Cosa succederebbe se tutta l'umanità vivesse in una sola città?

Cosa succederebbe se tutta l'umanità vivesse in una sola città?

Secondo alcune stime, entro il 2030 il 75 percento della popolazione mondiale abiterà in città: uno spostamento globale che lascerà quasi disabitate le campagne e i centri abitativi più piccoli. Ma cosa succederebbe, idealmente, se tutta l’umanità si addensasse in un’unico centro urbano?

Nel video che vuoi trovare qui sotto, il canale youtube RealLifeLore ha cercato di ipotizzare questo scenario.

In questo momento sulla Terra vivono approssimativamente 7,4 miliardi di persone: il 60 percento di queste si trova in Asia, il 16 percento in Africa, il 10 percento in Europa, l’8 percento nel Nord America, il 5,5 percento in Sud America, e lo 0,5 percento in Oceania.

Nel video la voce fuori campo ipotizza quindi che con tutta probabilità la città prescelta dall’umanità per raggrupparsi totalmente si troverebbe in Asia, visto che la maggior parte della popolazione mondiale si trova già in questo continente.

Ed è infatti in questa zona del mondo che possiamo trovare degli esempi significativi in grado di far comprendere come sarebbe la vita nell’unica città del mondo. Le città asiatiche più importanti hanno infatti un tasso di popolazione altissimo: Singapore, ad esempio, conta 5,4 milioni di persone in soli 710 chilometri quadrati.

In generale molte delle città asiatiche, come Manila o Tokyo, conservano densità di popolazione ancora più alte: gli abitanti di queste città vivono in abitazioni minuscole, perché nonostante l’area urbana sia piuttosto vasta non è sufficiente a consentire spazi individuali più grandi.

Se l’umanità dovesse concentrarsi in un luogo unico, quindi, è questo il modello urbanistico che sarebbe necessario seguire: minuscoli spazi abitativi, per consentire una dimensione relativamente contenuta dei confini urbani.

Se cercassimo di estendere i confini di questa ipotetica città per consentire una densità normale, come ad esempio quella della città di New Orleans784 abitanti per chilometro quadrato—la dimensione del centro abitato arriverebbe infatti a coprire l’intera superficie degli Stati Uniti.

La vita quotidiana sarebbe sempre più caotica e claustrofobica; le emissioni e l’inquinamento concentrato renderebbero presto l’aria irrespirabile. Ridurre la densità delle città e popolare un’area più vasta del pianeta riduce l’impatto dell’inquinamento. Per nostro benessere e il benessere del pianeta, insomma, è necessario invertire il ritmo di urbanizzazione dell’umanità.

Immagini: Copertina1