale, e tra i quali non sussista separazione personale, neppure di fatto, e che siano idonei a educare, istruire ed in grado di mantenere i minori che intendano adottare”. Le condizioni per l’adozione internazionale sono identiche rispetto a quella nazionale, e sono previste dall’art. 6 della legge 184/83 (come modificata dalla legge 149/2001).

Per dar luogo all’adozione è necessaria:

• la dichiarazione dello stato di abbandono di un minore
• l’idoneità dei coniugi ad adottare

Il tribunale dei minorenni è l’istituto competente a emettere entrambi i provvedimenti e nel cui distretto è collocato il bambino abbandonato. L’affidamento preadottivo precede, appunto, l’adozione vera e propria, questo, una volta intervenuto, spezza la parentela tra i minori e i suoi familiari naturali, conferendo, al bambino, lo stato di figlio legittimo degli adottanti.
Competente a emettere entrambi i provvedimenti è il tribunale per i minorenni nel cui distretto si trova il bimbo abbandonato. L’età degli adottanti deve superare di almeno diciotto e di non più di quarantacinque anni l’età dell’adottando, quando il limite massimo di età degli adottanti sia superato da uno solo di essi in misura non superiore a dieci anni.

COME PRESENTARE LA DOMANDA – La domanda di disponibilità all’adozione, in carta semplice, corredata dei documenti che consentono di confermare il possesso dei requisiti richiesti, ha validità tre anni e, allo scadere del termine, può essere rinnovata, ripresentando la documentazione per comprovare la permanenza dei requisiti richiesti.

I documenti da correlare alla domanda sono:
• certificato di nascita dei richiedenti
• stato di famiglia
• dichiarazione di assenso all’adozione da parte dei genitori dei richiedenti, resa nella forma della dichiarazione sostitutiva di atto notorio, oppure, in caso di decesso certificato di morte dei genitori dei richiedenti
• certificato rilasciato dal medico curante
• certificati economici: mod.101 o mod. 740 oppure busta paga
• certificato del Casellario giudiziale dei richiedenti
• atto notorio oppure dichiarazione sostitutiva con l’attestazione che tra i coniugi adottanti non sussiste separazione personale neppure di fatto.

adozioni

ACCERTAMENTI – Il tribunale per i minorenni può disporre, tramite i servizi socio-assisetenziali degli enti locali o alle professionalità competenti delle aziende sanitarie locali ed ospedaliere, l’esecuzione d’indagini volte ad accertare la capacità di educare il minore, la situazione economica e personale, la salute, l’ambiente familiare dei richiedenti, i motivi della domanda. Tali indagini dovranno essere avviate e concluse entro centoventi giorni, prorogabili per non più di una volta.

AFFIDAMENTO PREADOTTIVO – Il tribunale per minori, dopo aver effettutato le indagini preposte e sottoposto i documenti ad accertamenti, sceglie, tra le coppie che hanno presentato la domanda, quella più idonea per il minore. Durante l’affidamento preadottivo, il tribunale, svolgerà attività di controllo, ma anche sostegno e potere di revocazione in presenza di gravi difficoltà.

ADOZIONE – A un anno dall’affidamento, prorogabile per un altro anno, il tribunale si pronuncia sull’adozione, ovviamente se soddisfatto di tutte le condizioni. Da questo momento in poi, cessano i rapporti dell’adottato con la famiglia di origine e quest’ultimo acquista lo stato di figlio legittimo degli adottanti portando definitivamente il loro cognome.

ADOZIONI INTERNAZIONALI – Adottare un bambino straniero è un percorso più articolato perchè le normative sono più complesse, occorre seguire procedure particolari, stabilite dalle leggi italiane e internazionali, altrimenti l’adozione straniera non sarà ritenuta valida. Sul sito Commissione per le adozioni internazionali è possibile seguire tutto l’iter, dalla domanda al rientro in Italia.

La Convenzione de L’Aja del 29 maggio 1993 sulla tutela dei minori e la cooperazione in materia di adozione internazionale è il principale strumento per garantire insieme i diritti dei bambini e i diritti di chi desidera adottarli, e per sconfiggere qualsiasi traffico di minori che possa instaurarsi a scopo di adozione. L’Italia ha aderito a questo patto con la legge 31 dicembre 1998 n.476, le cui norme hanno modificato la legge 4 maggio 1983 n.184 e regolano ora la procedura di adozione internazionale.