Chi è Corrado Guzzanti, ritratto del più grande comico italiano degli ultimi anni

Chi è Corrado Guzzanti, ritratto del più grande comico italiano degli ultimi anni

I “Sepolcri Sposi”? Li riporto facilmente a Leopardi che è morto di gobba. Stava sempre a scrive, ogni anno. È partito da 180°, la gobba se magnò qualche grado—infatti le ultime cose se l’è scritte addosso. Arrivato a 360°: s’è spezzato Leopardi!

Così si preparava all’esame di maturità Lorenzo, lo studente della “Mary Poppins”. Era il 1993. Oggi quella comicità in televisione non esiste più.

Il 9 marzo 2018 Corrado è tornato a Propaganda Live. Ed è stato un evento. Anticipato anche dai quotidiani nazionali. Ha vestito i panni di monsignor Florestano Pizzarro. Chi l’ha visto ha, inevitabilmente, provato un senso di nostalgia.

La nostra botta di malinconia è stata talmente forte che abbiamo deciso di rivedere gli sketch più divertenti e di condividerli. Ci scusiamo in anticipo però, se qualcosa, per mere questioni di spazio, l’abbiamo lasciata fuori.

“Volevo fare il disegnatore di fumetti”

Nato a Roma nel 1965, Corrado, figlio di Paolo Guzzanti, non è l’unico “comico” della famiglia. Ci sono anche le sorelle Sabina e Caterina. Che meriterebbero una guida a parte.

A 15 anni volevo fare il disegnatore di fumetti, ero presuntuosissimo e mandavo tavole alle riviste specializzate. Non solo non le acquistavano, ma non rispondevano neanche.

Così ha raccontano a Malcom Pagani su Il Fatto Quotidiano:

Allora spedivo lettere patetiche e feroci accusando gli editori di miopia e incapacità. [Poi] le rilessi, e mi sembrarono orribili. Così cominciai a trasformarle in parodia. I miei primi personaggi sono nati da lì.

E infatti la sua carriera inizia presto. Esordisce come autore scrivendo un pezzo per sua sorella Sabina. Che riscuote un primo piccolo successo. Nel 1991, viene scritturato per la trasmissione Avanzi. Lì muove i suoi primi passi: da semplice comparsa diventa comico di rilievo.

Da una costola di Avanzi nasce “Maddecheao’: come secernere agli esami” cucito intorno a uno dei personaggi più amati dal pubblico: Lorenzo.

Nel 1994 entra nel gruppo di Tunnel, ideato sempre dalle autrici Valentina Amurri, Linda Brunetta e Serena Dandini. Al programma, oggi difficile a credersi, suonarono i Nirvana nella loro ultima apparizione televisiva.

Qui, Corrado mette in scene altre parodie. Più concentrato sull’attualità politica, dà vita a un esilarante Emilio Fede.

Gli anni d’oro del Pippo Chennedy Show

È un momento d’oro per Corrado quello del Pippo Chennedy Show. Siamo nel 1997. Guzzanti ha ideato e conduce il programma. Trovano spazio alcuni dei suoi personaggi più divertenti. Il primo, a cui sarà legatissimo per tutta la carriera, è Quelo. Lo stravagante santone in accappatoio.

È un’imitazione diversa dal solito per lui. Fa largo uso di tormentoni (“La seconda che hai detto!”). Di solito non presenti nel suo repertorio (così come le parolacce e una comicità grossolana).

Oltre al santone foggiano, nel programma ci sono Gianfranco Funari Brunello Robertetti. Il poeta più buffo della storia della letteratura. Con le sue poesie nonsense e la grammatica sgangherata.

Gli anni duemila: la consacrazione  

Alla fine degli anni ’90 Serena Dandini lo invita a partecipare allo show televisivo Comici. Uno spettacolo dedicato esclusivamente a lui. Dove mette in scena tutti i suoi personaggi più amati. Tra cui un geniale Fausto Bertinotti che “vuole attaccare la destra come gli insetti”.

Torna poi in tv con la sorella Sabina e Neri Marcorè ne L’ottavo nano. Qui trovano spazio vecchi personaggi, come Quelo, e nuovi, come il giornalista e filosofo Gabriele La Porta.

O Vulvia, la presentatrice di Rieducational Channel. Dalla strana propensione per gli imbuti.

Comico dai travestimenti infiniti, Guzzanti ha anche imitato il cantante Antonello Venditti. Nella parodia di Roma Capoccia: trasformata in Grande Raccordo Anulare. Uno sketch che anche lo stesso cantautore ha apprezzato, invitando Corrado sul palco del Circo Massimo per festeggiare lo scudetto della Roma.

Uno dei programmi più originali degli ultimi anni: Il caso Scafroglia

Il caso Scafroglia è il primo programma firmato completamente da lui. Accompagnato da un grande Marco Marzocca. La satira politica che viene fatta all’interno del programma è feroce. Tanto che viene definito senza mezzi termini “uno dei migliori della RAI e degli ultimi anni in generale”.

Non ho mai fatto distinzione tra satira politica e di costume, sono facce della stessa medaglia. Diciamo che oggi è più difficile fare satira di quanto non fosse qualche anno fa. Non è possibile proporre un’idea nuova senza cadere nella trappola della divisione tra destra e sinistra e quello lo considero una malattia.

All’interno del programma c’è la striscia Fascisti su Marte. Che poi, in forma di lungometraggio, verrà presentato al festival di Roma nel 2006 e uscirà nelle sale.

Da questo momento le apparizioni televisive di Guzzanti si fanno più rade. Viene invitato più come “Corrado” che in costume.

Bisogna aspettare il 2008 per vederlo di nuovo recitare in televisione. Come ospite d’onore per la serie Boris. Una formula, quella della serie tv, che lo affascina a tal punto da realizzarne una sua, originale. Dov’è Mario, del 2016. Prima di allora i fan devono aspettare però il 2011 per rivederlo. In Aniene. E poi l’anno dopo con il seguito.

Oggi la comicità non ha più lo stesso spazio in tv. Guzzanti stesso lo sa. Come ha detto a Luca Mastrantonio del Corriere “Ha tanti spazi sul web. Penso a YouTube. Un tempo, in fondo, noi avevamo lo specchio nell’armadio per studiarci, provare i numeri”.

E allora oggi quelli a cui manca Corrado possono rivederselo lì. Un modo per lenire la tristezza di vederlo così poco in tv. Nell’attesa che possa finalmente riavere un programma tutto suo. E tutto per noi.

Se anche il mondo dovesse esplodere, mi troverai qui. Anche se dovesse scoppiare una guerra mondiale, tu mi troverai qui. Anche se dovesse diffondersi dappertutto un’epidemia mortale, tu mi troverai qui: a portare sfiga.

Immagine di copertina di VanPelt