I consigli dei grandi autori su come scrivere meglio

I consigli dei grandi autori su come scrivere meglio

Nel film Mariti e mogli di Woody Allen un insegnante di scrittura creativa sentenzia:

Non si può insegnare a scrivere agli studenti. Ma solo indicare le buone letture a chi ha talento.

Un’idea condivisa da molti, quella secondo cui il talento per la scrittura non si possa insegnare, ma solo incoraggiare.

Eppure nel corso del tempo moltissimi grandi autori hanno cercato di insegnare come scrivere. Nabokov insegnò scrittura creativa per diverso tempo negli Stati Uniti. E così John Barth. E molti altri, invece, si sono limitati a dispensare consigli. Vediamone alcuni.

Italo Calvino

Per Calvino un aspirante scrittore doveva innanzitutto riuscire a rendere la propria prosa leggera (nel senso di elegante) e al tempo stesso evocativa. Nel linguaggio bisogna essere esatti, perché la letteratura è un’arma di difesa dall’approssimazione del linguaggio quotidiano. E a un aspirante scrittore, poi, fa sempre bene leggere i classici.

I classici sono quei libri che ci arrivano portando su di sé la traccia delle letture che hanno preceduto la nostra e dietro di sé la traccia che hanno lasciato nella cultura o nelle culture che hanno attraversato (o più semplicemente nel linguaggio o nel costume).

Raymond Carver

Anche per Carver una delle più grandi aspirazioni di uno scrittore deve essere la chiarezza del linguaggio. Nel libro Niente trucchi da quattro soldi, spiega bene questo concetto. Chi scrive deve rispetto al lettore. Non deve blandire il proprio ego cercando peripezie stilistiche inutili, e deve scrivere con sincerità e onestà. Un altro aspetto che incoraggia molto, nei giovani autori, è quello della riscrittura. Ritornare più volte su quello che si è scritto aiuta a migliorarlo, e a vederne i difetti con più lucidità.

Mi piace pasticciare con i miei racconti. Preferisco armeggiare intorno a un racconto dopo averlo scritto e poi armeggiarci di nuovo in seguito, cambiando una cosa qui e una cosa lì, piuttosto che scriverlo la prima volta.

Stephen King

Stephen King è uno scrittore molto sottovalutato. I suoi sono spesso libri commerciali, ma opere come L’Ombra dello scorpione, o IT sono comunque grandissimi libri. David Foster Wallace, ad esempio, ammirava molta della produzione di King. Dicendo che per la creazione dei personaggi aveva un grande dono. Uno dei consigli più utili che King dava sulla scrittura, riguarda la prospettiva e la voce nella narrazione.

Mostra, non dire. Per esempio, nel libro che sto scrivendo attualmente, c’è un mostro misterioso. E invece di descriverlo, l’ho direttamente disegnato.

Edgar Allan Poe

Anche per Poe la prospettiva da cui il narratore vuole partire è di vitale importanza. Nel linguaggio che utilizza, deve sempre tenere presente che quello che sta scrivendo ha un’atmosfera, una tempistica. E di questi due fattori si deve sempre mantenere il controllo, perché sono la linfa vitale della narrazione.

Un racconto deve avere una sola atmosfera e ogni frase deve essere costruita tenendo conto di quest’atmosfera.

Ernest Hemingway

Il grande scrittore americano non era prodigo di grandissimi consigli. Riservato riguardo alla sua carriera, subiva difficilmente il fascino delle lusinghe degli ammiratori. Ma in un’occasione, durante una lunga intervista, incalzato da un giornalista riguardo a quello che un giovane scrittore dovrebbe fare per scrivere bene, disse:

Diciamo che dovrebbe uscire di casa e impiccarsi, dopo aver preso atto di quanto sia difficile scrivere bene, anzi forse quasi impossibile. Poi, tirato giù da qualcuno privo di compassione, il poveretto dovrebbe forzarsi a scrivere meglio che può, per tutta la vita. Ma almeno avrebbe la storia dell’impiccagione da cui partire.

Immagini: Copertina