Cinque correnti artistiche che forse non conosci

Cinque correnti artistiche che forse non conosci

Impressionismo, astrattismo, cubismo, espressionismo: le correnti artistiche che hanno segnato la storia dell’arte le conosciamo tutti. Gli artisti che hanno creato o adottato gli stilemi proposti da queste correnti hanno caratterizzato epoche, e i loro lavori arricchiscono le mostre più belle del mondo.

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Non tutte le scuole sperimentali, però, ottengono lo stesso successo: nel corso della storia ci sono state diverse correnti artistiche che si sono spente senza lasciare un segno distintivo. Nonostante questo, però, molti pittori hanno aderito a queste correnti: e i risultati ottenuti nel tempo sono stati spesso sottovalutati. Quelle che ti proponiamo qui sotto sono cinque di queste sfortunate correnti.

Tonalismo

Il primo tonalismo—o pittura tonale—fu una tecnica artistica per la stesura del colore, tipica della tradizione pittorica veneta del XVI secolo. Quando si parla di tonalismo, però, ci si può riferire anche a un movimento artistico che prese piede negli Stati Uniti alla fine dell’Ottocento. Il nome di questa corrente era dovuto all’abitudine degli artisti che ne facevano parte di creare degli aloni di luce nei loro dipinti, sovrapponendoli ai paesaggi che raffiguravano. Questi autori—come James McNeill WhistlerGeorge Inness—attraverso gli aloni di luce lunare, di bruma, o di penombra volevano trasmettere al quadro un’aura spirituale.

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Sintetismo

Quella del sintetismo è una delle correnti artistiche che fanno parte dei movimenti post-impressionisti. Cominciò a farsi strada negli ambienti culturali parigini quando Paul Gauguin ed Émile Schuffenecker presentarono una mostra di pittori impressionisti e sintetisti al Café Volpini, durante l’Expo di Parigi del 1889. Come suggerisce il nome, gli artisti che seguivano gli stilemi del sintetismo—fra cui lo stesso Gauguin, Charles Laval e Paul Sérusier— erano interessati all’unione degli elementi nei loro quadri. Volevano fondere tra loro tre caratteri fondamentali: l’aspetto esteriore delle forme naturali, i sentimenti che i soggetti suscitano nell’artista, e la purezza estetica delle linee, dei colori e delle forme.

Purismo

Quando il movimento cubista conquistò il mondo dell’arte—in seguito all’influenza di artisti come Picasso e Braque—un gruppo di artisti guidati dal pittore Amédée Ozenfant e dall’architetto Le Corbusier mise a punto un manifesto artistico che gli si contrapponesse. Il saggio Après le Cubisme fu pubblicato nel 1918, e il suo intento era quello di sottolineare l’importanza di tornare a forme artistiche chiare e ordinate, in cui la resa geometrica degli oggetti doveva apparire il più fedele possibile. La rinuncia alla tendenza decorativa e agli orpelli del cubismo era necessaria, secondo i puristi, per riuscire a comunicare al meglio l’epoca umana dominata dalle macchine. Nei dipinti puristi gli oggetti—spesso macchinari industriali e macchine—erano resi il più fedelmente possibile, spesso con l’utilizzo tecnico della sezione aurea, e dipinti con colori freddi, spesso monocromatici.

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Precisionismo

Una via di mezzo fra cubismo e realismo, invece, si ebbe negli Stati Uniti: quando un gruppo di artisti, a cavallo fra le due guerre mondiali, tentarono di fondere alcune tecniche del movimento reso famoso da Picasso con quelle classiche. Georgia O’Keeffe (famosa soprattutto per opere che non fanno parte di questa corrente), Charles DemuthCharles Sheeler: questi artisti credevano che la commistione fra il senso di movimento comunicato dal cubismo e le basi classiche del realismo fossero entrambi necessari per comunicare al meglio l’epoca industriale che segnò gli anni trenta negli Stati Uniti. Fu una corrente estremamente radicata a livello nazionale: al di fuori degli Stati Uniti, non ci furono mai epigoni.

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Raggismo

Gli impressionisti sbalordirono completamente il panorama artistico mondiale con l’utilizzo della luce nei loro dipinti: alcuni decenni più tardi, intorno agli anni dieci del Novecento, alcuni artisti russi—come Mikhail Larionov e Natalia Goncharova—ripresero questo insegnamento e lo portarono all’estremo. Nei loro quadri, infatti, non erano presenti soggetti reali, ma soltanto raggi di luce. Nacque così il raggismo: il primo movimento non figurativo di origine russa. L’esigenza era quella di allontanarsi dai canoni occidentali, e sperimentare al massimo le potenzialità della luce: i lavori dei raggisti sono totalmente composti da diffrazioni e coni di luce che attraversano lo spettro cromatico.

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